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Cosa vendere (BRASILE)


Prodotti alimentari

AGROALIMENTARE Il discreto miglioramento dell’economia brasiliana, che ha registrato un incremento dell’1,1% nel 2019, accompagnato da un altrettanto discreta diminuzione del tasso di disoccupazione, passato dal 12% all'11,6% tra gennaio e dicembre 2019, ha stimolato le vendite al dettaglio nel segmento degli alimenti e delle bevande in Brasile, calcolate in circa 350 mld di reais nel 2019, cifra pari a USD 87,5 mld, con una crescita annua prospettata del 5,4% per i prossimi 5 anni. Si nota una crescente presenza sul mercato dei prodotti di piccole aziende e dei prodotti private label, di qualità simile a quella offerta dai grossi gruppi, ma a prezzi più bassi. Ciò spinge i grandi gruppi, tra cui Nestlé, Mondelez, Dairy Partners Americas, BRF, Pepsico e Danone, che complessivamente detengono il 15,5% del market share, a innovare costantemente in modo da rimanere rilevanti nelle menti dei consumatori, sempre più critici rispetto al beneficio di un determinato bene o servizio, ponderando attentamente i diversi valori in gioco nella scelta d'acquisto, quali prezzi e promozioni varie. Le importazioni sono state pari a USD 8,2 mld nel 2019, cifra leggermente superiore a quella verificata nel 2018 (1,36%), di USD 8,1 mld. I prodotti importati, pertanto, rappresentano il 9,4% del mercato. Le principali categorie di prodotti importati sono i cereali (26,2%), gli ortaggi e le preparazioni (13%), i grassi o oli animali e/o vegetali (11,2%), il malto e le farine di frumento (9%) e la frutta (7,5%) che, complessivamente, rispondono per il 66,9% delle importazioni brasiliane di alimenti e bevande. Altre categorie che registrano quote mediamente importanti sull’import totale sono i vini (4,5%), categoria in cui i cileni sono i principali fornitori, con una quota del 39,4% del totale importato; il cacao e le preparazioni (3,9%), in cui l’Italia è il terzo principale fornitore, dopo Costa d’Avorio e Argentina, con una quota del 6%; latte e crema di latte, anche con l’aggiunta di zucchero (3,0%), forniti quasi esclusivamente (94%) da Argentina e Uruguay; le preparazioni a base di cereali, farine, amidi, fecole o latte, tra cui i prodotti della panetteria e le paste alimentari (2,7%), aventi come principali fornitori Argentina (26,8%), Italia (18,6%) e Germania (11,8%); caffè e the (1,47%), il cui principale fornitore è la Svizzera (43,7%); formaggi e latticini (1,44%), i cui principali fornitori sono Argentina (60,6%), Uruguay (20,6%), Francia (5,8%), Olanda (5,47%) e Italia (3,5%). Il principale paese fornitore del Brasile di alimenti e bevande è l’Argentina, con quota del 37,7%. Fornisce prevalentemente cereali (47,7%), ortaggi e preparazioni (16,8%), malto e farine di frumento (11,7%) e frutta (5,9%). Seguono per importanza gli altri due paesi che compongono il Mercosul ovvero, Uruguay (6,9%) e Paraguay (6,2%). Gli Stati Uniti, importante fornitore del Brasile di cereali, appaiono al quinto posto nella graduatoria, con una quota del 4,9% nel 2019, seguiti da Portogallo (4,81%), Cile (4,75%), Spagna (3,43%) e quindi, dall’Italia (2,8%). I cileni esportano in Brasile prevalentemente vino (36,7%) e frutta (33,9%), mentre i portoghesi, primi fornitori del vecchio continente, esportano olio d’oliva (67,5%) e vini (13,2%). Gli spagnoli forniscono ai brasiliani in particolare frutta (25,5%), olio d’oliva (22,1%) e ortaggi (17,7%). Gli italiani forniscono ai brasiliani un paniere di prodotti piuttosto variegato, in cui sono maggiormente rilevanti i vini, che rispondono per il 16,7% dell’import proveniente dall’Italia, la frutta, con una quota del 16,4% e le paste alimentari, con il 12,8%. Tra le principali rassegne fieristiche del settore da realizzarsi in Brasile nel 2020 vi sono APAS SHOW, fiera annuale che conta sulla partcipazione di oltre 800 espositori di tutto il mondo e più di 58 mila visitatori, e FISPAL FOOD SERVICE, la più importante manifestazione in America Latina dedicata ai prodotti ed alle tecnologie per il food service (bar, ristoranti, gelaterie, pizzerie ecc.), la cui prossima edizione si terrà a San Paolo, dal 19 al 22 ottobre. È prevista una partecipazione collettiva italiana alla FISPAL FOOD SERVICE, organizzata da ITA – Italian Trade Agency, quale utile strumento per la promozione della produzione Made in Italy ed identificazione di partner e nuovi canali di sbocco in Brasile. 

Principali aziende del settore
  • Sito Internet: www.barilla.com.br
  • Sito Internet: www.ferrero.com.br
  • Sito Internet: www.nestle.com.br
  • Sito Internet: www.gpabr.com
  • Sito Internet: https://br.mondelezinternational.com/
Altri mezzi di trasporto (navi e imbarcazioni, locomotive e materiale rotabile, aeromobili e veicoli spaziali, mezzi militari)

NAUTICA Il mercato brasiliano delle navi ed imbarcazioni ha fatturato 2,4 mld di dollari nel 2019. Si tratta del maggior mercato in America Latina e che, fino il 2014, fatturava oltre 6,6 mld di dollari. È stato pesantemente colpito dalla crisi economica e politica che il paese ha attraversato e che ha influito, tra altro, sugli investimenti di Petrobras, importante cliente del segmento, ma anche sugli investimenti delle compagnie di trasporto di merci. Le importazioni, che hanno registrato il record di USD 1,4 mld nel 2015, si sono attestate su USD 143 milioni nel 2019. Con l’azzeramento del dazio sulle importazioni di imbarcazioni per il trasporto di merci, autorizzato dalle autorità competenti brasiliane alla fine del 2019 e che comporterebbe una riduzione del 40% del carico tributario per l’acquisizione all’estero di tali mezzi, si spera in un aumento delle importazioni del settore e quindi, il miglioramento del trasporto di cabotaggio. Contribuisce all’incremento degli investimenti nel settore l’approvazione da parte del Consiglio Direttivo del Fondo della Marina Mercantile (CDFMM), di 5,6 miliardi di reais di stanziamenti per il settore navale. Dell'importo approvato, 4,9 miliardi di reais sono stati assegnati a progetti che erano già stati approvati dal Consiglio e avevano ottenuto un nuovo mandato per gli appalti e 654,3 milioni di reais sono andati a nuovi progetti riguardanti principalmente la costruzione, conversione, riparazione e ammodernamento delle navi di supporto portuale. Fonte: Euromonitor International e Portale Industria Naval LOCOMOTIVE Il mercato brasiliano delle locomotive è stimato in 325,6 milioni di dollari nel 2019, cifra che è rimasta abbastanza stabile nel corso degli ultimi cinque anni. Di tale importo, 21 milioni di dollari riguardano prodotti importati. Nonostante stabile in valore, la produzione locale di vagoni merci, vagoni passeggeri e intere locomotive è fortemente diminuita nel 2019 rispetto agli anni precedenti. Secondo l’Associazione brasiliana dell’industria ferroviaria, il settore ha prodotto nello scorso anno 135 vagoni passeggeri, 1500 vagoni merci e 40 locomotive, mentre nel 2018 la produzione è stata di 312 vagoni passeggeri, 2566 vagoni merci e 64 locomotive. Con gli investimenti previsti nel settore ferroviario nei prossimi anni, si prospetta una ripresa di tutto l’indotto. Secondo il Ministero delle Infrastrutture, sono previsti investimenti per 30 miliardi di reais (circa 6 mld di dollari) destinati alla espansione della rete ferroviaria del paese nei prossimi 5-6 anni. Le risorse sarebbero ottenute attraverso concessioni. Il primo contratto di concessione è stato firmato lo scorso anno e riguarda la Ferrovia Norte-Sul, nel tratto tra Porto Nacional (TO) ed Estrela D'Oeste (SP), che ha 1.537Km. Per quest'anno sono previste concessioni per la Ferrovia Oeste-Leste, di 1.527Km e che collegherà Ilhéus (BA) a Figueirópolis (TO), e la Ferrogrão, tra Cuiabà (MT) e Santarém (PA), di 360Km. Il governo prevede, inoltre, di attuare un cambiamento legislativo che consenta al settore di realizzare progetti sotto il regime di “autorizzazione”, in base al quale l'investitore ha più libertà rispetto al regime di "concessione": a fronte della piena proprietà della ferrovia e della libertà di fissare le proprie tariffe, l'investitore si  fa carico di tutti i rischi del progetto. Questo è importante per coloro che si assumono rischi a lungo termine, stimolando la realizzazione di nuovi investimenti ferroviari in Brasile. Secondo uno studio del 2018 della Fondazione Dom Cabral, la rete stradale brasiliana viene utilizzata per drenare il 75% della produzione nel paese. Le ferrovie rappresentano il 5,4%. Gli impatti causati dallo sciopero dei camionisti del 2018 hanno reso evidente la dipendenza del Paese dal trasporto su gomma, generando un dibattito pubblico sulla necessità di espandere la rete ferroviaria. Fonte: Euromonitor International, Agência Brasil e Abifer

Macchinari e apparecchiature

MACCHINE E ATTREZZATURE Solitamente, a seguito di una crisi, il settore dei beni capitali è il primo ad essere colpito e l'ultimo a riprendere le attività. In Brasile non è diverso e come conseguenza della crisi vissuta nel 2014/2015, che ha colpito pesantemente l'industria di petrolio e gas per poi coinvolgere tutto il segmento industriale, gli investimenti in beni capitali e quindi, le importazioni brasiliane di macchine ed attrezzature meccaniche destinate al cosiddetto settore Machines Italia (conceria; ceramica e laterizi; legno; macchine agricole; movimento terra; estrazione e lavorazione della pietra naturale; lavorazione metallo; confezionamento ed imballaggio; fonderia; attrezzature idrauliche e pneumatiche; lavorazione vetro; macchine grafiche; gomma e materie plastiche; prodotti alimentari; prodotti tessili) sono scese da USD 29,3 mld nel 2013 si sono quasi dimezzate passando a USD 14,2 mld nel 2017. A partire del 2017, di fronte ad un scenario politicamente ed economicamente più stabile, tali importazioni hanno una curva ascendente, con un forte incremento annuale del 10,2% nel 2018 e del 13,6% nel 2019. Nel 2020, gli investimenti in beni strumentali avrebbero dovuto continuare la spinta e le importazioni sarebbero dovute crescere del 12% a 15% per raggiungere da 20 a 21 mld di dollari  circa e quindi, ritornando allo stesso livello del 2015. Tuttavia, l`emergenza sanitaria e la diffusione del coronavirus in tutto il mondo, provocando una forte frenata nell'economia mondiale, hanno fatto sì che quasi tutti i segmenti industriali rinviassero i piani di investimenti a data da destinarsi. Ciononostante, il Brasile rimane sempre un importante mercato per le aziende italiane costruttrici di macchine ed attrezzature meccaniche e destinazione dell’1,46% delle esportazioni italiane del settore, rappresentando attualmente il quindicesimo principale mercato a livello mondiale ed il secondo nell’America Latina, dopo il Messico, la cui quota dell’1,61%. Per i brasiliani, gli italiani sono il quarto principale fornitore, con una quota del 6,1% sull’import totale di macchine ed attrezzature meccaniche, che vale USD 1,1 mld. Tra le principali categorie di prodotti importati, spiccano le valvole e riduttori di pressione, categoria che ha contribuito per il 15,1% delle importazioni brasiliane nel 2019. Nel comparto macchine, quelle movimento terra sono state la categoria di maggior partecipazione sull’import settoriale, con quota del 3,89%. Fonte: Ministero Brasiliano dell’Economia

Bevande

VINO Il mercato vitivinicolo in Brasile è in continua espansione e nel 2019 il consumo brasiliano di vino ha toccato i 321 milioni di litri, con un incremento di circa il 2,5% rispetto all'anno precedente. Si prevede per il quadriennio 2020-2023 un aumento del consumo del 18%. Del totale, circa il 41,5% corrisponderebbe ai vini importati, con una crescita del 343% nelle ultime due decadi. In termini di valore, si stima che il mercato del vino in Brasile rappresenti lo 0,2% del PIL del Paese, per un totale di 3,7 miliardi di dollari (Fonti: Euromonitor International e Ministero Brasiliano dell'Economia). L’83,6% del mercato, in quantità, riguarda i vini fermi (in particolare i rossi), il 7,7% vini frizzanti e/o spumanti (tra cui il rosé è attualmente molto richiesto) e l’8,7% i vini fortificati ed i vermouth. Il canale on-trade (HoReCa) risponde per il 25% delle vendite, mentre quello off-trade (GDO e retail) risponde per il restante 75%. La maggior parte delle vendite del canale off-trade si concentra nelle catene di supermercato (34,9%) e nei negozi specializzati (28,5%). Gli ipermercati, caratterizzati da area attrezzata per la vendita al dettaglio superiore a 2.500m², rispondono per il 20% delle vendite. Il commercio elettronico, nonostante abbia un partecipazione ancora marginale sulle vendite (2,9%) è in forte sviluppo, così come le vendite attraverso i cosiddetti club di acquisti (2,3%). Avendo esportato in Brasile 12,1 milioni di litri nel 2019, la quota di mercato italiana è pari al 4%, posizionando l’Italia quale secondo principale partner tra i paesi europei, dopo il Portogallo, che vanta una quota di mercato del 5,7%. I vini cileni rispondono per il 20,7% del mercato, mentre quelli Argentini per il 5,4%. La quota dei francesi è poco superiore alla metà di quella italiana (2,1%). I principali player sono tutti brasiliani e su una lista che riporta le 19 principali società del settore, 11 sono produttori locali, ubicati prevalentemente nella zona di Bento Gonçalves, città dello Stato di Rio Grande do Sul di forte immigrazione italiana. Tra questi, si evidenziano le società Aurora e Santon, le cui quote di mercato sono rispettivamente dell’8,6% e del 6%. Nel 2020 sono in programma due grandi manifestazioni fieristiche nel Paese: la fiera WINE SOUTH AMERICA - Fiera internazionale del vino - è organizzata dal Gruppo Veronafiere su base annuale a fine settembre. La terza edizione si svolgerà dal 23 al 25 settembre 2020 nella citta’ di Bento Gonçalves (Rio Grande do Sul), principale regione produttrice di vini del Brasile. Nel 2019 hanno partecipato all'evento circa 6.600 visitatori, tra consumatori e operatori del mercato enogastronomico, 300 espositori di 21 Paesi, inclusa l'Italia; altra fiera dedicata al vino e` la PROWEIN SÃO PAULO, in programma dal 20 al 22 ottobre a San Paolo, organizzata da Messe Duesseldorf. La partecipazione a queste due grandi rassegne potrebbe rappresentare un’ulteriore importante opportunità per sviluppare rapporti commerciali in loco. Per maggiori informazioni, contattare l’Ufficio Commerciale dell’Ambasciata d’Italia (commerciale.brasilia@esteri.it).

Principali aziende del settore
  • Sito Internet: www.vinicolaaurora.com.br
Prodotti delle altre industrie manufatturiere

MOBILI ED ARREDAMENTO

Con la crisi del 2014/2015, il fatturato del settore edile è diminuito di quasi il 12% negli anni successivi, passando da 673,2 miliardi di reais nel 2014 a 593,9 miliardi di reais nel 2017. A partire dal 2018, a fronte di uno scenario politico ed economico più stabile, il settore comincia a mostrare segni di ripresa, registrando una crescita annua del 2,74% nel 2018 e del 4,95% nel 2019.

Spinto dalla ripresa nell’edilizia, di cui è fortemente dipendente, il settore dell'arredamento torna a crescere, ma in modo instabile, con alti e bassi, chiudendo il 2019 con vendite stimate in 21,4 miliardi di dollari, cifra ancora ben al di sotto dei 33,1 miliardi di dollari del 2015.

La quota di prodotti importati in questo importante mercato ha oscillato negli ultimi sei anni intorno al 3,3%, per chiudere il 2019 a 577,6 milioni di dollari, di cui una quota importante (33,6%) proveniente dalla Cina. L'Italia è il settimo principale fornitore – secondo tra i paesi europei, dopo Germania e Polonia – garantendo ua quota di mercato dello 0,15% ed una partecipazione sulle importazioni del 4,5%.

Tra i leader del settore spiccano Itatiaia Móveis, produttore di cucine, Bertolini, produttore di cucine e mobili componibili, e Unicasa, proprietaria del marchi Dell’anno, produttrice di mobili componibili.

Tutti i principali marchi italiani sono presenti sul mercato, in particolare a San Paolo, capitale industriale del paese. Ne è esempio Natuzzi, con un impianto produttivo a Bahia, inizialmente pensato per fornire al mercato americano e poi al mercato interno. Altri importanti marchi includono: B&B Italia, FlexForm, Poliform, Living Divani, Giorgietti, Baxter, Porro, Ceccotti Collezioni, De Padova, Porada, Paola Lenti, Gervasoni, Armani Casa, Rabitti, Giobagnara, Arcade, Baleri, Edra, Ghidini 1961, Lema, Magis, Memphis Milano, Varaschin e Zanotta.

Fonte Euromonitor International

COSMETICI E PRODOTTI PER L’IGIENE PERSONALE

Il settore dei cosmetici e prodotti di bellezza in Brasile ha registrato un significativo aumento delle vendite del 17,2% negli ultimi cinque anni, chiudendo il 2019 a 116,8 miliardi di reais (circa 29,6 miliardi di dollari). Tra i segmenti più rilevanti, spiccano quelli delle fragranze (22,9%), dei cosmetici da uomo (19,9%) e dei prodotti per capelli (19,7%).

Trattasi del quarto maggior mercato al mondo, dopo quello statunitense (USD 92,9 mld), quello cinese (USD 69,2 mld) e quello giapponese (USD 38,9 mld), e ben due volte quello francese (USD 14,6) e due volte e mezza quello italiano (USD 11,6 mld).

I punti vendita fisici rispondono per il 69,9% delle vendite, di cui supermercati e ipermercati si distinguono con una partecipazione complessiva del 27,9%, seguiti in importanza dalle farmacie (18,2%). La vendita diretta risponde per il 26,8% delle vendite totali del settore.

Con un market share dell’11,9%, a cui si aggiungono i 4,8% dell’americana Avon, recentemente acquistata, la brasiliana Natura vanta una consolidata leadership nel mercato, con ben 5,3 punti percentuali di quota di mercato in più rispetto ai principali concorrenti, Unilever (11,4%) e Botica Comercail Farmacêutica (11,1%), conosciuta per i prodotti con il marchio “O Boticario”.

Le importazioni sono state pari a 379,9 milioni di dollari nel 2019, cifra l’11,7% inferiore a quella verificata nell’anno precedente. I principali paesi fornitori sono Stati Uniti (16,7%), Francia (16,1%) e Argentina (13,9%). L’Italia, con una quota del 3,2% sulle importazioni è l’ottavo principale paese fornitore.

I prodotti di bellezza o per il trucco e preparazioni per la conservazione o la cura della pelle, categoria che ha registrato un incremento del 7,6% nel 2019 rispetto al 2018, rispondono per il 54,1% delle importazioni. Seguono per importanza i cosmetici da uomo (18,2%), le cui importazioni, tuttavia, hanno subito un calo del 39,5% nel 2019, in particolare a causa della diminuzione del 51,3% di quelle provenienti dall’Argentina, da dove proviene quasi l’80% di tutto quanto il Brasile importa di tale tipologia di prodotti.

Fonte: Euromonitor International e Ministero Brasiliano dell’Economia

Ultimo aggiornamento: 23/04/2020