Quadro macroeconomico (GRECIA)

Negli anni susseguitisi all’adesione alla moneta unica, la Repubblica Ellenica ha sperimentato una crescita economica notevole e senza paragoni all’interno dell’area Euro. Questo decennio di crescita si è interrotto nel 2009, quando la recessione economica globale si è abbattuta pesantemente sull’economia greca. A partire dal 2008, si è registrata una contrazione del prodotto interno lordo pari a circa il 25%. Il principale fattore all’origine della recessione è la riduzione della domanda indotta dalle misure di austerità adottate per far fronte alla precaria situazione dei conti pubblici. Nel corso degli ultimi anni, il reddito disponibile delle famiglie è crollato a causa dell’impennarsi della disoccupazione (che negli ultimi anni oscilla tra il 20 e il 25%, mentre quella giovanile ha registrato punte anche superiori al 50%), dei tagli nei salari , della riduzione delle pensioni e del crollo dei redditi da capitale. Tale quadro influisce sui consumi, anch’essi crollati nel periodo di riferimento, pur mostrando negli ultimi anni segni di ripresa. Inoltre, la percentuale di popolazione a rischio di povertà ed esclusione sociale supera il 30%, mentre più del 20% versa in condizioni di grave deprivazione materiale (contro un dato italiano dell'11% circa), secondo stime Elstat.

Le proporzioni della crisi sono state tra l’altro accentuate anche da fattori di carattere finanziario, date le difficoltà del settore bancario (haircut sui titoli del debito pubblico, aumento delle sofferenze bancarie, legate ai mutui immobiliari). La ricapitalizzazione dei principali istituti di credito ellenici si è resa dunque più volte necessaria, da ultimo nel quadro del III Programma di aiuti concordato con il Memorandum dell’agosto 2015. Nel 2015, le vicende politiche (referendum, nuove elezioni, scenario “Grexit”) e le misure di controllo dei movimenti bancari hanno contribuito ad aumentare l’incertezza e ad aggravare la crisi dell’economia greca, nonostante l’approvazione del succitato piano di salvataggio. A seguito dello shock creato dall’imposizione dei controlli sui capitali, l'economia greca sembra tuttavia tornare a riprendersi, seppure in maniera moderata. Il raggiungimento dell’accordo con i creditori e le elezioni del 20 settembre 2015, con la conseguente formazione di un nuovo Governo hanno contribuito positivamente, scongiurando lo spettro di un’uscita del Paese dell’Eurozona.

Negli ultimi due anni, l’economia greca ha frenato la sua caduta e mostrato timidi segni di ripresa, con il PIL che è tornato a crescere a tassi annuali al di sopra dell’1% (dati OCSE), e una dinamica dei prezzi positiva seppur debole, che hanno contribuito a una stabilizzazione della domanda aggregata. Questa espansione è trainata perlopiù dalle esportazioni, che hanno mostrato dei tassi di crescita significativi negli ultimi anni, dinamica che si può ricondurre ai riguadagnati margini di competitività, a seguito della riduzione dei salari. Anche gli investimenti nel Paese hanno ripreso a crescere dopo un crollo repentino negli anni della crisi. Le previsioni dei principali istituti internazionali, come il Fondo Monetario Internazionale e l’OCSE, sono positive anche per gli anni a venire. Questo ritrovato slancio dell’economia ellenica, tuttavia, sconta una possibile instabilità di questo ciclo espansivo, dovuto, da un lato, alla debolezza intrinseca di una ripresa guidata dalle esportazioni in un contesto internazionale di crescenti tensioni protezionistiche, e, dall’altro, alla difficoltà di trasmettere i riguadagnati margini di crescita alle famiglie, alleviandone le precarie condizioni economiche attuali. Per ulteriori informazioni si veda: “Greece in Figures”.

Riguardo alla situazione della finanza pubblica, l’avanzo primario di bilancio, ossia la differenza tra le entrate e le uscite al netto del servizio del debito, è al 2.4% del PIL nel 2017; il deficit rimane sensibilmente al di sopra del target del -0.5% previsto dal Patto di Stabilità e Crescita, con il rapporto debito/PIL sostanzialmente stabile a 180%. Lo stock dei pagamenti arretrati della pubblica amministrazione è in calo negli ultimi mesi del 2017 a 4,290 mln di euro.

Ultimo aggiornamento: 21/08/2018^Top^
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