Quadro macroeconomico (GIORDANIA)

Nei primi tre trimestri del 2019 l’economia giordana presenta un andamento in chiaroscuro, con numerose questioni da affrontare per consentire una crescita più sostenibile e duratura, in linea con le raccomandazioni di FMI e BM, nonché con le richieste avanzate a più riprese dalla popolazione. La riapertura dei confini con Siria e Iraq ha finora fornito una spinta all’economia giordana sostanzialmente inferiore alle aspettative, a causa dell’obsolescenza delle infrastrutture, dei mezzi di trasporto e di un’acquisita introversione al mercato interno da parte degli imprenditori giordani.

Anche la domanda interna rimane stagnante, con un livello dei prezzi molto elevato e trainato dalla forza del dollaro (cui il dinaro giordano è ancorato tramite cambio fisso) che, al contempo, deprime la competitività di beni e servizi di origine giordana sui mercati regionali ed esteri. A penalizzare la domanda interna contribuiscono inoltre il mercato immobiliare (sostanzialmente fermo dopo la bolla speculativa post-conflitto siriano e il susseguente calo del 2014-16) e la stasi nelle vendite al dettaglio a causa di bassi livelli salariali, alla base anche delle recenti proteste.

In questo scenario non particolarmente positivo, contrasta nettamente il dinamismo del settore turistico, da sempre preziosa fonte di valuta e posti di lavoro. Nel 2019 continua la crescita del numero di presenze (4,1 milioni nei primi 9 mesi del 2019, pari a +7% rispetto al 2018) e del tasso di occupazione alberghiera (che ha portato ad un generale aumento dei prezzi), in gran parte grazie allo sviluppo delle tratte “low cost” con UE e Russia.

L’export giordano continua a dipendere in maniera importante dalle industrie estrattive (fosfati, potassio) e dei lavorati di queste industrie (fertilizzanti), che registrano una domanda anelastica rispetto ai conflitti regionali (il settore cresce globalmente del 9%) e che, non a caso, continuano a registrare positive performance anche nell’ultimo periodo, soprattutto grazie alla clientela asiatica. L’agricoltura rimane marginale rispetto al complesso del PIL giordano (2,7%) a fronte del principale contributo in termini di valore costituito dal terziario commerciale, finanziario-assicurativo e immobiliare, che vale circa il 23% del prodotto. Le stime di crescita per quest’anno, in raffreddamento all’1,8% rispetto al 2% dell’anno scorso, sono date dai principali osservatori come costanti nel 2020 (2%) ma, come gia’ segnalato, inferiori al tasso di crescita della popolazione residente (2,2-2,3%). Salvo shock esogeni le previsioni di crescita del Paese non vanno oltre il 3% nell’orizzonte del 2024.

Nel secondo quadrimestre del 2019 il tasso di disoccupazione ufficiale ha superato il 19%, colpendo in misura particolare i giovani e le donne. Tra i provvedimenti allo studio del Governo resta la possibilità di incentivare le assunzioni di personale locale, anche per far fronte alla pressione sui salari dovuta all’aumento del numero di lavoratori migranti.

Sintomo del rallentamento dell'economia, il tasso di inflazione nei primi otto mesi del 2019 si è gelato a +0,8% dopo che nel 2018 l'indice aveva chiuso l'anno al 4,5%, in prevalenza per l’aumento del prezzo del petrolio e di tutte le materie prime.

Nel settembre 2018 il debito pubblico giordano ammontava al 96,2% del PIL, in aumento di oltre due punti rispetto ad un anno prima. Nel periodo gennaio-ottobre 2018 la bilancia commerciale giordana ha registrato un leggero miglioramento dell'1,5%, in conseguenza all’aumento delle esportazioni che ammontavano, nei primi dieci mesi dell'anno, a 10,65 miliardi di euro rispetto ai 4 miliardi di euro di esportazioni. Tra queste ultime prevalgono i fertilizzanti, il potassio e prodotti tessili (in trend positivo), i prodotti agricoli, farmaceutici e i fosfati (in trend negativo).

La Giordania si posiziona al 64° posto del Global Competitiveness Report (GCR), con un indice di competitività di 4.23 (scala da 1 a 7). Il limitato incremento dei programmi di investimenti dall’estero è connesso all’instabilità regionale, all’incertezza legislativa e alle misure di austerità adottate dal Governo, che hanno ridotto la competitività di alcuni beni e servizi prodotti nel mercato interno. Il flusso di investimenti esteri diretti in Giordania ha raggiunto nei primi dieci mesi del 2018 circa 380 milioni, registrando un calo del 56,4% rispetto all’anno precedente. 

Ultimo aggiornamento: 22/10/2019^Top^
Scheda di Sintesi   Scheda di Sintesi in PDF   Rapporto in PDF   Stampa PDF personalizzato   Rapporto sul turismo in PDF

 

Perché GIORDANIA Outlook politico Outlook economico Competitività e Business Environment Accesso al credito Rischi Rapporti con l'Italia Turismo Strumenti utili per le imprese Link utili

 

Tutti gli Highlights Tutti gli approfondimenti Tutte le attivita promozionali Tutte le opportunità d'affari

 

Ambasciata d'Italia

Contatta la rete diplomatica in GIORDANIA

AMBASCIATA AMMAN