Quadro macroeconomico (ZIMBABWE)

La situazione dei conti pubblici del Paese e' attualmente molto difficile. Il contante e' sostanzialmente ormai quasi inesistente, ed e' stato fatto ricorso alla stampa di "Bond Notes" e la situazione attuale fa pensare che l'unica soluzione per uscire dal'impossibilita' di pagare addirittura i dipendenti statali, sia quella di stampare altre Bond Notes, con un ritorno "de facto" al dollaro zimbabaano. Il debito pubblico complessivo ha gia' superato gli 11 miliardi di dollari. Afreximbankha esteso per altri due anni il restito di 200 Milioni di USdf alla Banca di Riserva dello Zimbabwe, cosi' da aiutare il mercato interbancario e rallentare la pressione dovuta alla mancanza di liquidita'.

Nell'ultimo periodo ' stata portata avanti inoltre una politica di "import ban" finalizzata a sostenere la produzione interna, con conseguenze che al momento si sono manifestate quali scarsita' di beni di consumo e aumento dei prezzi.

L'agricoltura resta la fonte principale di reddito del Paese per oltre il 70% della popolazione ma sarebbe potenzialmente in grado di generare maggiori introiti legati all'export e maggiore occupazione di qualunque altro settore produttivo ma la struttura agricola del Paese nella scorsa decade e' stata minata alle fondamenta dalla demagogica riforma agraria che, mediante il ricorso agli espropri senza indennizzo, ha gravemente danneggiato il tessuto produttivo. Gli espropri infatti si sono tradotti, in moltissimi casi, nella "cannibalizzazione" degli asset delle imprese agricole confiscate (macchinari, sistemi di irrigazione, ecc.) e nell'abbandono dei terreni stessi. Il nuovo Governo zimbabwano sembra seriamente intenzionato a rilanciare il settore attraverso nuovi investimenti nell'irrigazione, nelle infrastrutture, nell'allevamento, nel settore caseario, nella produzione del mais e di altri cereali. Attualmente il livello di meccanizzazione e' molto basso e obsoleto e l'adeguamento alle certificazioni internazionali riguardanti le produzioni agricole e' in netto ritardo. A causa di tali carenze, alle quali va aggiunta quella dell'energia elettrica, lo Zimbabwe importa una vasta quantita' di prodotti agricoli.

Attualmente il settore agricolo in Zimbabwe e' sostenuto anche dall'Unione Europea, da USAID e da un numero rilevante di Organizzazioni non governative. Lo stesso Governo zimbabwano ha adottato un sistema di inncentivi alla produzione, programma di intervento non gradito dal FMI in quanto costituisce un'altra misura di aumento della spesapubblica. Per quanto riguarda la presenza italiana, il numero di aziende del settore interessate a penetrare il mercato zimbabwano appare in crescita ma e' frenato dalla situazione economica generale attuale del Paese.

 

Ultimo aggiornamento: 28/09/2017^Top^

 

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