Quadro macroeconomico (SVIZZERA)

Bilancia dei Pagamenti
Nel corso del 2017, il CHF ha attraversato ampie fasi di deprezzamento nei confronti dell’euro, oscillando tra un massimo di 1,06 e un minimo di 1,17 EUR/CHF. In risposta al più generale miglioramento del contesto economico e politico europeo, la BNS ha variato la valutazione del CHF da “significativamente sopravvalutato” ad “altamente valutato”, oscillando tra un massimo di 1,06 e un minimo di 1,17 EUR/CHF, e si è altresì indebolito anche contro il dollaro statunitense nei confronti del quale si era invece apprezzato nella prima parte dell’anno. A partire dal gennaio 2018, il tasso di cambio EUR/CHF è rimasto stazionario al valore di 1.16 anche a seguito della decisione della BNS di  mantenere tassi di interesse negativi sui depositi. Secondo la stampa locale, la BNS non ha altra scelta che attendere gli sviluppi sui tassi della BCE prima di cambiare la sua politica monetaria espansiva, poiché un aumento dei tassi di interesse metterebbe nuovamente sotto pressione rialzista il CHF. La crescita economica globale e il deprezzamento del CHF rispetto all’euro sembrano suggerire previsioni più ottimistiche per il 2018, durante quale dovrebbe registrarsi un aumento delle esportazioni svizzere. Il settore industriale elvetico potrebbe, infatti, beneficiare del deprezzamento della valuta nazionale, fornendo esportazioni di alta qualità vendute ad un prezzo competitivo nell’eurozona. Nel 4° trimestre del 2017 il commercio estero di beni e servizi, esclusi l’oro non monetario e oggetti di valore, ha frenato la crescita del PIL. Dopo un 3° trimestre assai robusto, risultano in ripiego le esportazioni di beni, (-1,4%), esclusi oro non monetario e oggetti di valore. L’andamento è stato negativo, tra l’altro, per l’export di energia, mentre le esportazioni di prodotti chimico-farmaceutici, macchinari e metalli sono proseguite nel solco positivo già osservato nei trimestri precedenti. Sono diminuite anche le esportazioni di servizi (-2,7%), tirate verso il basso in particolare dalla voce licenze e brevetti, come del resto le importazioni di servizi (-5,1%), ad esempio nel campo dei servizi commerciali e di consulenza. Hanno invece registrato un’impennata le importazioni di beni (+4,4%), specialmente per quanto riguarda veicoli, macchinari e metalli. Alla fine del 2016, secondo i dati dell’Amministrazione Federale delle Dogane (AFD), le esportazioni elvetiche segnavano un incremento del +6,9% per un totale di  298 miliardi di CHF, mentre le importazioni sono cresciute del +9.2%,  per un totale di 266 miliardi di CHF. Il  saldo positivo ammontava a circa 32 miliardi di CHF. I dati provvisori per il 2017 (dati disponibili per gennaio-novembre), indicano un inversione del trend progressivo. Secondo i dati forniti dall’AFD, le importazioni svizzere hanno subito una variazione del -0,5% nel 2017 per un valore  totale di 264 miliardi di CHF; anche le esportazioni si sono ridotte a quota – 1,1%, con un valore pari a 294 miliardi di  CHF. Il saldo ammonta a 30 miliardi di CHF. Il settore chimico farmaceutico si conferma per il 2016 il primo per quantità di merci esportate. Nell’ultimo anno, la Confederazione Svizzera ha registrato un aumento dell’importazioni provenienti dall’Eurozona e la Germania resta il primo fornitore di beni seguito dall’Italia dalla Francia e dagli Stati Uniti. I dati forniti dalla BNS sottolineano un aumento delle esportazioni di beni rivolti principalmente verso Stati Uniti e Asia. Gli investimenti diretti esteri netti in Svizzera nel 2016 sono aumentati di circa 3 miliardi di CHF raggiungendo cosi la quota di 62 miliardi e confermando le quote dell’anno precedente. La ripartizione dei redditi da investimenti per tipo di capitale mostra che le società estere hanno reinvestito un capitale più grande nelle loro filiali nazionali rispetto all'anno precedente. Al contrario,  il profitto trasferito dalle suddette società all'estero è diminuito di 7 miliardi di CHF a 35 miliardi. I guadagni trasferiti all'estero sono quindi diminuiti dal 2008 al 2017 di anno in anno dal 72% al 56%.

Ultimo aggiornamento: 06/06/2019^Top^
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