Quadro macroeconomico (RUSSIA)

Il 2017 ha mostrato una crescita del PIL dell’1,5%, lievemente inferiore alle attese. La crescita si è concentrata nel II e III del 2017 (rispettivamente +2,5% e +1,8%). Nel triennio 2018-2020 è attesa un’accelerazione dei tassi di sviluppo annui del PIL che dovrebbero oscillare tra l’1,6 e il +2%. Positivi appaiono invece i primi segnali del I trimestre del 2018: le evidenze disponibili indicano un miglioramento congiunturale rispetto all’ultimo trimestre 2017, dovuto principalmente alla ripresa della produzione industriale (+2,9%) e crescita del comparto estrattivo (+1,1%) mentre quello manifatturiero è aumentato del 4,7%. L’analisi dei dati mostra un calo della produzione di petrolio (-1% anche per effetto dell'accordo OPEC), e una flessione ancora più accentuata della produzione di gas naturale (-2,2%); in miglioramento invece la produzione di carbone e altri minerali. La crescita del comparto manifatturiero è stata sostenuta da alimentari, abbigliamento, calzature, legno e automobili. La produzione del settore agricolo è aumentata del 2,5% in rallentamento rispetto a dicembre, ma in linea con la crescita media nel 2017. L'inflazione è rimasta sugli stessi livelli di fine anno (2,3%) lasciando presupporre che, nonostante una possibile lieve accelerazione attesa nei prossimi mesi, la crescita dell’inflazione rimarrà ampiamente al di sotto del target di policy della Banca di Russia (4%). Vanno pertanto maturando le condizioni per ulteriori tagli del costo del denaro da parte della Banca di Russia, dopo quello deciso il 9/2/18 (da 7,75% a 7,50%) e quello del 23/3/2018  (da 7,50% a 7,25%): gli analisti si attendono pertanto che a fine 2018 il tasso di policy si attesti al 6,5%. La disoccupazione è rimasta al 5,5% e per il 2018 sono attesi ulteriori recuperi. Prosegue la crescita dei salari reali (+6,2%) con benefici per il commercio al dettaglio  (+2,8%). La crescita degli investimenti è accelerata nel quarto trimestre del 2017 al 6,4% annuo a fronte del +3,0% registrato nei primi nove mesi, spingendo la crescita annua al 4,4%.  L'attività d’investimento dovrebbe rimanere solida anche nel 2018, segnando una crescita analoga a quella del 2017. Segnali positivi provengono dalla contabilità pubblica. A gennaio 2018 i dati del Minfinaze, mostrano un aumento delle entrate fiscali del 2,9% ascrivibile al comparto “oil and gas”, mentre il gettito derivante dai rimanenti comparti economici ha subito una flessione. Le spese sono diminuite del 9,6% per effetto principalmente della contrazione della spesa sociale.  Per effetto delle descritte dinamiche, il bilancio federale ha registrato un surplus di 190 miliardi di rubli, pari al 2,8% del PIL. In proposito va tuttavia riscontrato che a causa delle lunghe vacanze di Capodanno 2018 e dei relativi ritardi nelle contabilizzazioni sottostanti, le statistiche relative al bilancio federale di gennaio sono generalmente volatili e non sufficientemente rappresentative. Dopo il disavanzo conseguito nel 2017 - pari all’1,4% del PIL – a fine 2018 e’ atteso un avanzo tra lo 0,5 e l’1% del PIL. Con riferimento al settore bancario, si osserva un’accelerazione della crescita dei prestiti: quelli alle famiglie sono aumentati a gennaio 2018 del 13,9% annuo rispetto al 12,7%  a dicembre del 2017 mentre quelli erogati alle imprese sono aumentati dello 0,8% annuo rispetto allo 0,2% di dicembre dello scorso anno. Il settore bancario continua a versare in uno stato di difficoltà, invero assai meno accentuato rispetto a inizio 2017: gli analisti si attendono che nell’anno in corso la Banca di Russia disponga la revoca della licenza ad alcune decine di banche, il cui numero complessivo a fine 2018 dovrebbe attestarsi intorno a 500. Si tratta dello strascico finale di un lungo e complesso processo di consolidamento abilmente condotto dalla Banca di Russia che negli ultimi anni ha visto la fuoriuscita dal mercato di oltre un terzo degli intermediari e che ha reso il sistema complessivamente assai più solido. Per quanto riguarda il mercato valutario, dopo il rafforzamento all'inizio dell'anno, il rublo si è lievemente indebolito a febbraio (-0,3% rispetto al dollaro e 1,5% contro l'euro) mentre più recentemente si è ulteriormente deprezzato a causa dell’attuale incertezza del contesto politico internazionale.  

Ultimo aggiornamento: 16/04/2018^Top^

 

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