Quadro macroeconomico (IRAN)

Con una superficie di un milione e 648 kmq, quasi 80 milioni di abitanti e una suddivisione amministrativa in 31 province, l’Iran è la diciottesima economia mondiale e la seconda nell’area MENA (Medio Oriente e Nord Africa). Fa parte del gruppo dei cosiddetti “prossimi 11-next 11”, ovvero gli undici paesi (Bangladesh, Egitto, Indonesia, Iran, Messico, Nigeria, Pakistan, Filippine, Turchia, Corea del Sud e Vietnam) che, in base alle valutazioni Goldman Sachs, rappresentano (insieme ai BRICS) le più grandi economie del mondo nel XXI secolo, con prospettive promettenti per gli investimenti e la crescita. L’abbondanza di idrocarburi (il Paese possiede il 18% delle riserve mondiali di gas naturale e l’11,3% di quelle petrolifere), la favorevole posizione geografica e l’andamento demografico sono tra i fattori naturali che contribuiscono positivamente sull’andamento dell’economia. Secondo le stime del FMI, il valore nominale del PIL dovrebbe superare i 470 miliardi di USD entro il 2022 con tassi di crescita che, dopo un brusco rallentamento  negli anni di inasprimento delle sanzioni (2011-2013), dovrebbero aumentare fino alla media del 4,5/5% annuo negli auspici delle Autorita’. I dati relativi al 2017 confermano queste previsioni . La sospensione delle sanzioni, gli accordi in ambito OPEC (che hanno consentito al Paese di evitare i tagli alla produzione concordati dal certello) e le prospettive di reintegrazione nel sistema finanziario internazionale contribuiscono a migliorare le condizioni per lo svolgimento di attività commerciali e il quadro per la realizzazione di investimenti anche in settori non strettamente legati all’oil&gas. Si prevede inoltre un aumento dei consumi che trainerebbe ulteriormente il trend positivo. Il petrolio influisce per il 15% sul Prodotto Interno Lordo, il settore manifatturiero, quello edilizio e l’industria mineraria per il 23%, 9% l’agricoltura, mentre i servizi occupano il 53% del totale. Positivo il controllo dell’inflazione scesa in leggero aumento (9,8%) a chiusura 2017, mentre il tasso di disoccupazione si attesterebbe al 12,5%. Il Paese può contare inoltre su un elevato stock di riserve estere. L’indebitamento pubblico è contenuto, pari a circa il 13,1% del PIL, mentre quello estero è inferiore all’1,5% del PIL. La Banca Centrale ha inoltre avviato un’azione per ridurre la distanza tra tasso di cambio ufficiale e non ufficiale. In aumento anche gli IDE. E’ stato avviato anche un programma di riforme in ambito finanziario.

Da segnalare che la programmazione economica si basa su piani di sviluppo ventennali, declinati in piani quinquennali. Tra le misure strutturali principali vi è l’attuazione di riforme basate sui principi dell’economia di mercato, in primis abolizione di sussidi alle utenze di base e privatizzazioni di società e banche statali. I piani quinquennali determinano le politiche di bilancio.

La presenza dello Stato nell’economia del Paese è ancora marcata, con partecipazioni maggioritarie in grandi imprese pubbliche e semi-pubbliche che godono di una posizione di predominio nei settori commerciali e produttivi. Grandi banche pubbliche sono massicciamente presenti anche nel settore finanziario.

Il profilo demografico del Paese è caratterizzato da un tasso elevato di popolazione giovanile (oltre il 60% ha un’età inferiore ai 30 anni). L’indice base di povertà è contenuto ma una grossa parte della popolazione vive a ridosso della soglia minima.

Ultimo aggiornamento: 03/01/2018^Top^
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