Politica interna (MAROCCO)

Il Marocco, rappresenta una positiva eccezione alla complessa evoluzione della Primavera Araba, avendo efficacemente avviato nel 2011 un processo di riforma costituzionale, che ha favorito il rafforzamento del sistema democratico, sia sotto il profilo istituzionale che politico senza incidenti o violenze di rilievo. A questo risultato hanno contribuito il solido e speciale legame che il Re intrattiene con la popolazione, in virtù del suo ruolo di “Comandante dei credenti” per la sua discendenza dal Profeta Maometto, e la capacità dell’Islam politico marocchino di concorrere ad una graduale evoluzione del sistema politico. Secondo l’ordinamento politico dello Stato, il Sovrano presiede il Consiglio dei Ministri, nomina il Capo del Governo e i cosiddetti Ministri “di sovranità”, (Esteri, Interno, Giustizia e Affari Islamici) ed è a capo delle Forze Armate. Il Parlamento è composto da due Camere: la Camera dei Rappresentanti e la Camera dei Consiglieri.

Il 7 ottobre 2016 hanno avuto luogo le elezioni legislative per il rinnovo della Camera dei Rappresentanti, che si sono svolte in un clima pacifico e in maniera complessivamente trasparente e regolare. Uno dei principali dati politici di queste elezioni legislative è il rafforzamento del partito “Giustizia e Sviluppo” (PJD), al quale gli elettori marocchini hanno rinnovato la fiducia dopo l'esperienza di cinque anni di governo. Ciò conferma il trend in ascesa del partito islamista, passato dai 46 seggi del 2007, ai 107 del 2011, ai 125 di oggi. Il PJD ha visto crescere il proprio consenso non solo nelle grandi città, principali fonti di voto, ma anche negli ambienti rurali, grazie ad una crescente rete di votanti. Le elezioni hanno messo in evidenza due fenomeni del panorama politico del Marocco: una progressiva diminuzione del numero dei partiti presenti in Parlamento (attualmente 12), con la parallela crescita dei due principali partiti – PJD e PAM – e un basso tasso di affluenza alle urne, che risulta essere il secondo più basso nella storia del Paese (solo nel 2007 se ne registrò uno inferiore).

Dopo ripetuti tentativi di formare un nuovo esecutivo, il 17 marzo 2017 Re Mohammed VI ha revocato l’incarico al premier uscente, Abdellilah Benkirane, per affidarlo a Saâdeddine El Othmani. Il 5 aprile 2017, è stato raggiunto l’accordo per la formazione del nuovo esecutivo (PJD - Giustizia e Sviluppo), che ha prestato giuramento nella stessa data di fronte al Re Mohammed VI e il 26 aprile 2017 ha ottenuto la fiducia del Parlamento.

Ultimo aggiornamento: 28/02/2018^Top^
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