Quadro macroeconomico (PERU')

La crisi dell’economia cinese, enfatizzata dall’instabilità delle borse mondiali registrata in questi ultimi giorni, potrebbe causare un’ulteriore revisione al ribasso delle aspettative di crescita dell’economia peruviana, che si attestano ad oggi intorno al 3,1% per il 2015 e su una media del 4,8% per il quadriennio 2016-2019.

La congiuntura economica mondiale sfavorevole – in primis la crisi cinese e, in minor misura per il Perù, il dissesto economico-finanziario della Grecia che minaccia la tenuta dell’euro – sta infatti da tempo provocando una significativa caduta delle esportazioni peruviane: sebbene nel mese di giugno us sia stato registrato un lieve aumento  (+2,2% rispetto all’inizio dell’anno), a preoccupare molto gli analisti economico-finanziari internazionali sarebbe proprio il paventato perdurare della turbolenza del gigante asiatico, principale mercato di sbocco dell'export peruviano.

Il rallentamento del Dragone, oltre che sull’instabilità finanziaria, ha un impatto immediato sui prezzi delle materie prime, che rappresentano la più importante voce doganale delle merci esportate dal Perù, generando un effetto domino negativo sugli investimenti, il gettito fiscale, l'occupazione.  

In aggiunta, il fenomeno meteorologico de “El niño” potrebbe determinare quest’anno perdite fino a 3,7 miliardi di dollari, in particolare a carico dei settori agricoltura e pesca, con un’ulteriore ridimensionamento delle aspettative di crescita (fino a +1,2% nel 2016 in caso il fenomeno raggiunga un’intensità straordinaria).

A parziale sostegno della crescita sarebbe attesa nel corso del 2015, come annunciato anche dal Presidente Humala nel corso del suo discorso al Congresso in occasione della festa nazionale (vedasi messaggio in riferimento), l’implementazione dei grandi progetti energetici, di infrastrutture e miniere – tra cui quelle di rame di Toromocho e Las Bambas.

Sempre maggiore preoccupazione continuano tuttavia a destare i numerosi conflitti tra le popolazioni locali e le multinazionali che controllano le miniere e i giacimenti (più di centoquaranta su tutto il territorio nazionale).

Molto bassa la fiducia dell’opinione pubblica sulle reali possibilità che il Presidente Humala sia in grado di rivitalizzare l’economia durante l’ultimo anno del suo mandato - si ricorda come nel richiamato discorso del 28 luglio us non sia stata menzionata alcuna misura di stimolo economico.

Il recente aumento del tasso di interesse di riferimento da parte della Banca Centrale peruviana (BCRP), al fine di contrastare gli effetti inflazionistici (l’inflazione è attesa superare di circa tre punti percentuali il rango meta del 3% alla fine di quest’anno) desta non poche preoccupazioni in capo agli analisti economici per i suoi potenziali ulteriori effetti depressivi sul lato della domanda.

Dal punto di vista de tasso di cambio, il Nuovo Sol - nonostante le misure di parziale sterilizzazione adottate dalla locale Banca Centrale –  continua a deprezzarsi nei confronti del dollaro, fenomeno accentuato dalla recente ripetuta svalutazione dello yuan. In tal modo il dollaro forte determina anche  un effetto di spiazzamento dei vantaggi riconducibili ad una riduzione sul mercato internazionale dei prezzi dei beni importati dal Perù (principalmente il petrolio).

Ultimo aggiornamento: 14/09/2015^Top^
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