Quadro macroeconomico (ISRAELE)

Gli indicatori economici pre-coronavirus descrivevano Israele come un Paese in crescita da oltre quindici anni, con un tasso medio annuo calcolato sul periodo 2000-2016 del 3,3% (dati OCSE).

Nel 2019 il tasso di crescita era del 3,5% (nel 2018 era al 3,4% e nel 2017 al 3,6%), pressoché’ stabile quindi negli ultimi tre anni. Il tasso di disoccupazione nel 2019 era al 3,4%, il debito pubblico al 59,9% (nel 2018 aveva raggiunto il 61,2%), il deficit  aumentato nel 2019 al 3,7%, il tasso d'inflazione in lieve diminuzione rispetto al 2018 (0,6%). Presenti nel Paese piu' di 6000 start-up, 4,3% del PIL investito in ricerca e sviluppo (il tasso più alto nell’area OCSE), primo Paese al mondo per investimenti venture capital pro-capite (674$), 8,3 miliardi di dollari investiti in aziende hi-tech nel 2019.

Nel 2019 la bilancia commerciale ha registrato un surplus di 25.589 miliardi di nis (6,7 miliardi di euro) grazie alle esportazioni di servizi che hanno più che compensato le importazioni nette nel settore dei beni (Israele è un importatore netto di beni e un esportatore netto di servizi). I principali settori di esportazione sono stati i servizi finanziari e quelli legati alle tecnologie dell'informazione e comunicazione (ICT), rafforzati dal settore turismo con 4,6 milioni di turisti stranieri che hanno visitato Israele nel 2019 ed entrate pari a 22,750 miliardi nis (+2,5%). Secondo i dati del CBS, la UE si conferma il primo partner commerciale di Israele. Seguono gli Stati Uniti e la Cina.

Il trend dell’interscambio italiano con Israele, caratterizzato da una crescita costante negli ultimi 10 anni (+3,9% medio annuo), si è mantenuto pressoché costante attestandosi nel 2019 a 3,3 miliardi di euro.Nel 2019 le nostre esportazioni hanno raggiunto i 2,55 miliardi di Euro, mentre l’Italia ha acquistato merci israeliane per 799 milioni di Euro. Siamo il 6° fornitore di Israele e il suo 14° cliente. Le esportazioni italiane sono sospinte dai macchinari di impiego generale e speciale, dal settore arredamento e mobili, dai prodotti chimici e dalla gioielleria e metalli preziosi. Inoltre il settore agroalimentare è tradizionalmente uno dei settori trainanti del nostro export in Israele con una quota di mercato pari al 6,7%, che beneficia anche della crescita dei flussi turistici verso il nostro Paese e la popolarità, tra l’attento pubblico israeliano, del turismo enogastronomico.

I primi dati consolidati di aprile 2020 e le prime previsioni sull'involuzione del quadro economico confermano la difficile congiuntura che il Paese e' chiamato ad affrontare a seguito della pandemia da Covid-19. Il deficit pubblico ad aprile ha raggiunto il 4,8%, con la previsione di superare l’11% alla fine dell’anno e portare il debito pubblico al 75,8 % del PIL (rispetto al 60% di fine 2018); il tasso di disoccupazione, misurato come il numero di lavoratori che si sono registrati per richiedere un sussidio, ha toccato il 27,6% (1,15 milioni di persone), con un aumento della quota di coloro che sono stati licenziati, mentre la maggioranza (circa il 90%) è costituita da lavoratori in congedo obbligatorio non retribuito, che potrebbero tornare velocemente al lavoro con la ripresa di tutte le attività commerciali e turistiche.

Elaborazione Ambasciata d'Italia su dati CBS, Bank of Israel, Agenzia ICE (maggio 2020)

Ultimo aggiornamento: 08/06/2020^Top^
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