Quadro macroeconomico (ANGOLA)

Le prospettive di crescita dell'economia angolana per il 2014 sono state stimate dal Fondo Monetario Internazionale, nel suo rapporto annuale sul Paese, attorno al 3,9%, in netto calo rispetto alla previsione superiore all'8% che era stata inserita nel bilancio statale all'inizio dell'anno. Tale rallentamento è dovuto alla diminuzione della produzione petrolifera durante il primo semestre di quest'anno: in ragione di interventi straordinari di manutenzione in alcuni impianti, è stato possibile estrarre soltanto 1,5 milioni di barili al giorno, un livello ben al di sotto dell'obiettivo dell'Esecutivo.

Benché il rallentamento della crescita del PIL metta a nudo la perdurante dipendenza dell'economia angolana dalla produzione petrolifera, il dato relativo all'aumento nella misura del 7,3% del settore non petrolifero – guidato dall'agricoltura e dai servizi – compensa, seppur parzialmente, tale calo. Lo sforzo del Governo volto a diversificare l'economia pare portare i suoi primi frutti e risulta avere dei margini di crescita relativi superiori a quelli del settore, già maturo, degli idrocarburi.

Nel complesso, il rapporto del FMI tratteggia un quadro positivo dell'economia angolana. Nell'anno in corso, l'inflazione dovrebbe attestarsi attorno al 7,5%, un livello basso per la serie storica del Paese, e comunque al di sotto dell'obiettivo della Banca Nazionale d'Angola (BNA), le cui riserve internazionali vengono ritenute adeguate a fronteggiare eventuali shock. Il settore bancario viene giudicato stabile dagli esperti del Fondo, secondo i quali il caso del Banco Espirito Santo de Angola (BESA) non avrà ripercussioni sistemiche. La nota negativa è la previsione di un deficit di bilancio per il 2014 (mai registrato negli ultimi quattro anni) attorno al 4% del PIL: la diminuzione delle entrate fiscali e’ diretta conseguenza del minor gettito generato dal settore petrolifero.

Durante l'annuale conferenza del settore oil & gas svoltasi a Luanda nell'agosto 2014, il Ministro del Petrolio ha ribadito l'obiettivo dei 2 milioni di barili al giorno entro il 2015, che dovrebbe essere raggiunto soprattutto grazie all'entrata in produzione del blocco 17, operato da Total, e l'aumento degli investimenti da parte delle compagnie straniere. Inoltre, nelle parole del Ministro, le prospettive continuano ad essere positive anche nel medio periodo, con un crescita annuale del settore che si prevede possa essere mediamente del 2,25% nei prossimi cinque anni. Ciò in ragione dell'entrata in funzione di sette nuovi blocchi, nonché dei risultati che ci si attende dalle prime esplorazioni del pre-sal, la nuova frontiera del settore petrolifero angolano. A tal proposito, è notizia recente che la norvegese Statoil ha concluso le operazioni nel primo blocco di pre-sal (blocco 39) senza incontrare idrocarburi.

Il primo semestre del 2014 si è chiuso positivamente per il settore diamantifero, con un aumento della produzione, rispetto allo stesso periodo del 2013, del 4%, raggiungendo 4,26 milioni di carati. Tale incremento della produzione ha generato 661 milioni di dollari (su cui lo Stato ha incassato 47 milioni di entrate fiscali), facendo aumentare il valore economico della produzione di ben il 18% rispetto al primo semestre dell'anno passato. Sette nuovi progetti lanciati dall'ENDIAMA, la compagnia statale del settore, e gli accordi con i partner russi (Alrosa) e cinesi (China Railway Construction) hanno permesso di incrementare la produzione di diamanti in Angola, destinata principalmente agli Emirati Arabi Uniti, Hong Kong e Israele.

L'Istituto Nazionale di Statistica ha recentemente pubblicato i dati relativi alla fiducia degli operatori economici circa l'attuale congiuntura economica. Gli indici rivelano una sfiducia nei settori della produzione industriale, delle costruzioni, dei trasporti e dell'industria estrattiva, mentre positive sono le prospettive nei settori del commercio e del turismo. In generale, le principali preoccupazioni per gli operatori economici angolani sono la mancanza di manodopera qualificata, l'alto tasso di assenteismo e le difficoltà nell'accesso al credito.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 29/09/2014^Top^

 

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