Quadro macroeconomico (MESSICO)

La crescita dell’economia messicana si mantiene costante, avendo chiuso il 2018 con una crescita del PIL attorno al +1,9%, mentre si prevede una crescita attorno al 2,1% per il periodo 2019-23. Le ragioni di questa crescita costante sono legate, da un lato, ad un panorama macroeconomico stabile (in particolare alle politiche di consolidamento fiscale portate avanti dal Governo), e, dall'altro, alla crescita degli investimenti (soprattutto stranieri) negli ultimi anni, grazie anche alle riforme strutturali approvate dal Governo, che hanno aperto il mercato alla libera competizione. D'altro canto, il tasso di crescita è rimasto contenuto sia per motivi interni, come le politiche macroeconomiche restrittive che hanno frenato i consumi privati e il forte aumento dell'inflazione, e, dall’altro, a shock esterni, quali l'incertezza legata ai rapporti con gli Stati Uniti, la riduzione del prezzo del petrolio e le turbolenze nei mercati finanziari globali.

In particolare, le finanze pubbliche hanno risentito dell’abbassamento del prezzo internazionale del petrolio, dal momento che l’impresa statale PEMEX contribuiva al 25% del gettito fiscale. Nel 2018 la percentuale di debito pubblico si è ridotta al 47,6% rispetto al 50,2% dell’anno precedente grazie a politiche macroeconomiche restrittive. Il Paese può inoltre contare su un buon livello di riserve internazionali (174,609 miliardi di USD, dati Banco de Mexico a gennaio 2019). Inoltre, dato l'andamento positivo dell'economia messicana, il FMI ha recentemente rinnovato una Linea di Credito Flessibile per il Messico, diminuendone l'ammontare da 86 a 74 milioni di dollari. Tale riduzione è da giudicare positiva in quanto legata al minore rischio di un cambiamento drastico nelle relazioni commerciali del paese. L'obiettivo a lungo termine è quello di abbandonare gradualmente questo strumento finanziario.

L’inflazione, che a fine 2017 si attestava intorno al 6%, é ritornata nella norma a fine 2018, riuscendo a raggiungere l'obbiettivo del 3%, soddisfacendo dunque i livelli target fissati dalla Banca Centrale e dal FMI (2-4%). Questo obiettivo è stato raggiunto grazie anche alla politica monetaria restrittiva adottata negli ultimi tre anni dalla Banca Centrale messicana, la quale ha aumentato i tassi dal 3% alla fine del 2015 all'8% a novembre 2018, spinta anche dal recente aumento dei tassi operato negli USA dalla Federal Reserve. 

Gli Investimenti Diretti Esteri (IDE) sono cresciuti del 9% nel 2017, nonostante l’aspettativa che si sarebbero ridotti a causa dell’instabilità dei rapporti con gli Stati Uniti, mentre da gennaio a giugno 2018 sono ammontati a 17,8 miliardi di USD con una crescita del 14% rispetto allo stesso semestre dell'anno precedente. In particolar modo, gli investimenti ‘green-field’ da parte di investitori stranieri si sono mantenuti dinamici. Gli IDE sono concentrati nelle zone al confine con gli Stati Uniti (dove si trovano molte fabbriche di assemblaggio) e nella zona centrale e della capitale. La Penisola dello Yucatan riceve invece importanti IDE nel settore del turismo. I principali settori che ricevono IDE significativi sono la manifattura (43.1%), la finanza (19.4%), l’energetico (8.4%), il commercio (8.2%) e la miniera (6.3%).

Ultimo aggiornamento: 03/01/2019^Top^

 

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