Politica interna (FINLANDIA)

Le elezioni del 14 aprile 2019 offriranno, con ogni probabilità, un panorama parlamentare ed una coalizione di maggioranza significativamente differenti dal quadro attuale.

Le elezioni del 19 aprile 2015 avevano segnato la vittoria dei 2 maggiori partiti precedentemente all´opposizione: il Partito di Centro (21,1%dei voti/49 seggi), divenuto primo partito del Paese, ed il Partito dei Veri Finlandesi (17,6%/38 seggi), secondo partito. La consultazione segnò in calo il Partito della Coalizione Nazionale (18,2%-37 seggi) e, in maniera più significativa, il tracollo del  Partito Socialdemocratico (16,5%/34 seggi), vero sconfitto delle politiche 2015. Tra i partiti minori, ottimo risultato dei Verdi (8,5%/15 seggi) ed ridimensionamento dell’Alleanza di Sinistra (7,1%/12 seggi). Ne emerse un Governo a maggioranza tripartita, in netta discontinuità rispetto alla formazione del precedente esecutivo. Guidato dal leader del Partito di Centro (partito storico di impostazione moderata e tradizionalmente vicino alla Finlandia rurale e dei piccoli centri), Juha Sipilä (entrato in politica solo nella passata legislatura dopo una brillante carriera nel settore privato (ingegnere e imprenditore di successo; settori: elettricità e IT).

Ne fanno parte anche il Partito della Coalizione Nazionale (centro-destra con connotazioni liberali e europeiste) del Ministro delle Finanze, Petteri Orpo, ed il movimento “Riforma Azzurra” (17 deputati) del Ministro degli Esteri Soini, nato dalla scissione dei Veri Finlandesi dopo elezione a Presidente di quest’ultimo dell’eurodeputato Jussi Alla-aho, noto per le sue posizioni xenofobe e di estrema destra. Il cambio ai vertici del Partito ne hanno prodotto l’uscita dal Governo, che al momento ha una maggioranza di soli 102 voti su 200 disponibili (i componenti della maggioranza sono 103. Tale margine ha avuto ricadute, soprattutto rispetto alle scadenze politiche più impellenti, tra cui, la riforma del sistema sanitario e sociale, tema controverso che ha generato tensioni, tuttora non approvato).

Obiettivo prioritario del governo è stato quello di rilanciare la crescita e l´occupazione (il PIL, in flessione tra il 2012, solo nel 2015 ha dato segnali di ripresa, confermata a ritmi superiori alla media europea nel 2016,2017,2018) attraverso riforme strutturali e tagli alla spesa pubblica. Con l’obiettivo di assicurare recuperi di produttività e competitività nei settori chiave dell’industria finlandese (IT, servizi, agroalimentare), il Governo Sipilä ha promosso un ridimensionamento dello Stato sociale, il prolungamento della vita lavorativa (dal 2017, i limiti per la pensione di vecchiaia aumentano di 3 mesi ogni anno, per passare da 63 anni a 65 entro il 2025), un´accresciuta mobilità del lavoro nonché incremento e riqualificazione degli incentivi all’impresa, con politiche di sostegno all’internazionalizzazione. Sipilä ha favorito il coinvolgimento delle parti sociali nel negoziato di un “accordo di competitività” che permettesse  di avviare le riforme attraverso la concertazione, piuttosto che tramite misure unilaterali. Attraverso un percorso accidentato, si è giunti nel marzo 2016 ad un primo accordo, seguito in giugno dalla sua adozione da parte della maggioranza dei sindacati, a livello centrale e decentrato, con validità triennale (l’intesa è in scadenza nel 2019). L’azione di governo ha tuttavia incontrato crescente resistenza nell’elettorato, che, dai sondaggi, si è tradotta in una progressiva erosione di consensi. Al calo di consensi del Partito di Centro si è contrapposta la crescita significativa del Partito Socialdemocratico, grande sconfitto delle elezioni 2015 e al momento favorito dai pronostici su quelle previste per il 14 aprile 2019. Ciò indica, verosimilmente, una diffusa contrarietà dell’elettorato alla misure di liberalizzazione del mercato del lavoro e di contenimento della spesa pubblica. In controtendenza rispetto ai due alleati di governo, il partito della Coalizione Nazionale – dato anch’esso in crescita dalle indagini demoscopiche - appare invece essersi giovato degli indirizzi dell’esecutivo, nella misura in cui l’azione del governo gli ha permesso di valorizzare le proprie credenziali presso l’elettorato di ispirazione liberale/conservatrice. L’azione di governo e la sua tenuta sono indeboliti dalle difficoltà incontrate nel promuovere l’approvazione delle riforme dei servizi socio-sanitari e degli enti locali, fortemente volute dal Partito di Centro.

Ultimo aggiornamento: 13/02/2019^Top^
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