Politica interna (TURCHIA)

Il Partito Giustizia e Sviluppo (AKP) è al potere in Turchia dalle elezioni politiche del novembre 2002. Il leader dell’AKP Recep Tayyip Erdoğan è stato Primo Ministro di Turchia dal 2003 fino al 2014, quando è diventato Presidente della Repubblica, il primo eletto a suffragio universale.

Il 24 giugno 2018 Erdogan è stato rieletto Presidente della Repubblica al primo turno con il 52,4% dei voti, in un'elezione che ha visto un'alta partecipazione (87%) degli aventi diritto. Il 9 luglio si è insediato il nuovo Esecutivo.

Alle contestuali elezioni politiche il suo partito AKP (Diritto e Giustizia) ha ottenuto il 42,3% dei voti. Le altre principali forze politiche rappresentate attualmente nel Parlamento turco (TBMM) sono i repubblicani del CHP (22,8%), i nazionalisti del MHP (11,2%), il partito filo-curdo HDP (11,5%) e il Buon Partito o Iyi Parti (10.1%).

Con le elezioni del giugno 2018 è entrata in vigore la nuova Costituzione e la Turchia è diventata una repubblica presidenziale a seguito del referendum confermativo del 16 aprile 2017 che ha avallato, con il 51,3% di voti favorevoli, la legge costituzionale che ha modificato la struttura di governo.

Il prossimo appuntamento elettorale sono le elezioni amministrative, previste avere luogo il 31 marzo 2019, quando saranno rinnovati tutte le autorità locali (villaggi, città, provincie metropolitane).

Si ricorda che nella notte del 15 luglio 2016 ha avuto luogo un tentativo di colpo di Stato militare da parte di nuclei minoritari di aviazione e esercito, conclusosi in poche ore, quando il governo e le forze militari e di polizia non aderenti al golpe hanno ripreso le redini del potere. Il numero delle vittime è stimato tra 238 e 246. Il Presidente e il governo hanno attribuito la responsabilità del golpe al network del predicatore Fethullah Gülen, indicato dalle autorità turche quale organizzazione terroristica (FETÖ). Per contrastare le sue ramificate articolazioni il Governo ha decretato lo stato di emergenza (piu’ volte rinnovato fino al 18 luglio 2018) adottando una serie di misure eccezionali, con arresti, epurazioni sotto forma di sospensione e allontanamenti dal pubblico impiego dei sospetti affiliati e dei loro presunti simpatizzanti, chiusura di media e arresti di giornalisti. Altro tema prioritario nelle dinamiche politiche interne è la lotta al Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), direttamente collegata alla irrisolta questione curda. Dopo la positiva fase del “processo di soluzione” (2013-2015) si è assistito ad un inasprimento degli scontri armati tra le forze di sicurezza turche ed i curdi, soprattutto nelle città del Sud-Est del Paese.

Ultimo aggiornamento: 19/02/2019^Top^
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