Nel 2017 l’economia spagnola è cresciuta del 3%, ben al di sopra della media europea. Dopo quattro anni consecutivi di crescita (di cui tre anni con tasso superiore al 3%) il Paese si trova ad un passo dal pieno recupero dei livelli antecedenti alla crisi.
Alla base della crescita economica spagnola e del recupero di competitività stanno la ripresa della domanda interna, l’aumento degli investimenti e le migliorate condizioni di accesso al credito, oltre a fattori esogeni come il basso costo del petrolio, la debolezza dell'euro a beneficio delle esportazioni e la disponibilità di capitali a bassi tassi di interesse.
Anche altri indicatori, oltre alla crescita del PIL, confermano la buona performance economica della Spagna negli ultimi anni: una nuova competitività del sistema produttivo testimoniata, a partire dal 2015, da un’inedita capacità di esportare; una disoccupazione scesa dal 26,1% nel 2013 al 17,2% nel 2017, con la creazione di circa 2 milioni di nuovi posti di lavoro (piu’ di 611.000 solo nel 2017); un settore turistico che registra da alcuni anni numeri record (nel 2017 la Spagna ha ricevuto circa 82 milioni di visitatori, superando gli Stati Uniti nel ranking degli arrivi di turisti e diventando la seconda destinazione a livello mondiale dopo la Francia).
Dopo la stretta fiscale del periodo immediatamente successivo alla crisi, le riforme degli ultimi anni hanno favorito la ripresa della Spagna, sebbene la spinta riformatrice del secondo Governo Rajoy abbia incontrato evidenti limiti nella ristretta maggioranza sulla quale poggia l’Esecutivo.
Obiettivo del Governo Rajoy, insediatosi a fine 2016, è quello di consolidare la crescita ed estenderne le ricadute a livello sociale. In linea con questa impostazione, il progetto di legge finanziaria varato dal Governo per il 2018 prevede importanti misure espansive come l’innalzamento della soglia di reddito esente dal pagamento dell’IRPEF, la riduzione dell’aliquota IRPEF per i redditi piu’ bassi, l’aumento degli stipendi dei dipendenti pubblici, aiuti alle famiglie con figli, l’aumento delle pensioni minime e un incremento generale delle pensioni.
Al contempo il Governo Rajoy e’ chiamato a contenere il deficit di bilancio (giunto nel 2011, durante l’Amministrazione Zapatero, al 9,6%) al fine di rispettare gli obiettivi concordati con la Commissione Europea.
Nel 2017 Madrid ha finalmente centrato l’obiettivo di ridurre il deficit al 3,1% secondo i parametri concordati con la Commissione, con l’impegno a scendere al 2,2% nel 2018. Pertanto il Paese, nel caso rispettasse l’obiettivo per il 2018, potrebbe uscire dal procedimento di deficit eccessivo, in cui era entrato a partire dal 2009.
L’obiettivo e’ stato centrato soprattutto grazie alla solida crescita dell’economia a fronte di una riduzione inferiore alle aspettative del debito pubblico che, secondo il "Banco de España", si attesta per il 2017 al 98,3% del PIL.
In questo contesto, la crisi legata al processo indipendentista catalano ha avuto limitate ripercussioni sull’insieme dell’economia spagnola che nel 2018, secondo le ultime previsioni del Governo, dovrebbe continuare a crescere ad un tasso del 2,7%. Il protrarsi del clima di incertezza politica può tuttavia generare una contrazione degli investimenti di lungo termine, con prevedibili ricadute sull’economia.
Perché SPAGNA Outlook politico Outlook economico
Tutti gli Highlights Tutti gli approfondimenti Tutte le attivita promozionali Tutte le opportunità d'affari
Ambasciata d'Italia
Copyright © www.Infomercatiesteri.it 2018

