Politica interna (SUDAN)

Dopo lunga attesa, il 12 maggio u.s. e' stata annunciata in Sudan la formazione di un nuovo Governo "di accordo ed unita'nazionale", esito del processo di Dialogo Nazionale conclusosi a fine 2016, a due anni circa dall’avvio. La nuova compagine e’ il risultato di un processo negoziale oltremodo complesso, che ha coinvolto un elevato numero di attori politici, partiti, movimenti ed ex esponenti di gruppi ribelli, in un esercizio di ridefinizione non solo della composizione dell'esecutivo federale, ma anche dei governi statali, nonche' di seggi aggiuntivi nei parlamenti sia centrale che statali.

Il Consiglio dei Ministri ha quindi definito le proprie priorita' di azione, che includono: fine dei combattimenti e rafforzamento del processo di pacificazione in corso; miglioramento della situazione dei diritti umani e delle liberta' nel Paese; riforme istituzionali evidenziate nelle raccomandazioni esito del Dialogo Nazionale; miglioramento della situazione economica del Paese.

Si attendono ora quindi la redazione di una nuova costituzione, la definizione della nuova legge elettorale (per le consultazioni del 2020, orizzonte temporale cui l’attuale esecutivo tende) e una generale revisione della legislazione ordinaria.

Le negoziazioni per la pacificazione del Darfur e delle cd. due aree (Blue Nile e Sud Kordofan) continuano, in due track negoziali distinti, entrambi facilitati dal Panel di Alto livello dell’Unione africana guidato dall’ex Presidente sudafricano Thabo Mbeki.

Vi sono stati alcuni sviluppi, soprattutto in relazione agli sforzi del Governo sudanese per facilitare la distribuzione di aiuti umanitari nelle aree del Darfur, del Sud Kordofan e del Blue Nile (attraverso la creazione di corridoi, nel contesto piu’ ampio del negoziato bilaterale Sudan/USA) e ad alcuni adeguamenti legislativo/istituzionali. Non mancano tuttavia al contempo criticita’, legate soprattutto alla riduzione dello spazio di operativita' lamentato dalla societa' civile, alla perdurante attivita' di censura della stampa e dei media locali, nonche’ a un quadro legislativo che lascia ancora margini di operativita’ molto ampi agli apparati di sicurezza.

Il regime sanzionatorio unilaterale statunitense e’stato sospeso temporaneamente, nel quadro di una piu’ ampia negoziazione bilaterale. Laddove le condizioni poste siano rispettate, dovrebbe seguirne una rimozione effettiva nei prossimi mesi, con una successiva normalizzazione delle relazioni non solo economico-finanziarie. Il Sudan resta tuttavia ancora incluso nella lista statunitense dei Paesi che supportano il terrorismo.

Ultimo aggiornamento: 17/08/2017^Top^

 

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