Quadro macroeconomico (AUSTRALIA)

In base ai dati forniti dall'Australian Bureau of Statistics l'economia australiana ha registrato un incremento del PIL pari al 2,6 % nel 2016. La crescita e'stata trainata principalmente dall'ottimo andamento del settore dei servizi, dagli investimenti pubblici nel settore delle infrastrutture e della difesa, dai consumi privati, dal settore delle costruzioni nonche' dalla recente ripresa delle esportazioni nel comparto minerario. Si e' trattato del 26mo anno consecutivo di crescita economica per l'Australia,  che ha rafforzato cosi' la sua posizione di 13ma economia a livello mondiale (dati FMI) e di quinta potenza economica in Asia ( dopo Cina, Giappone, India e Corea del Sud ). Il PIL pro-capite dell'Australia e' il dodicesimo al mondo. L'economia australiana gode complessivamente di ottima salute, come confermato dalla tripla AAA riconosciutale dalle principali agenzie di rating internazionali , dalla riduzione del tasso di disoccupazione al 5,7 %, dall'inflazione sotto controllo (1,5%), dal basso livello del costo del denaro ( il tasso ufficiale di sconto e' stato recentemente ridotto all'1,5%) e dall'elevato volume degli investimenti stranieri. Nel 2015 lo stock complessivo degli investimenti diretti in Australia ha raggiunto un valore pari a circa 492 miliardi di Euro, figurando cosi all'11mo posto in assoluto ( dati UNCTAD). Nel 2016 la bilancia commerciale australiana e' ritornata in avanzo per un valore complessivo di circa 980 milioni di Euro dopo il disavanzo registrato nell'anno precedente. Le esportazioni sono aumentate dell' 1,8% mentre le  importazioni sono diminuite del 5,3%. Le esportazioni australiane, rappresentate principalmente dai prodotti energetici (carbone e gas ) e dai prodotti minerari ( in primis ferro e rame ) nonche' dai metalli preziosi ( soprattutto oro) e prodotti agricoli ( in primo luogo carni e cereali) si indirizzano soprattutto verso l'Asia con la Cina, Giappone e Corea del Sud nelle prime posizioni. Per quanto riguarda le importazioni australiane, le cui voci principali sono costituite da macchinari, autovetture ed apparecchiature elettriche, i piu' importanti mercati di approvvigionamento sono la Cina, gli Stati Uniti ed il Giappone. L'Italia figura all'11mo posto tra i Paesi fornitori ( e terzo tra i Paesi europei) dell'Australia. La bilancia dei pagamenti (circa 3,5 % del PIL) e' tuttora in disavanzo sebbene in calo. Inoltre, nel corso del 2016 il dollaro australiano si e' leggermente apprezzato nei confronti dell'Euro e del dollaro americano. In base ai dati del 2016 il deficit statale si e' attestato al 2,5 % del PIL mentre il debito pubblico lordo e' salito al 44,3 % del PIL. Il livello del debito pubblico netto, pari a solo il 21,1 % del PIL, e' su valori molto piu' bassi rispetto agli altri principali Paesi OCSE. I principali fattori di vulnerabilita' dell'economia australiana sono rappresentati dal continuo declino del settore manifatturiero ( solo il 6,4% del PIL),  principalmente a causa dell'elevato costo del lavoro, nonche' dalla sua eccessiva dipendenza economica dalla Cina (primo Partner commerciale di Canberra). Anche il possibile scoppio di una bolla immobiliare- indicato dal FMI tra i principali fattori di rischio per l'economia Australiana- e' collegato agli ingenti investimenti cinesi nel settore immobiliare. Il Governo liberalnazionale di Turnbull ha adottato un grande programma di investimenti nel settore infrastrutturale e dei trasporti, al fine di risolvere il problema del crescente congestionamento delle aree urbane e con l'obiettivo di aumentare l'efficienza dei trasporti delle materie prime e merci dirette all'estero. Inoltre, il Governo ha approvato un ambizioso piano di spese nel settore della difesa ( 127 miliardi di Euro), incentrate principalmente sul rilancio della cantieristica navale. L'Esecutivo ha poi adottato un pacchetto di misure volte a stimolare l'innovazione tecnologica, la ricerca scientifica e la produttivita'. Un'altra priorita' del Governo Turnbull e' l'adozione di una riforma fiscale capce di ridurre l'eccessiva pressione fiscale sulle aziende ( la corporate tax e' al momento pari al 30%). Il Governo Turnbull annette inoltre massima priorita' alla firma di un trattato di libero scambio con l'UE in tempi rapidi in un'ottica di diversificazione ed al fine di attutire i possibili shock negativi provenienti dai mercati asiatici.  

Ultimo aggiornamento: 11/04/2017^Top^
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