Politica economica (ROMANIA)

Il tasso di crescita dell’economia romena ha subito nel 2018 un rallentamento passando dal 6,9% (registrato nel 2017), al 4,2%, (variazione su base annua registrata nella prima metà del 2018), dovuto principalmente alla diminuzione della crescita dei consumi privati e al contributo negativo delle esportazioni nette. Secondo l’analisi della Banca Nazionale della Romania il dato, tuttavia, non è del tutto negativo perchè se da un lato rappresenta un raffreddamento dell’attività economica rispetto all’anno precedente, dall’altro riporta la crescita del PIL al suo potenziale riducendo il gap di produzione e rendendola più sostenibile.

La politica economica della Romania è stata caratterizzata dal 2009 al 2015 da interventi strutturali nell’ambito dei programmi UE-FMI che miravano alla riforma del settore statale e parastatale, del mercato del lavoro, alla riduzione degli ostacoli burocratici e a una maggiore efficienza nell’utilizzo dei fondi UE.

A partire dal 2015 sono state realizzate varie misure di tipo espansivo sul piano fiscale con tagli dell’aliquota ordinaria dell’Iva dal 24% al 19% e per i prodotti alimentari (escluse bevande alcoliche e tabacco) dal 24% al 9%, e innalzamenti degli stipendi minimi e delle pensioni minime. Anche l’attuale esecutivo socialdemocratico sta adottando un programma di tipo espansivo per il biennio 2019-2020. In conseguenza di tali politiche, le proiezione della CE prevedono per il 2018 un deficit, in assenza di correzioni, del 3,3% del Pil, dal 2,9% del 2017, e del 4,7% nel 2020.

Il salario lordo nel settore pubblico è aumentato nel 2018 del 25%, ma l’aumento è stato parzialmente compensato dal trasferimento a carico dei dipendenti di una parte degli oneri contributivi sanitari e pensionistici.

Per quanto riguarda l’assorbimento dei Fondi UE la Romania è un paese beneficiario netto con un ammontare pari a 32 milioni di euro. Nei primi sette mesi del 2018 la Romania ha beneficiato di 2,7 milioni di euro. Per l'esercizio 2014-2020 il tasso di assorbimento dei fondi comunitari è stato pari a circa il 26%.

Con riferimento agli interventi di politica monetaria, la Banca Nazionale della Romania (BNR) opera in un regime di variazione del target di inflazione del 2.5% (+ o – 1 punto percentuale). Il tasso di sconto che nel 2015 aveva raggiunto il suo minimo storico dell’1,75%, a causa delle spinte inflazionistiche è stato successivamente aumentato fino al 2.5%. All’inizio del 2019 quest'ultimo non è stato variato ulteriormente grazie al rallentamento del tasso di inflazione registrato nell’ultimo quadrimestre del 2018. Secondo le più recenti stime della Banca Nazionale, il tasso di inflazione nel 2018 si dovrebbe attestare al 3,5%, nel 2019 al 3% e nel 2020 al 3,1%.

In tema di tasso di cambio la BNR continua a fornire supporto alla moneta romena che ha subito pressioni al ribasso all’inizio del 2019 a seguito del riaccendersi delle tensioni politiche interne. Attualmente (marzo 2019) il tasso di cambio è quotato a circa euro 1: RON 4,7. 

 

Ultimo aggiornamento: 06/03/2019^Top^

 

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