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15/03/2021 - Andamento dell'export italiano a Hong Kong nel 2020

Andamento dell'export italiano a Hong Kong nel 2020

La crisi sanitaria ha avuto pesanti conseguenze sull'export italiano verso Hong Kong, specialmente nel primo semestre del 2020, ove esso ha accusato un calo del 44,4% su base annua. Secondo dati ISTAT, nell'intero anno solare le esportazioni hanno sfiorato i 4,3 miliardi di euro, riducendo la flessione al 25,6% grazie alla ripresa registrata nel secondo semestre. Nel 2020 la RAS e' scesa cosi' al quarto posto tra i mercati di sbocco delle merci italiane in Asia, dietro a Cina, Giappone e Corea del Sud (12,9, 7,1 e 4,7 miliardi rispettivamente). Hong Kong mantiene comunque un ruolo chiave per il nostro export nella regione, in virtu' della ben nota apertura agli scambi multilaterali della sua economia e dei forti legami commerciali con la RPC. Ogni anno circa il 60% delle merci dirette a Hong Kong sono infatti riesportate nei mercati limitrofi, in larga parte verso la Madrepatria.

I settori trainanti del nostro export rimangono quelli legati all'abbigliamento/moda e al lusso, ove Hong Kong, piattaforma asiatica per le maison del nostro Paese, si conferma uno dei mercati di riferimento a livello mondiale. La pandemia ha tuttavia avuto un effetto molto pesante sull'andamento delle nostre forniture del settore. Gli articoli di abbigliamento e in pelle (1,5 miliardi di euro) hanno infatti registrato un calo del 27,8%. Analogo andamento ha interessato il settore della gioielleria (348 milioni: -47,6%), dell'orologeria (208 milioni: -29,5%), dei filati e dei prodotti tessili (174 milioni: -38,6%), del cuoio (115 milioni: -37,9%), delle perle e pietre preziose (90 milioni: -34,1%), dell'arredamento (72 milioni: -24,9%) e dell'ottica (67 milioni: -28,6%).

Il comparto agro-alimentare, che nel suo complesso ha raggiunto i 213 milioni di euro, ha invece mantenuto i valori dell'anno precedente. La carne e gli insaccati (46 milioni: +29,9%), i cereali e relative preparazioni (28 milioni: +13,8%) e l'olio (10 milioni: +8,5%) hanno compensato i cali della cioccolata e del caffe' (49 milioni: -11,3%), del vino (26 milioni: -9,9%), delle preparazioni alimentari (22 milioni: -15%), della frutta, verdura e conserve (16 milioni: -3,3%) e dei prodotti lattiero-caseari (8 milioni: -0,2%).

Infine, a fronte di valori sostanzialmente immutati nella chimica-farmaceutica (420 milioni: -2,2%) e di un significativo aumento delle commesse di imbarcazioni (118 milioni: +17%), molto negativo e' stato l'andamento delle apparecchiature elettriche (268 milioni: -9,1%), delle macchine utensili (245 milioni: -15,3%), dei veicoli su strada (60 milioni: -49,9%) e degli apparecchi elettro-medicali (37 milioni: -37,3%).

Secondo lo Hong Kong Census and Statistics Department, l'Italia risulta essere il secondo fornitore assoluto, dietro alla Cina, di articoli di abbigliamento, cuoio e pelle, calzature, imbarcazioni e arredo-design; il terzo di borse e articoli da viaggio e apparecchi di illuminazione; il quarto di prodotti tessili e filati; il sesto di occhiali; il settimo di orologi e autoveicoli; l'ottavo di oro e gioielli, macchine e apparecchi industriali per uso generale, prodotti chimici inorganici e prodotti di profumeria. Notevoli margini di miglioramento presenta invece un settore di punta del Made in Italy come l'agroalimentare, soprattutto a causa del sottodimensionamento del comparto dei vini rispetto alle potenzialita' di questo mercato.

Notizia segnalata da
Consolato Generale d'Italia