Quadro macroeconomico (BULGARIA)

Nel 2016 quasi tutti i principali indicatori macroeconomici registrano un andamento positivo.

Il PIL aumenta del 3,4%. Per crescita del PIL la Bulgaria si posiziona al quinto posto nella UE 28, dove la media si attesta all’1,9%. Il PIL bulgaro a prezzi correnti, espresso in termini assoluti, per l’intero 2016 è stato pari a 47.364 milioni euro. Il PIL pro-capite è stato di 6.630 euro (6.136 euro nel 2015). Motori della crescita sono stati i consumi privati, per via del maggiore numero degli occupati e della crescita degli stipendi, e le esportazioni.

Nel 2016 cresce sia la produzione industriale (+5,8%) sia la domanda interna (+1,8%), quest’ultima è rimasta uno dei principali fattori di crescita dell’economia bulgara per tutto il 2016.

La gestione delle finanze nazionali resta improntata a "virtuosità” anche per effetto dell'accordo di currency board con il Fondo Monetario Internazionale, del luglio 1997, sulla base del quale il lev resta ancorato all'euro con il tasso fisso di 1 EUR = 1,95583 BGN. Secondo il rapporto della Direzione generale per gli affari economici e finanziari della CE, la Bulgaria non corre rischi finanziari a breve e a medio termine. 

Nel 2016 si registra un surplus di bilancio di 15,3 milioni di euro, in forte aumento se confrontato con il deficit del 2015 (-745,8 milioni di euro).

Paese virtuoso anche per debito pubblico: rimane al terzo posto nella UE 28 con il più basso debito, preceduto solo da Estonia (9,5%) e Lussemburgo (20%). Seppur in crescita di oltre il 3,5% nel 2016, il debito ammonta  a 13.968,9 milioni di euro, il 29,5% del PIL (dati Eurostat).

A fine 2016, il debito estero lordo della Bulgaria ammonta i 34,6 miliardi di euro, il 73,1% del PIL, contro i 33,9 miliardi del 2015 (75% del PIL).

Per il terzo anno consecutivo l’economia bulgara è in deflazione, causata da fattori esterni quali i prezzi bassi del petrolio e delle materie prime sui mercati internazionali. A fine anno l’indice medio annuo segna un -0,8% e quello armonizzato -1,3%. Migliori le stime per il 2017 che variano da +0,6% del Fondo Monetario Internazionale allo 0,8% della CE e all’1,2% del Ministero delle Finanze. Tra i fattori di crescita la forte domanda interna, i prezzi in rialzo dei prodotti alimentari e dei combustibili.

Segnali ancora positivi sul fronte dell’occupazione, secondo i dati NSI: in ulteriore aumento  dello 0,5% il numero degli occupati nel 2016, per un totale di 2,95 milioni di lavoratori, ovvero il 63,4% della popolazione attiva (tra i 15 e 64 anni), di cui il 22% è impiegato nell’industria manifatturiera e il 17,2% nel commercio e riparazione auto. La maggior crescita occupazionale riguarda il settore dell’agricoltura, silvicoltura e pesca (+6,1%) e il settore alberghiero e ristorazione (+3,2%). A causa dei forti processi migratori e della politica sociale cresce la carenza di professionisti e lavoratori qualificati che rappresenta il maggior ostacolo non solo per le aziende, ma anche per l’attrazione degli investimenti nel Paese, in generale. Grazie alla ripresa della domanda interna e all’aumento dell’export, il tasso di disoccupazione continua a scendere attestandosi al 7,6%, il livello più basso dal 2010, per un totale di 247.2 mila disoccupati. La Bulgaria è fra i paesi UE con la crescita più elevata del costo del lavoro, al secondo posto (+7,9%) dopo la Romania (+13,1%), contro una media UE dell’1,6%, secondo Eurostat, una tendenza vista sempre al rialzo nei prossimi anni. Lo stipendio medio lordo nel 2016 è pari a 492 euro, in crescita del 9,6% rispetto al 2015. Nello specifico, i settori in cui si registra la più alta crescita sono: cultura, sport e intrattenimento (+22,7%), commercio e riparazione auto (14,2%), manifatturiero (11,2%). Il settore delle ICT, molto ben sviluppato in Bulgaria, registra le retribuzioni più alte (1.141 euro), sul versante opposto con 302 euro, quello alberghiero e la ristorazione. Il basso reddito rappresenta uno dei principali fattori di migrazione all’estero dei giovani e del personale più qualificato.  

Il sistema bancario rimane sano e ben capitalizzato con buoni livelli di liquidità. Il Fondo Monetario Internazionale ha elogiato i risultati dello stress test del sistema bancario bulgaro. Le riserve bancarie ammontano a 23,8 miliardi di euro secondo la Banca Nazionale Bulgara, circa il 50% del PIL. In aumento i depositi delle famiglie (+6,6%) che ammontano a

Ultimo aggiornamento: 05/03/2019^Top^
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