Quadro macroeconomico (UGANDA)

Negli ultimi cinque anni la performance dell'economia ugandese e' stata piu' tenue rispetto alle tendenze precedenti, con una crescita annua inferiore alle previsioni (4,5% rispetto il 7% registrato nel periodo 2007 - 2011). Il rallentamento si attribuisce all'impatto della siccita' sul settore agricolo, alla crisi in Sud Sudan (grande importatore dei prodotti ugandesi), ai prezzi elevati delle materie prime ed alle tensioni registrate durante e dopo le elezioni 2016.

Vi è preoccupazione per il debito pubblico ugandese, che e’ cresciuto vertiginosamente passando da 1,9 miliardi di dollari nel 2008 a oltre 11 $ miliardi a fine 2017, ammontando a circa il 38,4% del PIL.. Alcunni membri del parlamento hanno espresso profonda preoccupazione per i prestiti che l’Uganda sta ricevendo, definendoli non sostenibili.

La Bank of Uganda ha confermato un alto rischio di inflazione dovuto all’aumento del prezzo internazionale del petrolio e alla debolezza dello scellino. La Central Bank ha aumentato il proprio tasso (CBR) dal 9 al 10%, che corrisponde a un aumento degli interessi sui prestiti, e percio’ direttamente scoraggia i potenziali clienti a richiederli.

Anche le principali IFI indicano che il debito pubblico, benche’ ancora nei parametri di sostenibilita’, sta salendo e rischia di avvicinarsi ad un punto critico. La dirompente crescita demografica altresi’ impedisce un aumeno generalizzato del benessere e rallenta inevitabilmente l’aumento del PIL pro capite. Anche la corruzione e' un fattore che contribuisce a limitare un equilibrato sviluppo economico del Paese.     

In relazione al mercato monetario, negli ultimi 5 anni, il paese ha registrato una relativa stabilita', con un'inflazione che dal 2012 permane nella banda +/-1% attorno all'obiettivo della banca centrale ugandese del 5% annuo. 

La prima parte del 2017 ha visto un aumento graduale della pressione inflazionistica, principalmente dovuto all'aumento del prezzo dei generi alimentari causato dalla siccita' e da una cronica carenza di energia. L'inflazione ha toccato un tetto del 7,2% annuo in maggio per poi ridiscendere a 5,2% in settembre.

Nel 2017 l'economia ugandese ha registrato un miglioramento grazie anche alle migliori condizioni climatiche. La crescita del PIL è tornata sopra il 5% e per l'anno prossimo, a seconda delle fonti, si prevede un tasso superiore al 6% (7% secondo le - forse ottimistiche - previsioni del Governo). I settori trainanti sono quello dei serrvizi, industriale e dell'agricoltura. Il settore turistico e' ritenuto uno degli assi prioritari del Paese. 

Nel 2018 il valore degli investimenti diretti stranieri (FDI, Foreign Direct Investment) e’ cresciuto del 21% raggiungendo la quota $700 mln, in particolare nei settori manifatturiero, petrolifero e del gas. Le tensioni politiche, pero’, potrebbero influenzare negativamente gli investimenti e il settore turistico.

 

 

Ultimo aggiornamento: 27/12/2018^Top^
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