Quadro macroeconomico (ISRAELE)

I fondamentali dell'economia israeliana nel 2018 e nei primi mesi del 2019 si dimostrano stabili.Il Paese si dimostra dinamico e dalle interessanti prospettive di crescita, fattori che attirano capitali e investimenti da tutto il mondo, come confermato dal dato record sugli investimenti nel settore hi-tech nel primo semestre 2019 pari a 3,9 miliardi di dollari (in tutto il 2018 il dato era pari a 6,4 miliardi di dollari). Nel 2018 il tasso di crescita del PIL era pari al 3,3%. Nel I semestre del 2019 l'economia è cresciuta del 3,6%, contro il 2,8% del II semestre 2018 e il 3,5% del I semestre 2018. Le previsioni indicano un tasso di crescita del PIL per il 2019 che si stabilizzerà intorno al 3,2-3,4%. Le politiche fiscali espansive degli ultimi anni, con un aumento della spesa pubblica in percentuale rispetto al PIL e una riduzione della tassazione, hanno visto il Governo israeliano concentrare i propri sforzi su investimenti nei settori delle infrastrutture, dei trasporti e delle costruzioni di unità abitative. Ciò ha comportato l'aumento del deficit, cresciuto al 2,9% del PIL, ben al di sopra dell'obiettivo del 2% fissato dal Governo, e l'aumento della quota del debito pubblico sul PIL (61% nel 2018) che fino all'anno precedente era in costante diminuzione (dal 67% nel 2013 al 60,5% nel 2017). Il mercato del lavoro, pur essendo caratterizzato da un tasso di disoccupazione ai minimi storici (4% nel 2018 e 4,1% nel primo trimestre 2019) evidenzia primi segni di criticità: il numero di persone occupate cresce con ritmo inferiore rispetto al passato, con un tasso di partecipazione pari al 63,5%. Il tasso d'inflazione continua ad essere basso anche se in lieve crescita (0,8 per cento) e la Banca Centrale mantiene il tasso di interesse allo 0,25% per scongiurare spinte deflazionistiche. Si registra un forte apprezzamento dello shekel a partire dal gennaio 2019 (+9% in nove mesi rispetto all’euro). Nel 2018 la bilancia commerciale ha registrato un lieve surplus (1,01 miliardi di euro).Israele nel 2018 ha esportato beni e servizi per un valore pari a 101,97 miliardi di euro (+4,7%), di cui beni per 56,85 miliardi di euro (+2,2%) e servizi per 45,05 miliardi di euro (+7,9%). I principali settori di esportazione sono stati i servizi finanziari e quelli legati alle tecnologie dell'informazione e comunicazione.Israele ha importato beni e servizi per 100,95 miliardi di euro (+6,3%), di cui beni per 72,12 miliardi di euro (+7,8%), e servizi per 28,75 miliardi di euro (+3,4%). La UE si conferma il primo partner commerciale di Israele. Seguono gli Stati Uniti e la Cina. Stabile la quota di esportazioni israeliane (escluso i diamanti) verso la UE (42,4%), in lieve crescita verso gli USA (13%), stabile verso la Cina (9,7%) e il resto dell'Asia (11,3%). Lieve flessione delle importazioni israeliane dalla UE, pari al 32,4% (nel 2017 era 34,2%), seguite da Stati Uniti (23%), Cina (9,8%, in crescita rispetto al 2017, quando la quota era pari al 6,9%) e resto dell'Asia (9,6%). Il trend dell'interscambio italiano con Israele, caratterizzato da una crescita costante negli ultimi 10 anni (+3,9% medio annuo), ha registrato nel 2018 una lieve contrazione con un saldo negativo del 3,3% rispetto al 2017. L'interscambio si è attestato a 3,3 miliardi di euro rispetto ai 3,4 miliardi del 2017. Nel 2018 le nostre esportazioni sono diminuite del 3,4% rispetto al 2017, raggiungendo i 2,5 miliardi di Euro. Dal lato delle importazioni, nel 2018 l'Italia ha acquistato merci israeliane per 796 milioni di Euro, in calo anch'esse del 3%, ma a un tasso inferiore a quello registrato nel 2017 (-9,2%). Il I trimestre del 2019 registra comunque un saldo positivo (+1,6%) rispetto allo stesso periodo del 2018. Nel 2018 l'Italia si posiziona al 7 posto (6 posto escludendo i diamanti) come fornitore di Israele dopo Cina, USA, Turchia, Russia, Germania, Belgio, mentre e' il 15 partner sul totale delle esportazioni israeliane (dopo USA, Cina, UK, Hong Kong, Paesi Bassi, Belgio, India, Turchia, Germania, Francia, Svizzera, Brasile, Giappone, Corea del Sud).

 

Ultimo aggiornamento: 26/09/2019^Top^
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