Quadro macroeconomico (GHANA)

Tra il 2008 e il 2013 il PIL del Ghana ha registrato uno dei più elevati tassi di crescita al mondo: l’aumento medio annuo si è attestato all’8,7%. Nei successivi tre anni l’economia del Paese ha attraversato una fase di debolezza rispetto a quel periodo, testimoniata dal dato sulla crescita del PIL nel 2016 (+3,5%), la più bassa degli ultimi 23 anni. Detto rallentamento è riconducibile a una prolungata crisi energetica, all’andamento del prezzo del petrolio, alla contrazione della produzione nazionale di cacao (il Ghana ne è il secondo esportatore mondiale) e all’elevato deficit fiscale, con conseguente aumento del debito pubblico (dal 2008 al 2015 il rapporto debito/PIL è più che raddoppiato). Nel 2016 la crescita è stata inoltre penalizzata dai problemi che hanno afflitto la produzione del giacimento offshore Jubilee.

Gli ultimi dati pubblicati dall’ente statistico ghanese fotografano il ritorno a una crescita economica sostenuta, trainata dal settore oil & gas: nel primo trimestre del 2017 l’aumento su base annua è stato pari al 6,6%, nel secondo trimestre al 9% e nel terzo trimestre al 9,3%.

Il Fondo Monetario Internazionale, nel suo Regional Economic Outlook pubblicato nell’ottobre 2017, stima una crescita nel 2018 pari all’8,9% (il dato rappresenta il valore più elevato tra le previsioni del Fondo per l’Africa subsahariana). L’economia ghanese è attesa beneficiare sia dal progressivo aumento della produzione di idrocarburi del campo offshore OCTP operato da ENI (il primo oil risale al maggio 2017; il primo gas - destinato ad alimentare le locali centrali elettriche - è atteso nel 2018) sia dalla componente non-oil (secondo le previsioni del FMI, +5% nel 2018).

Nell’aprile 2015 il Fondo Monetario Internazionale ha approvato una linea creditizia ampliata (“Extended Credit Facility”) triennale di 918 milioni di dollari per il supporto di un programma di riforme economiche di medio termine. Il programma è diretto a ripristinare la sostenibilità del debito pubblico e la stabilità macroeconomica per favorire il ritorno a un’elevata crescita economica e la creazione di posti di lavoro. Nell'agosto 2017 il FMI ha comunicato che aveva accolto una richiesta ghanese di estensione annuale.

Nel presentare al Parlamento il suo secondo discorso sullo Stato della Nazione, l’8 febbraio 2018, il Presidente Akufo-Addo ha valorizzato i brillanti risultati ottenuti nella stabilizzazione macroeconomica, il principale problema ereditato dalla precedente amministrazione. Secondo quanto riferito dal Presidente, il tasso di crescita è previsto essere il più alto del mondo nel 2018, all’8,3%, dopo che il 2016, ultimo anno dell’amministrazione Mahama, era stato per il Ghana il più basso degli ultimi venticinque anni, mentre il deficit di bilancio è stimato in calo deciso (dal 9,3 al 5,6%), tanto da far confermare al Presidente la conclusione del programma di sostegno del Fondo Monetario Internazionale nel corso del 2018.

Dinamiche positive sono registrate anche riguardo al tasso d’inflazione, in progressivo calo dal picco toccato a marzo 2016, quando l’aumento dei prezzi raggiunse il 19,2%: a gennaio 2018 l’inflazione si è fermata al 10,3%.

Nei prossimi anni le esportazioni del Paese sono previste risentire dei prezzi dell’oro, del petrolio e del cacao, che rappresentano nell’ordine le prime voci dell’export ghanese.

Ultimo aggiornamento: 20/02/2018^Top^

 

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