Quadro macroeconomico (FRANCIA)

L'Istituto statistico francese ha rivisto leggermente al rialzo le previsioni di crescita per il primo semestre del 2019 (+0,4%, mentre l'ultima stima indicava un +0,3%). Secondo gli esperti francesi, la politica budgetaria, che ha registrato un andamento maggiormente espansivo negli ultimi mesi (grazie in particolare al pacchetto di misure fiscali di 10 miliardi di euro adottate per rispondere alle manifestazioni di protesta iniziate a novembre), e' prevista determinare uno stimolo della domanda interna nella prima meta' del 2019, compensando il calo di quella internazionale.

Il potere d'acquisto delle famiglie francesi dovrebbe registrare una dinamica positiva (+1,8%) superiore a quella del 2017 e 2018: in tale contesto i consumi sono previsti in ripresa in questo e nel successivo trimestre.

L'Ufficio statistico ha altresi' fornito previsioni incoraggianti anche per gli investimenti delle imprese. Approfittando dei bassi tassi d'interesse, i gruppi transalpini continuano ad indebitarsi per finanziare la loro crescita ed espansione sui mercati internazionali. La stessa Banque de France ha lanciato recentemente un segnale d'allarme per il livello d'indebitamento lordo delle imprese francesi (4mila miliardi di euro, ossia il 175% del PIL), che riguarda soprattutto le multinazionali e i grandi gruppi pubblici.

Di segno decisamente positivo i dati definitivi sul deficit francese nel 2018, che si assesta al 2,5% in rapporto al PIL (pari a 59,6 miliardi). Si tratta di un risultato migliore delle previsioni, tenuto conto che l'Esecutivo stimava il disavanzo pubblico al 2,7% ancora a fine dello scorso anno. In parallelo, e' stato comunicato che il debito pubblico si e' mantenuto stabile nel 2018 (98,4% del PIL, come nel 2017).

Moderatamente positive anche le stime dell'Ufficio statistico per il mercato del lavoro, con un tasso di disoccupazione che dovrebbe ulteriormente scendere a meta' del 2019, assestandosi all'8,7% (con un calo dello 0,4% su base annua).

L'Ufficio statistico ha rivisto anche i dati sul PIL francese del 2018, dall'1,5% all'1,6%. Nelle stime dell'Esecutivo si attende un aumento del PIL pari all'1,4% per il 2019. Un dato, quest’ultimo piu' basso delle previsioni riportata nella legge finanziaria approvata a fine anno (1,7%) e pertanto non considerato soddisfacente.

Secondo il Governo, le manifestazioni di protesta (gilet gialli) starebbero incidendo in maniera rilevante sulla dinamica dell'economia francese: a Bercy si stima che il loro impatto pesi per circa 4 miliardi di euro (frenando la crescita dello 0,2%). L’Istituto statistico e' stato piuttosto cauto su queste valutazioni, precisando che gli effetti delle manifestazioni non sono stati considerevoli sul piano macroeconomico, pur avendo a inciso a livello microeconomico.

Tra i settori economici maggiormente esposti alle "turbolenze" degli ultimi 4 mesi, quello turistico e' il piu' minacciato. La Francia e' una delle maggiori mete dei flussi turistici a livello mondiale. Con circa 2 milioni di posti di lavoro (diretti e indiretti) e 57 miliardi di euro di entrate, questo comparto gioca un ruolo chiave per il PIL transalpino, determinando il 7,2% della ricchezza nazionale. Vi e' pertanto forte preoccupazione dell'Esecutivo a questo riguardo, anche in ragione del fatto che la sola citta' di Parigi ha registrato un calo d'affluenze del 5,3% a fine 2018.

In un contesto europeo ed internazionale peggiorato rispetto agli ultimi due anni, l'economia transalpina, meno dipendente dall'andamento dei mercati stranieri e dalla domanda estera, dovrebbe comunque nel 2019 proseguire lungo un percorso di crescita stabile, pur se inferiore alle previsioni dell'Esecutivo. In tale quadro, la domanda interna, stimolata dai provvedimenti del Governo, pare poter assicurare nel breve periodo una dinamica moderatamente positiva per il PIL. Non mancano tuttavia i fattori di preoccupazione per le Autorita' francesi, riconducibili prevalentemente al rallentamento del processo riformatore (pensioni, indennita' di disoccupazione) e all'aumento della spesa pubblica negli ultimi mesi (con un deficit previsto intorno al 3,2%).

Ultimo aggiornamento: 01/04/2019^Top^

 

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