Politica interna (UCRAINA)

Nel corso degli ultimi undici mesi la politica ucraina ha subito nel suo complesso profonde trasformazioni . Alla fine dello scorso febbraio, dopo le prolungate, violente proteste anti-governative scoppiate nella seconda metà del novembre 2013 a seguito della mancata firma da parte dell’Ucraina dell’Accordo di Associazione con l’UE, il Presidente Yanukovich è stato estromesso dal potere, riparando all'estero, e il Parlamento (Verkhovna Rada) ha conferito la fiducia ad un nuovo Esecutivo,  presieduto da Arseniy Yatseniuk. La Rada ha quindi votato il ritorno alla Costituzione del 2004, la quale prevede un maggiore equilibrio nella distribuzione dei poteri tra le Istituzioni, mitigando cosi le prerogative presidenziali. In reazione agli eventi di febbraio e alle prospettive, ventilate da taluni componenti della nuova Dirigenza di Kiev, che l'Ucraina potesse aderire a UE e NATO, nel successivo mese di marzo la Federazione Russa ha unilateralmente annesso la penisola di Crimea (dove si trova la base navale russa di Sebastopoli), con un gesto tuttora non riconosciuto dalla Comunità internazionale. Nel mese di aprile gruppi armati antigovernativi hanno dato luogo ad una insurrezione su vasta scala nelle Regioni russofone del Donbass (Donetsk e Lugansk, autoproclamatesi indipendenti dall'Ucraina), cui il Governo di Kiev ha reagito lanciando la c.d. "Operazione Antiterrorismo".

Il 25 maggio scorso l'elezione a Presidente di Petro Poroshenko - noto imprenditore e già Ministro nella precedente Amministrazione Yanukovich - ha contribuito a legittimare il nuovo ordine politico, dinanzi al quale si è posta la problematica, oltre a quella riguardante le minacce all'integrità del Paese, delle riforme istituzionali e politiche da attuare con urgenza, in particolare: riforma costituzionale (revisione della distribuzione dei poteri e decentramento amministrativo, in primis), lotta alla corruzione, rilancio della crescita economica (normativa sui contratti pubblici). Ciò anche alla luce delle drammatiche condizioni economico-finanziarie in cui il Paese si trova, che lo pongono in una situazione di sostanziale fallimento, evitato solo in virtù degli aiuti finanziari erogati dai Paesi che sostengono Kiev e dalle Istituzioni Finanziarie Internazionali. Queste ultime, in particolare, hanno condizionato l'erogazione dei finanziamenti promessi all'introduzione delle suddette riforme da parte del Governo ucraino.

In tale quadro, il 5 settembre scorso si è assistito alla firma del “cessate il fuoco”, nell'ambito del Gruppo di Contatto Trilaterale coordinato dall'OSCE e con la partecipazione di Ucraina e Russia. L'accordo, ribadito in un memorandum del successivo 19 settembre, starebbe attualmente producendo i suoi effetti, determinando una riduzione nell'intensità dei combattimenti nel sud-est dell'Ucraina, nonostante sporadiche violazioni del cessate-il-fuoco. Secondo le Nazioni Unite, nel conflitto sono state finora  uccise più di 2.600 persone e ne sono state sfollate circa 1 milione.

Infine, a più di un mese di distanza dalle elezioni parlamentari del  26 ottobre, il 2 dicembre, la Verkhovna Rada ha approvato un nuovo governo guidato dal riconfermato primo ministro Arsenij Yatsenyuk.  Un’ importante innovazione è rappresentata dalla nomina di tre ministri non nativi, che vanno a coprire posti chiave:  la cittadina statunitense Natalia Jaresko, ministro delle Finanze, il  georgiano Aleksandr Kvitashvili, ministro della Salute e la lituana Aivaras Abromavicius, ministro dell'economia.  La cittadinanza ucraina è stata concessa ai nuovi ministri con decreto del presidente ucraino per consentirne la nomina. Il fatto che la formazione del nuovo governo abbia richiesto più di un mese di trattative, si spiega con la presenza di differenze all'interno della nuova coalizione pro-UE. L'Ucraina ha ora una legislatura a larga maggioranza filo-occidentale ed il governo forse più professionale nella sua storia post-indipendenza, con tre specialisti nati all'estero. Ma i dubbi restano sul funzionamento del Parlamento e del governo, in cui una nuova generazione  più tecnocratica ed idealista si troverà  ad affrontare  conflitti con quelli orientati alla conservazione del vecchio sistema.

 

Ultimo aggiornamento: 10/02/2015^Top^
Scheda di Sintesi   Scheda di Sintesi in PDF   Rapporto in PDF   Stampa PDF personalizzato

 

Perché UCRAINA Outlook politico Outlook economico Competitività e Business Environment Accesso al credito Rischi Rapporti con l'Italia Turismo Strumenti utili per le imprese Link utili

 

Tutti gli Highlights Tutti gli approfondimenti Tutte le attivita promozionali Tutte le opportunità d'affari

 

Ambasciata d'Italia

Contatta la rete diplomatica in