Quadro macroeconomico (ARGENTINA)

Crescita economica e Deficit fiscale

Incoraggianti i dati macroeconomici con cui si è chiuso il 2017 forniti dall’INDEC (ufficio nazionale di statistica): il PIL è cresciuto del 2.9% nel 2017 (l’EIU stima un +2,8%) e il deficit fiscale di dicembre 2017, pur rimanendo alto, risulta migliore rispetto alla stima del Governo di inizio anno scorso, attestandosi al 3,9% del PIL, al sotto della soglia del 4.2% indicata nel bilancio di previsione 2017. La stessa sarebbe frutto delle riforme del Governo, della ritrovata credibilità internazionale, dell’apertura del mercato interno e della progressiva creazione di un ambiente favorevole agli investimenti. Escludendo gli effetti del condono fiscale (che ha portato maggiori entrate sia nel 2016 che nel 2017 - 1.5 miliardi di Euro nei primi 3 mesi del 2017), il disavanzo fiscale è sceso dell'1,3% del PIL tra il 2016 e il 2017.

Gli aumenti delle pensioni (40,9%), delle prestazioni sociali (30,9%) e delle retribuzioni (24,9%) sono stati parzialmente compensati da una riduzione del 22,5% delle sovvenzioni (principalmente legate al consumo di energia). In termini reali, le spese primarie sono diminuite del 2,4% e le entrate totali sono diminuite dell'1,8% (un aumento del 2,6%, escludendo i suddetti ricavi straordinari).

Il Governo ha ratificato il suo impegno a ridurre ulteriormente il deficit primario nei prossimi anni. Il Ministro del Tesoro, Dujovne, ha riaffermato che per i prossimi tre anni, secondo le intenzioni del Governo, il deficit fiscale primario dovrebbe attestarsi al 3,2%, 2,2% e 1,2% rispettivamente. 

Per quanto riguarda il PIL, per il triennio 2018-2020, il Governo mantiene la previsione di un aumento del 3,5% annuale (EIU: 3,4% per 2018 e 2,7% nel 2019).

Inflazione

Gli obiettivi del Governo sono stati rivisti a fine dicembre: per il 2018, l’inflazione dovrebbe attestarsi attorno al 15% (contro il 10% previsto precedentemente dall’Esecutivo), nel 2019 al 10% e nel 2020 al 5%. Per il 2017, fonti INDEC fissano l’inflazione al 24,8% (a fine 2016 era stata del 41% ca.) mentre l’EIU stima un aumento del 23,7% e prevede per quest’anno un’inflazione del 13,9%.

Gli aumenti delle tariffe delle utenze, in particolare di gas, acqua ed elettricità, e il l’apprezzamento, sia pure contenuto, del dollaro hanno indubbiamente alimentato la tendenza all’aumento dei prezzi. Continua a persistere uno scostamento fra livello crescente dei prezzi e mancata rivalutazione dei salari e delle pensioni che sarà oggetto di verosimile dura negoziazione nelle prossime tornate di concertazione sindacale (cosiddette paritarias).

Ultimo aggiornamento: 30/01/2018^Top^

 

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