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15/08/2022 - S&P CLASSIFICA L'UNGHERIA IN CATEGORIA BBB CON PROSPETTIVA NEGATIVA

S&P CLASSIFICA L'UNGHERIA IN CATEGORIA BBB CON PROSPETTIVA NEGATIVA

L'outlook negativo deciso dall’Agenzia riflette la possibilità di un ulteriore declassamento del rating nel medio termine se le prospettive di crescita dovessero indebolirsi e determinare una deviazione dall'attuale strategia di consolidamento della finanza pubblica.

Tra i principali fattori esterni che potrebbero incidere sulle prospettive di crescita del Paese, S&P evidenzia il rischio di approvvigionamento energetico e le difficoltà di diversificare nel breve termine le importazioni dalla Russia. Secondo l’Agenzia i rischi legati alla sicurezza energetica sono più elevati per l'Ungheria rispetto ad altri Paesi europei a causa della maggior dipendenza dalle forniture di tali beni e per la presenza di attività industriali ad alta intensità energetica.

Un altro rischio per le prospettive di crescita è rappresentato dai potenziali tagli o dai ritardi nel trasferimento dei fondi europei a causa dell’avvio da parte della Commissione del meccanismo di condizionalità legato allo stato di diritto. Tuttavia, considerata la disponibilità del governo ungherese a raggiungere un accordo con la Commissione, l’Agenzia ritiene che il Paese sarà in grado di accedere ai fondi, che potrebbero raggiungere in media il 4% del PIL nel periodo 2023-25, e che gli eventuali tagli derivanti dall'applicazione del meccanismo di condizionalità potrebbero non essere così rilevanti.

Sul piano interno, l’Agenzia rileva che l’aumento dell’inflazione, dei salari e dei prezzi, congiuntamente alla volatilità del tasso di cambio della valuta locale e alla pressione al rialzo sui costi dei finanziamenti potrebbero ridurre i margini di manovra del governo. Un ulteriore fattore che nei prossimi anni potrebbe riflettersi sull'afflusso di capitali esteri riguarda la tassazione speciale recentemente introdotta dal governo destinata alle aziende che operano in alcune attività economiche.

S&P stima per il corrente anno una crescita del PIL al 5,1% sospinta dal buon andamento nel primo semestre della domanda interna e, per il 2023, un aumento del prodotto del 2,3%. Nel 2025 è attesa una crescita del 3%. Sulle attuali previsioni, in specie per il prossimo anno, pesa l’incertezza di eventuali, improvvise interruzioni delle forniture di gas dalla Russia e i tagli ai trasferimenti dei fondi europei che potrebbero causare una contrazione dell'economia. Secondo l'Agenzia, il potenziale di crescita a lungo termine dell'Ungheria rimarrà probabilmente limitato a causa della predominanza del settore pubblico in diverse attività economiche, bassa produttività, dall'invecchiamento e dal calo della popolazione in età lavorativa, dalla carenza di manodopera qualificata che potrebbe comportare una continua e rapida crescita delle retribuzioni.

Con riferimento alla finanza pubblica, l’Agenzia rileva che il governo ha sostanzialmente ridotto i disavanzi nominali di bilancio in rapporto al prodotto nella misura del 5,1% per il 2022, e al 3,8% per il 2023. Il deficit dovrebbe poi scendere nel 2025 al di sotto del 3%. Tuttavia, il debito pubblico ungherese sarebbe destinato a rimanere più elevato rispetto alla media dei Paesi Ue. Malgrado il livello del debito e l'aumento dei tassi di interesse anche a livello globale l’Agenzia non ravvede al momento pressioni sul reperimento di finanziamenti sul mercato nazionale ed estero.

Secondo S&P l'outlook dell'Ungheria potrebbe infine essere rivisto da negativo a stabile se nel triennio 2022-2025 le pressioni esterne saranno contenute, consentendo al Paese la ripresa della crescita economica e il conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica.

Notizia segnalata da
Ambasciata d'Italia - UNGHERIA
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