Politica economica (SERBIA)

La Serbia, paese candidato all’adesione all’Unione Europea da marzo 2012 e candidato ufficiale dal 2014, beneficia per il periodo 2014-2020 di indicativamente 1.539,100 euro di fondi europei dedicati ai seguenti settori prioritari: democrazia e governance, stato di diritto e diritti fondamentali, ambiente e azione per il clima, trasporti, energia, competitività e innovazione, educazione, occupazione e politiche sociali, agricoltura e sviluppo rurale.  

Ultimi sviluppi

Tra le priorità dell’esecutivo Brnabic, si ricordano la riduzione della spesa pubblica e la crescita economica attraverso un ridimensionamento degli impiegati pubblici e degli stipendi statali. Tra gli altri focus del governo, l’interesse nell’utilizzo delle nuove tecnologie e l’informatizzazione della pubblica amministrazione e del settore educativo. Diverse, ma ancora insufficienti, le privatizzazioni di imprese. Nella prima metà di febbraio 2020, il capo ufficio del Fondo Monetario Internazionale in Serbia, Sebastian Sosa, ha rilevato un ritmo lento nell’adozione e nell’implementazione delle riforme delle compagnie statali attive in settori strategici in Serbia. Le maggiori sfide della Serbia nell'attuazione delle raccomandazioni del FMI rimangono le riforme della più grande azienda statale, la Electric Power Industry of Serbia (EPS), che sono iniziate già nel 2014.

In questo contesto il processo di adesione alla UE si dimostra essenziale: su un totale di 35 capitoli negoziali 18 sono finora quelli aperti nei negoziati con Bruxelles, di cui due provvisoriamente chiusi (dati di febbraio 2020).

Sul piano macroeconomico, positivi sono stati i risultati delle riforme finora intraprese, in particolare:

  • I fondamentali macroeconomici  sono solidi e la stabilità è stata preservata;
  • Si è realizzato un surplus di bilancio;
  • Il costo dei finanziamenti alle PMI è diminuito;
  • La disoccupazione è diminuita.

Aspetti ancora da migliorare:

  • Lo Stato ha ancora una forte impronta nell'economia;
  • Le riforme strutturali della pubblica amministrazione, autorità fiscali e imprese statali (SOE) avanzano lentamente, prolungando inefficienze di vecchia data;
  • Il tasso di disoccupazione giovanile nel 2019 è leggermente aumentato dell’1,6% rispetto al 2018;
  • Il settore privato è sottosviluppato e ostacolato da debolezze nello stato di diritto;
  • La qualità e rilevanza dell'istruzione e della formazione non corrisponde pienamente alle esigenze sociali ed economiche;
  • Gli investimenti sono stati consistenti ma rimangono insufficienti  per colmare le lacune infrastrutturali;
  • Nonostante alcuni miglioramenti, le PMI si trovano ancora ad affrontare una serie di problemi e sfide, tra cui un ambiente di business volatile e una marcata concorrenza sleale.
Ultimo aggiornamento: 11/02/2020^Top^

 

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