Quadro macroeconomico (MAROCCO)

L’economia marocchina si è caratterizzata negli ultimi anni per una crescita costante e bassa inflazione. Tuttavia, a causa della negativa annata agricola, il tasso di crescita si é ridotto al 1,5% nel 2016. Nella prima parte del 2017, l'economia marocchina ha invece registrato una buona performance, con un tasso di crescita del 3,8%, previsto salire al 4,1% alla fine del 2017, ed una ordinata gestione dei fondamentali economici (dati Haut Commissariat au Plan).

Il ritmo di crescita dovrebbe in seguito assestarsi intorno al 3,3-3,6% fino al 2021 (previsione EIU). Lo sviluppo economico del Paese sara', da un lato, sostenuto dal rafforzamento dei legami commerciali con i partner africani (che rappresentano crescenti mercati di sbocco per le esportazioni marocchine),dall'altro, frenato dal rallentamento della crescita di economie strategiche per il Marocco, come Cina e Paesi Europei, da cui il Paese importa la maggior parte dei prodotti.

I positivi risultati registrati nei primi mesi del 2017 sono innanzitutto dovuti allo sviluppo del settore agricolo (+14% rispetto allo stesso periodo del 2016) che, insieme alla pesca, costituisce il 15% del PIL e impiega il 40% della forza lavoro nazionale. Nonostante i piani strategici elaborati da queste Autorita' per introdurre migliori sistemi di irrigazione e meccanizzazione volti a ridurre la volatilita' della produzione agricola, quest'ultima resta fortemente dipendente dall'andamento delle condizioni metereologiche. Questa situazione - mentre aveva determinato una contrazione della crescita nel 2016 - ha quest'anno contribuito, grazie alle abbondanti piogge dello scorso inverno, ad una accelerazione della performance economica.

Da un punto di vista macro-economico, gli indicatori sono incoraggianti: l'inflazione e' all'1,5% (con previsioni di aumento contenuto al 2,2% fino al 2021) ed il deficit pubblico e' previsto chiudersi con un +3,7% alla fine dell'anno. In questo quadro, la politica economica del governo continua ad essere mirata al consolidamento dell'attuale posizione fiscale, al sostegno della crescita economica ed alla riduzione delle ineguaglianze sociali. Nel mese di luglio, in occasione della periodica review effetttuata nell'ambito della concessione della terza linea di precauzione e liquidita', il Fondo Monetario Internationale ha riconosciuto i progressi compiuti da queste Autorita' - grazie alle riforme strutturali introdotte - in materia di politica fiscale e finanziaria. Anche se si stima un aumento della spesa pubblica del 3,3% alla fine del 2017, il deficit non dovrebbe appunto superare il 3,7% e il debito pubblico dovrebbe restare contenuto (76,3%) nel periodo 2017-2021 (dati EIU).

Il buon andamento dell'economia nella prima parte dell'anno in corso e le ottimistiche previsioni relative ai prossimi anni sono anche dovuti alla crescente apertura del Marocco (quinto Paese arabo destinatario di IDE nel 2016 e player sempre piu' rilevante nel contesto economico-commerciale africano), il quale e' oggi parte di 55 accordi di libero scambio.

Il Marocco si sta quindi progressivamente affermando come porta d’accesso all’Africa. Le operazioni commerciali e di investimento nell’ Africa sub – sahariana sono state stato certamente favorite dalla presenza diretta delle banche marocchine (BMCE, Banque Centrale Populaire, Attijariwafa Bank) con proprie filiali in ben 9 Paesi dell’area.

Secondo il ranking “Doing Business 2017” della Banca Mondiale sulla competitività degli Stati, il Marocco si colloca  alla 68esima posizione sui 190 Paesi considerati. Il Paese si qualifica primo nel Nord-Africa e terzo tra i Paesi africani in termini di "facilita' di fare impresa"(l'analisi si basa su una serie di indicatori che riguardano la disciplina normativa e fiscale applicabile alle imprese durante il loro ciclo di vita).

Secondo la Banca Mondiale, la migliore competitivita' del Marocco si deve all'adozione di importanti riforme che hanno favorito la semplificazione nella procedura di creazione di una nuova impresa, la registrazione dei titoli di proprieta' fondiaria, l'attuazione di un sistema di valutazione dell'affidabilita' creditizia dei debitori, la protezione degli azionisti di minoranza e lo snellimento delle procedure di importazione.

Si puo’ considerare quindi complessivamente positivo il business environment ed il livello di apertura dell’economia, sia rispetto all’investimento che al commercio, anche se sarebbe auspicabile una maggiore protezione degli investitori stranieri, prevista sulla carta ma a volte risultata problematica in fase di effettiva attuazione.

Ultimo aggiornamento: 31/08/2017^Top^
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