Accesso al credito - Osservazioni (INDIA)
Secondo il Financial Stability Report della Reserve Bank of India, la resilienza del sistema finanziario domestico continua a migliorare, sostenuta da solidi buffer patrimoniali, bassi livelli di crediti deteriorati (non-performing loans) e una redditività robusta. I risultati degli stress test confermano la solidità dei settori bancario e non bancario, con livelli di capitale che si prevede rimarranno ben al di sopra dei minimi regolamentari anche in scenari di shock avversi. La buona salute dei bilanci di imprese, banche e società finanziarie non bancarie (NBFCs) rappresenta un elemento favorevole per l’economia. Il common equity tier 1 (CET1) delle banche commerciali a fine marzo 2025 risulta pari al 14,7%, ed i crediti deteriorati sono al di sotto del 3%.
Ad agosto 2025 l’agenzia S&P Global Ratings ha migliorato il rating sovrano dell’India da BBB- a BBB, segnando il primo upgrade dopo circa 18 anni. Le ragioni, secondo l’agenzia, vanno individuate nella forte crescita economica del Paese, nella solidità della domanda interna e nei progressi nella riduzione del deficit pubblico.
Permangono tuttavia alcuni fattori di rischio per l’economia indiana riconducibili principalmente all’elevato debito pubblico, incluso quello dei singoli Stati, e all’elevato tasso di disoccupazione che potrebbe frenare la crescita della domanda interna e degli investimenti privati.
Sulla base delle più recenti stime, il risk rating creditizio assegnato al Paese da SACE è pari a 40 per il mancato pagamento del debito sovrano, 50 per il mancato pagamento da controparti bancarie e 55 per il mancato pagamento da controparti corporate (dove 100 è il valore di rischio massimo). Il rischio politico si attesta a 39 ed il rischio climate change a 55.
(Red.: Addetto Finanziario - SACE)
Ultimo aggiornamento: 13/07/2026



