Politica interna (LETTONIA)

Il 2 giugno 2011 il Parlamento unicamerale lettone (Saeima) aveva eletto, con 53 voti su 100, Andris Berzins quale nuovo Presidente della Lettonia (entrato in carica l’8 luglio 2011). Le elezioni legislative anticipate del 17 settembre 2011 (le elezioni generali avranno luogo a ottobre 2014) avevano registrato il superamento della soglia di sbarramento del 5% da parte di soli 5 partiti e la vittoria del partito di centro-sinistra della minoranza “russofona” Centro per la Concordia, che aveva conquistato la maggioranza relativa (28,4%, 31 seggi). Il Partito delle Riforme dell'ex Presidente Zatlers era diventato la seconda forza politica (20,8%, 22 seggi); in calo l’Unità del Primo Ministro Dombrovskis (18,8%, 20 seggi) e l’Unione dei Verdi e degli Agricoltori (12,2%, 13 seggi). In crescita il blocco nazionalista dell’Alleanza Nazionale (13,9%, 14 seggi). Affluenza alle urne di appena il 58,8%, la più bassa dal riacquisto dell'indipendenza.

Dopo la rielezione il 18 ottobre a Presidente della Saeima, con 51 voti su 100, della Sig.ra Solvita Aboltina dello stesso partito Unità di Dombrovskis, il Parlamento aveva, con 57 voti su 100, votato il 25 ottobre 2011 la fiducia al Governo di centro-destra (Unità, Partito delle Riforme, Alleanza Nazionale) guidato dallo stesso Valdis Dombrovskis.  Egli aveva indicato, quali priorità del Governo, il completamento del programma di assistenza finanziaria concordato con il Fondo Monetario e con la Commissione Europea, il perseguimento di una crescita economica stabile e sostenibile, la riforma della spesa sociale per far fronte ai negativi andamenti demografici e il rafforzamento dello stato di diritto. Nel dilemma fra rigore e crescita Dombrovskis era sempre stato convinto fautore del primo, sostenendo che la crescita economica avrebbe potuto innescarsi solo a riconquistata stabilizzazione finanziaria. Egli resta il principale artefice dell’avvenuto ingresso della Lettonia nell’Eurozona, il 1° gennaio 2014, quale 18° Stato dell’UE (e 2° dei Baltici dopo l’Estonia nel 2011), nove anni esatti dopo l’adesione al meccanismo di cambio ERM2 fra Lats e Euro. Un obiettivo che l’ex-Primo Ministro era andato perseguendo con tenacia e determinazione, prima attraverso la difficile gestione e il superamento della drammatica crisi del triennio 2008-2011 (che vide il PIL ridursi del 25%) grazie alla recuperata stabilità economico-finanziaria, poi con l’avvio dal 2012 di una nuova fase di crescita (che alla fine dello stesso 2012 ha registrato un incremento del PIL del 5,6%, il più alto di tutta l’Unione Europea).

Il 27 novembre scorso, al termine di un lungo colloquio con il Presidente Berzins, il Primo Ministro ha improvvisamente rassegnato le dimissioni. Nelle sue prime dichiarazioni molti i riferimenti espliciti alla tragedia della settimana precedente al supermercato “Maxima” di Riga (ove il crollo del tetto ha causato 54 morti e decine di feriti) e piena assunzione di responsabilità politica per l’accaduto, pur se altri elementi inducono a ritenere che Dombrovskis, il cui Gabinetto era da settimane scosso da una crescente situazione conflittuale con la destra di “Alleanza Nazionale” e con l’”Unione dei Verdi e degli Agricoltori”, abbia dovuto cedere ad una manovra diretta ad allargare l’area di Governo alla stessa “Unione dei Verdi e degli Agricoltori”, assicurando nel contempo un’ampia maggioranza di due terzi del Parlamento a favore del nuovo Governo.

Il 6 gennaio, il Presidente Berzins ha incaricato l’ex-Ministro dell’Agricoltura, Sig.ra Laimdota Straujuma, designata dal partito di Dombrovskis “Unità”, di formare un nuovo Esecutivo. Il nuovo Governo della Lettonia, di centro-destra come il precedente, ma formato da quattro, anziché tre, dei cinque partiti rappresentati in Parlamento, ha ottenuto la fiducia alla Saeima con 64 voti a favore, 27 contrari e 2 astensioni e si è insediato formalmente il 22 gennaio 2014.

Ultimo aggiornamento: 26/03/2014^Top^
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