Quadro macroeconomico (COREA DEL SUD)

A partire dagli anni ’60, la Corea del Sud ha registrato un’impetuosa crescita economica e sociale che ha portato il Paese a divenire la undicesima potenza economica al mondo (a parità di potere d’acquisto) e la quarta in Asia, dopo Cina, Giappone e India. Il reddito pro-capite è passato dai $79 degli anni ‘60 agli oltre $30.000 del 2018, e la Corea rappresenta oggi uno dei paesi più avanzati dal punto di vista tecnologico, grazie anche agli investimenti sostenuti in ricerca e sviluppo, che superano il 4% del PIL e sono in continuo aumento.

La Corea è uscita prima e meglio di altri Paesi OCSE dalla crisi finanziaria globale cominciata nel 2008. Nel 2015 e nel 2016 la crescita del PIL e' stata rispettivamente del 2,6% e del 2,7%, mentre nel 2017 ha raggiunto il 3,1%. Nel 2018, come previsto, la crescita si e’ stabilizzata al 2,7%, risultato meno positivo dovuto in gran parte alla tensione nei rapporti tra i principali partner economici del Paese (Cina e USA) e a un generale calo nelle esportazioni, punto focale dell’economia coreana.

Per quanto concerne il mercato del lavoro, la Corea ha un tasso di disoccupazione molto basso (4,2% nel 2018), accompagnato tuttavia da un livello di occupazione inferiore alla media OCSE per quanto riguarda i giovani e le donne. Il calo dell'occupazione registrato nel biennio 2016-2017 ha fatto si che l’ Amministrazione Moon indicasse la creazione di nuovi posti di lavoro e il sostegno alle piccole e medie imprese come uno dei principali obiettivi del Governo, da raggiungere grazie a un considerevole incremento nella spesa pubblica (+5,6% nel 2018, il maggiore incremento negli ultimi 11 anni). Ulteriore stimolo all’occupazione potrebbe rivelarsi la politica di sviluppo e utilizzo di tecnologie legate all’idrogeno che il governo Moon sta promuovendo nel settore automobilistico e dei trasporti.

Un freno alla domanda interna è rappresentato dall'elevato debito privato, che rappresenta una delle principali fonti di preoccupazione per le Autorità coreane. Sull’andamento dell’economia coreana incide inoltre in misura notevole la congiuntura dei principali mercati d’esportazione, considerata una struttura produttiva fortemente orientata all’export. Il 2018, tuttavia, ha registrato un risultato generalmente deludente (solo +0,5%), con risultati negativi in particolar modo nei settori della petrolchimica (-5,3%) e dei semiconduttori (-23,3%), dovuto a un generale calo dei prezzi dei prodotti nonostante l’incremento nel volume delle esportazioni. Nel gennaio 2019 le esportazioni del Paese sono diminuite ulteriormente del 5,8% a $46,4 miliardi rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. D’altro canto, nuovi promettenti elementi di esportazione, come le batterie secondarie e i diodi organici a emissione di luce (OLED) hanno registrato una sostanziale crescita. Per quanto concerne le importazioni, all’inizio dell’anno si e’ registrato un calo dell’1,7% a $45 miliardi, principalmente dovuto ai prezzi inferiori delle materie prime e al minor investimento nelle infrastrutture. Tuttavia la bilancia commerciale è rimasta positiva a $1,3 miliardi, rendendo il paese un esportatore netto per 84 mesi consecutivi. Si attende quindi una crescita generale nella seconda metà dell'anno.

Il principale partner dell’export coreano e’ la Cina, nei cui confronti Seoul ha goduto nel 2016 di un ampio avanzo commerciale  ($37,5 miliardi cresciuto a $44,2 miliardi nel 2017), con un interscambio complessivo in costante aumento. Il 2018 ha invece registrato una diminuzione delle esportazioni del 19,1% ed un interscambio di soli $10.8 miliardi.

Gli Stati Uniti sono il secondo partner commerciale della Corea: l'export verso Washington ha visto un incremento del 20,4% e l'interscambio bilaterale  i $6,2 miliardi.Per quanto riguarda l'UE, le esportazioni sono aumentate del 11,9% a $5 miliardi, in gran parte grazie alle automobili, navi e prodotti petroliferi.

Funzionale a una crescita attraverso l’export è la conclusione di numerosi accordi di libero scambio. Agli accordi già in vigore (Cile, Singapore, EFTA, ASEAN, India, Unione Europea, Perù, USA, Turchia, Canada, Australia, Cina, Nuova Zelanda, Vietnam, Colombia) potrebbero aggiungersi gli accordi in corso di negoziato, tra cui quelli con Ecuador, Indonesia, Consiglio di Cooperazione del Golfo, Messico, Giappone, nonché il trilaterale con Cina e Giappone.

Ultimo aggiornamento: 12/02/2019^Top^
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