WTO, accordi regionali e aliquote tariffarie (GIORDANIA)

Anno di accesso al WTO2000
Accordi regionali notificati al WTO (numero)7
Aliquota tariffaria per i prodotti agricoli (Anno)2013
Aliquota tariffaria per i prodotti agricoli (Aliquota %)17,6
Aliquota tariffaria per i prodotti non agricoli (Anno)2013
Aliquota tariffaria per i prodotti non agricoli (Aliquota %)8,2
Fonte: Elaborazioni Ambasciata d'Italia su dati World Economic Forum, The Global Enabling Trade Report 2010 e WTO.

Osservazioni

La linea di politica economica condotta dalla metà degli anni Novanta, finalizzata all'attrazione degli investimenti esteri, ha guidato il processo di apertura internazionale del Paese. La Giordania ha aderito al WTO l'11 aprile 2000, sottoscrivendo anche gli Accordi TRIPs. È membro del WIPO dal luglio 1972 e ha firmato le principali Convenzioni in materia di protezione della Proprietà Intellettuale (Convenzione di Parigi, Convenzione di Berna). La tutela della proprietà intellettuale è inoltre garantita da un'articolata legislazione nazionale risalente al 1999. Gli emendamenti più recenti, emanati con la legge n° 23/2014, riguardano le disposizioni sul copyright.

Oltre ai 7 Accordi regionali notificati al WTO (con l’area EFTA, GAFTA, UE, Stati Uniti, Singapore, Turchia e Canada), il Paese ha puntato nel tempo al consolidamento dei rapporti bilaterali, a partire dai Paesi limitrofi, allo scopo di creare aree di libero scambio e facilitare le relazioni commerciali, gli investimenti e la cooperazione in ambito industriale. Con la Siria è stato firmato l'8 ottobre 2001 un Accordo di libero scambio, che prevede l'eliminazione delle barriere tariffarie su tutti i beni, insieme ad una serie di Accordi tecnici su gestione delle acque, facilitazione dei trasporti, eliminazione dei visti. Al momento attuale, le relazioni commerciali tra i due Paesi sono fortemente condizionate dalla crisi in corso.

Con Israele, a margine del World Economic Forum (WEF) del Mar Morto del maggio 2004, la Giordania ha firmato un Accordo commerciale che estende il novero dei prodotti coperti dall'esistente Accordo bilaterale di Cooperazione Economica firmato nel 1995. Elemento chiave dell’Intesa è il riconoscimento da parte della Commissione Europea dell'accesso nel mercato comunitario in esenzione doganale per i beni prodotti nelle c.d. Qualified Industrial Zones, che già godono dell'accesso libero da dazi e quote nel mercato americano.

Importanza crescente potrebbe rivestire inoltre il Protocollo di Agadir,  firmato nel 2004 con Egitto, Marocco e Tunisia per la creazione di una zona di libero scambio fra i quattro Paesi, mirante all’integrazione di un mercato potenziale di 120 milioni di persone, alla promozione di reciproci investimenti e alla cooperazione nell’export verso grandi mercati (soprattutto USA e UE). Sebbene il protocollo sia ormai operativo, peraltro finora senza evidenti benefici, specifici aspetti tecnici hanno evidenziato divergenze tra i partner ancora da risolvere. Tali difficoltà hanno spinto i Paesi firmatari a studiare soluzioni tecniche sul modello dell’Unione Europea, in particolare nell’ambito delle facilitazioni doganali. Durante la 66° sessione dell’Assemblea Generale dell’ONU (settembre 2011) è stata annunciata l’adesione dell’Autorità Palestinese.

Lo sviluppo più rilevante riguarda la richiesta avanzata dalla Giordania nel maggio 2011 di aderire al Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG), l’organizzazione politica ed economica dei Paesi arabi che si affacciano sul Golfo Persico. Se il processo avrà un esito positivo (si parla di un iter di adesione di cinque anni, dovendo implicare una importante armonizzazione normativa), rilevanti saranno le conseguenze per il Regno sia dal punto di vista politico (soprattutto nel settore della Difesa e della Sicurezza), sia dal punto di vista economico-commerciale (ad esempio: revisione delle regole doganali e adozione di una tariffa comune, con conseguente condivisione delle entrate; maggiore accesso ai mercati del Golfo e incremento degli scambi intraregionali; facilitazione nei movimenti di capitali e di persone, con plausibile aumento dei turisti e delle rimesse dei lavoratori giordani nel Golfo; facilitazione degli investimenti e dei finanziamenti, con potenziali riflessi sui grandi progetti da tempo sospesi in Giordania; potenziale futura creazione di un’area monetaria unica).

Infine, l’Unione Europea ha confermato il proprio impegno nell’istituzione di una “Deep and Comprehensive Free Trade Area” (DCFTA, con l’obiettivo di superare gli ostacoli posti dall’attuale regolamentazione dell’Accordo di Associazione, in particolare nei campi del commercio dei servizi, degli appalti pubblici, dei diritti di proprietà intellettuale e della protezione degli investimenti. Nell’auspicio della Giordania, le nuove condizioni dovrebbero compensare il rilevante deficit commerciale che caratterizza l’interscambio tra le due parti). 

Ultimo aggiornamento: 06/09/2015^Top^
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