Quadro macroeconomico (ZAMBIA)

Dopo decenni di sistematica stagnazione e di declino economico, a partire dal 2000 lo Zambia ha conosciuto una fase di sviluppo economico. Il tasso medio del PIL nell'ultimo quinquennio è del 6 per cento, ma si è registrato un progressivo rallentamento della crescita nel 2014 e 2015, che dovrebbe protrarsi nel 2016 (anno delle elezioni presidenziali). L’espansione economica continua ad essere sostenuta dal settore minerario del rame che, grazie alle elevate quotazioni internazionali, ha prodotto effetti di stimolo sugli altri settori dell’economia e che rappresenta a tutt’oggi il 70% delle esportazioni dello Zambia.

In particolare riflessi positivi si sono avuti sulle costruzioni, protagoniste di una consistente crescita indotta dall’aumento della domanda di abitazioni residenziali e dai lavori civili di ammodernamento e dotazione infrastrutturale in corso nel Paese. Un importante contributo alla crescita è stato generato, inoltre, dagli investimenti infrastrutturali anche finanziati dai Paesi donatori e dalla robusta crescita del settore dei trasporti e delle telecomunicazioni.

Tale situazione ha conosciuto una fase di discontinuità a partire dal 2015, anno in cui lo Zambia è stato confrontato con una forte riduzione del valore del rame, il rallentamento dell'economia cinese (che concorre per il 40 % circa all'export) e la caduta della produzione elettrica causata dalla forte dipendenza dalla produzione idroelettica (90 p.c. del fabbisogno), che ha risentito dell'insufficienza delle precipitazioni durante la passata stagione delle piogge (dicembre 2014-febbraio 2015) e che ha comportato continue interruzioni dell'erogazione elettrica.

A causa del disavanzo della bilancia dei pagamenti e della difficoltà a ridurre la spesa pubblica in una fase pre-elettorale, lo Zambia è stato costretto ad aumentare l'indebitamento che è pur sempre inferiore al 40 p.c. del PNL (con un'ulteriore emissione di Euro Bond sottoscritta nel secondo mercato ad un tasso del 9 p.c., che non è ritenuto da tutti sostenibile) ed ha dovuto far fronte ad una crisi valutaria che ha portato ad un forte deprezzamento della valuta nazionale (Kwacha zambiana) nel periodo agosto-settembre 2015.

Secondo le fonti ufficiali la crescita del PIL nel 2015 si è attestata intorno al 4% e i tasso d'inflazione intorno al 21%. Lo Zambia, avendo superato il reddito medio procapite annuo di US$ 1.000, fa parte del gruppo dei Paesi a reddito medio–basso nella lista tenuta dalla Banca Mondiale.

L’economia dello Zambia risente di questa situazione, ma beneficia comunque di una crescita (4% nel 2015 e 3,6 nel 2016) che dovrebbe riprendersi nel 2017, raggiungendo, secondo stime EIU, il 5% ca.

Persiste il problema della poverta' diffusa (64% high levels of poverty) cui contribuiscono un sistema educativo carente, la corruzione, la diffusione dell’AIDS. Secondo lo UNDP HDI Report 2015 lo Zambia occupa la 139ma posizione nell’Indice di Sviluppo Umano. Circa il 10% della popolazione avrebbe comunque una limitata o nessuna capacità produttiva e sarebbe quindi destinata a rimanere in una povertà cronica di lungo periodo. Lo stato delle infrastrutture rappresenta un ulteriore ostacolo allo sviluppo del Paese: la rete stradale e ferroviaria e’ insufficiente e le abbondanti precipitazioni durante la stagione delle piogge contribuiscono al peggioramento delle sue condizioni. Il governo e` comunque impegnato in una campagna di sviluppo infrastrutturale sia stradale che ferroviario.

 

Ultimo aggiornamento: 13/01/2016^Top^

 

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