Quadro macroeconomico (UCRAINA)

Il quadro macroeconomico del Paese mostra una situazione critica sotto ogni punto di vista. Solo nel primo semestre 2014, il PIL ha fatto registrare una contrazione del 4,7% (con una previsione del -8% a fine 2014), con dimezzamento del volume degli investimenti dall'estero (-52%); il debito pubblico è pari a USD 69 miliardi; la bilancia dei pagamenti risulta in deficit per USD 4,5 miliardi.  La produzione industriale ha subito un crollo, dovuto alla chiusura delle produzioni che erano concentrate nel “Donbass”, la regione industriale dell’Ucraina: settore chimico (-19%), comparti estrattivo e tessile, per una complessiva riduzione delle esportazioni pari al 7% e delle importazioni pari all’11,3%. In settembre si è tuttavia registrata una leggera ripresa, per via del "traino" esercitato da  alcuni settori produttivi, in particolare: alimentari (+ 20,9% m/m), chimica (+3,7% m/m),  farmaceutica  (+15,1% m/m) ed ingegneria meccanica (+ 12,5% m/m). La spesa pubblica è aumentata nel secondo trimestre, in buona misura a causa di un incremento nelle spese militari e nel comparto sicurezza/ordine pubblico; nei mesi di luglio e agosto le importazioni di beni e servizi sono diminuite su base annua del 30% e del 40% rispettivamente. Le reciproche sanzioni  tra l'UE e la Russia hanno iniziato a  minare dalla fine di luglio la domanda esterna. A causa di ciò ed anche per il taglio delle forniture industriali, si è verificata una contrazione dei proventi da esportazione del 20% in luglio e del 30% nel mese di agosto.

A tale quadro già problematico  si aggiunge la criticità della situazione nel settore valutario. La grivna, a seguito del passaggio da un sistema di cambio fisso (PEG) con il Dollaro USA al cambio fluttuante, ha subito un deprezzamento significativo e in continua progressione. Tale deprezzamento ha a sua volta causato un sensibile aumento della liquidità in circolazione, con ripercussioni sul tasso d'inflazione, che ha raggiunto, secondo le stime di Unicredit Bank, il 14% con proiezioni che lo danno in crescita entro la fine del corrente anno fino al 17%.  In questi dati non sono computate le “utilities” (elettricità, acqua, gas), i cui costi per famiglie ed imprese sono resi sostenibili grazie a sostanziosi sussidi statali. Questi, però, potrebbero essere rivisti a causa della realizzazione delle riforme economiche cui è condizionata l'erogazione degli aiuti finanziari da parte delle IFI. La svalutazione della grivna insieme al congelamento dell’attività di vendita al dettaglio avvenuto nelle province in conflitto nel Donbass hanno continuato a deprimere il commercio interno nel mese di settembre. Le opportunità di crescita complessiva restano incerte, le aspettative di inflazione e di svalutazione sono ancora alte, mentre la crescita economica si attenua. Altri dati critici si registrano in una netta contrazione dei salari nel corrente anno, stimata a quasi il 2%, per un ammontare medio pari ad Euro 203 mensili (dai 292 del 2012 e 294 del 2013) ed in una crescente disoccupazione, pari al 7,6% secondo dati ufficiali, ma da ritenersi considerevolmente più elevata per via della situazione nel Donbass, dove il 70/80% delle imprese non lavora più ed alcune risultano anche distrutte.

Un altro grave problema per l’economia ucraina è rappresentato dalla minaccia di interruzione nelle forniture di gas da parte della Russia. Al momento tale problema è stato risolto con la sottoscrizione del Protocollo trilaterale Ucraina- Russia- UE, avvenuta a Bruxelles il 30 ottobre u.s.  Sulla base di tale accordo, Naftogaz ha annunciato di aver versato a Gazprom la prima rata (1.45 miliardi di dollari) a parziale copertura del debito di 3.1 miliardi di dollari da saldare entro la fine dell'anno. Il pagamento era  necessario per la riattivazione delle forniture di gas da parte russa in regime di prepagamento. Gli acquisti di gas russo, però, saranno probabilmente differiti all'inizio dell'anno prossimo quando, complice la dinamica al ribasso del prezzo del petrolio (al quale è agganciata la formula di determinazione del prezzo del gas russo), si prevedono condizioni economicamente più vantaggiose rispetto a quelle attuali. Infatti, mentre in questo trimestre il prezzo del gas russo viene stimato in 378 usd/mmc, all'inizio dell'anno prossimo esso potrebbe ammontare a non più di 365 usd/mmc.

Ultimo aggiornamento: 13/11/2014^Top^
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