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Barriere tariffarie e non tariffarie (ARABIA SAUDITA)

Come membro del Consiglio di Cooperazione del Golfo-CCG, l'Arabia Saudita applica la tariffa comune esterna del 5% sulla maggior parte dei prodotti importati, fatte salve alcune eccezioni (ad es. i datteri, protetti da un dazio del 40%). Alcuni prodotti alimentari sono esenti dai dazi all'importazione (thé, caffè), mentre altri beneficiano di sussidi all'importazione (riso, alimenti per bambini, mangimi per animali).

Alimenti, cosmetici e medicinali sono soggetti all'ottenimento di una specifica autorizzazione da parte della competente Autorità saudita, la Saudi Food & Drug Authority (SFDA). Per motivi religiosi e di morale pubblica, è vietato importare bevande alcooliche e carne suina. Informazioni di dettaglio su tutte le restrizioni alle importazioni sono disponibili sul sito delle Dogane saudite (www.customs.gov.sa/sites/sc/en) e dell'ente saudita per la standardizzazione, la metrologia e la qualità (SASO, https://www.saso.gov.sa/en/pages/default.aspx). Le procedure di ottenimento delle autorizzazioni SFDA sono disponibili sul sito https://www.sfda.gov.sa/En/Pages/default.aspx.

Per quanto riguarda l'importazioni di carni (non suine), la SFDA aggiorna la situazione Paese online (consultabile al link https://www.sfda.gov.sa/en/food/about/administration/mangement_food/Documents/Food-meat-and-country-en.pdf). Nei confronti dell'Italia, il bando Paese è stato rimosso per quanto riguarda le carni bovine e ovine a seguito della positiva conclusione della missione tecnica della SFDA nel 2018. Il prossimo passo prevede l’accreditamento da parte della SFDA degli stabilimenti italiani interessati all’esportazione.

Si segnala che dal 6 giugno 2017 l'Arabia Saudita ha proibito tutte le importazioni dal Qatar e interrotto i collegamenti terrestri, marittimi e aerei con questo Paese. 

 

Ultimo aggiornamento: 07/01/2020

Market Access Database della Commissione Europea