Quadro macroeconomico (MESSICO)

La crescita dell’economia messicana si mantiene costante, avendo chiuso il 2017 con un tasso di crescita del 2,1% del  PIL. Le prospettive per il 2018 si aggirano attorno al +1,9% e per il 2019 al +2,5% del PIL. Le ragioni di questa crescita costante sono legate, da un lato, ad un panorama macroeconomico stabile (in particolare alle politiche di consolidamento fiscale portate avanti dal Governo), e, dall'altro, alla crescita degli investimenti (soprattutto stranieri) negli ultimi anni, grazie anche alle riforme strutturali approvate dal Governo, che hanno aperto il mercato alla libera competizione. D'altro canto, il tasso di crescita è rimasto contenuto sia per motivi interni, come le politiche macroeconomiche restrittive che hanno frenato i consumi privati e il forte aumento dell'inflazione, e, dall’altro, a shock esterni, quali l'incertezza legata alle trattative per la rinegoziazione del NAFTA, la riduzione del prezzo del petrolio e le turbolenze nei mercati finanziari globali.

In particolare, le finanze pubbliche risentono dell’abbassamento del prezzo internazionale del petrolio, dal momento che l’impresa statale PEMEX contribuiva al 25% del gettito fiscale. Nel 2017 la percentuale di debito pubblico si è ridotta al 47,6% rispetto al 50,2% dell’anno precedente grazie a politiche macroeconomiche restrittive. Il Paese può inoltre contare su un buon livello di riserve internazionali (173,195  miliardi di USD, dati Banco de Mexico a gennaio 2018).

L’inflazione invece si attesta a livelli superiori rispetto a quelli target fissati dalla Banca Centrale (2-4%) ed è legata al continuo deprezzamento del peso negli ultimi due anni e alla diminuzione del prezzo del petrolio. A fine 2017, i dati ufficiali registravano un livello del 6%. Al fine di tenere sotto controllo l’inflazione, la Banca Centrale Messicana ha imposto una politica monetaria restrittiva, aumentando i tassi dal 3% alla fine del 2015 al 7,5% a febbraio 2018. Per quanto riguarda la valuta domestica, le ragioni dell’indebolimento del peso sono correlate alle preoccupazioni degli investitori legate ai negoziati NAFTA, e agli effetti negativi che un eventuale fallimento dei negoziati avrebbe sulle prospettive economiche messicane, e alle imminenti elezioni politiche (1 luglio 2018).

Al contempo, si stanno attuando le riforme strutturali approvate negli anni scorsi dal Governo nel settore energetico, delle telecomunicazioni, del mercato del lavoro (progressiva formalizzazione) e dell’istruzione, che hanno contribuito alla crescita degli investimenti negli ultimi anni. Gli Investimenti Diretti Esteri (IDE) sono cresciuti del 9% nel 2017, nonostante l’aspettativa che si sarebbero ridotti a causa dell’instabilità dei rapporti con gli Stati Uniti. In particolar modo, gli investimenti ‘green-field’ da parte di investitori stranieri si sono mantenuti dinamici. Gli IDE sono concentrati nelle zone al confine con gli Stati Uniti (dove si trovano molte fabbriche di assemblaggio) e nella zona centrale e della capitale. La Penisola dello Yucatan riceve invece importanti IDE nel settore del turismo. I principali settori che ricevono IDE significativi sono la finanza, l'industria automobilistica, l’elettronica e l’energia.

Ultimo aggiornamento: 11/05/2018^Top^

 

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