Politica interna (BOSNIA ED ERZEGOVINA)

A vent'anni dal conflitto civile e dopo aver realizzato significativi progressi verso la stabilizzazione, la BiH sperimenta un'intricata situazione politico-istituzionale. Anche a seguito delle più recenti elezioni del 2014, la Federazione (croato-musulmana) di BiH, e per certi versi la stessa sfera dello Stato, continuano a registrare delicati equilibri politici; lo stesso puo' dirsi per la Repubblica Sprska (serba), dove tuttavia la struttura istituzionale si presenta meno problematica. Tutto cio' condiziona negativamente la capacita' di Sarajevo di condurre a buon fine i suoi obiettivi prioritari di avvicinamento all'UE ed alla NATO.

La necessità di porre mano a riforme costituzionali che permettano di semplificare la complessa struttura amministrativa del Paese, retaggio degli Accordi di Dayton del 1995, è riconosciuta dall'intero spettro istituzionale del Paese, sebbene con sfumature e sensibilità diverse a seconda dei partiti e del gruppo etnico di riferimento (bosniacchi, croati, serbi); tali divergenze di posizioni si sono radicalizzate negli ultimi anni.

Un traguardo importante è stato raggiunto nel dicembre 2010 con la liberalizzazione dei visti Schengen. Tale sviluppo era molto atteso anche da parte degli operatori economici, in ragione dei suoi evidenti benefici nel facilitare gli scambi commerciali ed i contatti d'affari con i partner comunitari.

Alcuni progressi nel percorso di avvicinamento all'Europa si sono registrati nella prima meta' del 2015. Alla luce del rinnovato impegno di tutti i livelli di governo sul terreno delle riforme- necessarie a far uscire il paese da un prolungato stallo socio-economico e ad allinearlo progressivamente alle normative europee- il 1 giugno e' entrato in vigore l’Accordo di Stabilizzazione e Associazione con l'Unone Europea. L’attivazione dell’Accordo significa lo sblocco della strada verso la candidatura  all’Unione Europea, che dipenderà da concreti progressi nella realizzazione delle riforme piu' urgenti nei settore del lavoro, sanità, educazione, sociale, la formazione di un’economia di mercato funzionale, il rafforzamento dello stato di diritto e delle capacità amministrative.

La formazione di un meccanismo di coordinamento efficace resta fondamentale per un’interazione di successo per la futura adesione all’UE.

Ultimo aggiornamento: 18/09/2015^Top^

 

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