Relazioni internazionali (POLONIA)

La Polonia appare un Paese appagato in quelli che sono stati gli obiettivi fondamentali del primo quindicennio post ’89; l’ingresso nella NATO (1999) e l’adesione all’Unione Europea (2004). Negli anni recenti ha perseguito un ulteriore rafforzamento del grado di sicurezza (declinata non solo sotto il profilo militare) per ricavarsi un ruolo di Paese di riferimento, almeno sul piano regionale, ma altresi’ a livello europeo (e’ ormai incluso nelle formule cosiddette dei “Big Six”).

Superata la breve parentesi euroscettica del governo Kaczynski, per Varsavia è tornato di primaria importanza il rapporto con l’Unione Europea. Obiettivo principale del governo Tusk è quello di avere “una forte Polonia in una forte e solidale Unione Europea”. Vi è quindi un deciso interesse a sfruttare al meglio i benefici derivanti dall’adesione (a partire dai fondi strutturali, essenziali per il rilancio dell’economia) per dare al Paese competitività e avvicinarlo ai livelli di sviluppo degli altri Stati dell’UE, con il fine di acquisire maggiore influenza all'interno dell'Unione attarverso anche una maggiore e piu' radicata integrazione. Questo ben si sposa con l’interesse a far parte di un’Europa forte. Di qui il favore dell’Esecutivo per una collaborazione fruttuosa ed approfondita con Bruxelles e con i principali Stati membri perseguendo lo sviluppo di alcune direttrici: il Triangolo di Weimar; il Gruppo di Visegrad; i Paesi baltici (nonostante la costante presenza di alcune tensioni legate all’asserita discriminazione della minoranza polacca in Lituania). Di qui anche l’interesse per una forte “Politica Comune di Sicurezza e Difesa”, benché in un rapporto complementare e non alternativo alla NATO.

Per quanto concerne le prospettive di adesione alla zona euro, le autorità polacche confermano l’impegno politico a procedere in questa direzione, benché nelle attuali condizioni non sia stato possibile stabilire una data esatta. Varsavia ha partecipato attivamente al dibattito sulla crisi della zona euro, sottolineando anzitutto la necessità che il processo di rafforzamento della governance della moneta unica sia inclusivo e non pregiudichi l’integrità dell’Unione nel suo insieme.

La Polonia è, in termini assoluti, il primo beneficiario netto UE e la posizione polacca è ovviamente di avversione ad ogni tipo di riduzione nelle allocazioni per la politica di coesione.

In tale quadro si iscrive ovviamente il rapporto, complesso e contrastato, con la Federazione Russa. Superata la fase di confronto sterile vissuto durante l’esecutivo di “Diritto e Giustizia”, si è assistito durante il Governo Tusk ad una ricerca del dialogo diretto da entrambe le parti, pur nel permanere di differenze e diffidenze di fondo. I due Paesi rimangono divisi da un passato ingombrante e difficile (nel quale vicende quali quella di Katyn sono solo la punta dell’iceberg) e da un presente caratterizzato da posizioni contrastanti e da interessi discordanti, non ultimo sul tema dei corridoi energetici. La recente annessione della Crimea ha creato ulteriore attrito tra i due Paesi, generando un ulteriore deterioramento nei rapporti. La Polonia cerca di ridurre la dipendenze energetica dalla Russia, diversificando le fonti energetiche ed i Paesi fornitori.

Alle attenzioni per Bruxelles e per l’Est europeo si unisce, come terza direttrice fondamentale della politica estera polacca, il rapporto di “partenariato strategico” con Washington. Sul rapporto con gli USA Varsavia ha investito molto anche con la consistente partecipazione alla missione ISAF in Afghanistan. Ha inoltre assicurato a Washington dapprima la disponibilità polacca ad accogliere sul proprio territorio la base di missili intercettori che avrebbe dovuto essere parte dello scudo antimissile americano, poi – a seguito della revisione del progetto – il proprio interesse ad essere coinvolti nella nuova configurazione dello scudo.

Il rapporto con la Germania, a vent’anni dalla firma del Trattato di buon vicinato, è eccellente e presenta ormai i caratteri di un partenariato forte che intende determinare le politiche europee lungo linee condivise di politica economica e di politica di sicurezza.

 

Ultimo aggiornamento: 27/08/2015^Top^
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