Politica economica (PAESI BASSI)

Nel terzo trimestre del 2014 i Paesi Bassi sono ufficialmente usciti dalla recessione che, a fasi alterne, ha interessato la loro economia dal 2008. Tale risultato è dovuto ad alcuni mirati interventi del Governo sul lato dell’offerta (riforme strutturali volte al miglioramento del “business climate”) e sul lato della domanda (politica fiscale restrittiva, grazie soprattutto alla riduzione della spesa pubblica, centrale come periferica, combinata alla politica monetaria espansiva posta in essere dalla Banca Centrale Europea). Pertanto, le aspettative economiche sono tornate al segno positivo nel consolidato del 2014 (con crescita del 3,1% nel 2017). In ambito monetario, i Paesi Bassi esprimono valutazioni sfumate rispetto alla politica monetaria espansiva della Banca Centrale Europea, dal momento che la Banca Centrale Olandese (DNB) si è pronunciata contro il programma di Quantitative Easing della BCE.

La politica economica dei Paesi Bassi, ed in particolare quella del Governo Rutte, è improntata al mantenimento di alti standard di efficienza del proprio sistema economico, votato alle esportazioni, alla conquista dei mercati internazionali in settori diversificati ed ad alto contenuto di tecnologia e capitale. Tale obiettivo è raggiunto mediante una collaborazione continua fra gli attori pubblici (Ministero per gli Affari Economici, Ministero delle Finanze) e privati dell’economia (manager, parti sociali, associazione degli industriali) e mediante la creazione delle precondizioni per il settore economico (alti investimenti in ricerca e sviluppo, nel sistema infrastrutturale assai integrato, nella formazione del personale, oltre a standard giuridici certi e, al contempo, all’attrattività fiscale).

Al Prinsjesdag del 19 settembre 2017 il Ministro delle Finanze uscente, Jeroen Dijsselbloem, ha presentato agli Stati Generali il progetto della Legge di Bilancio 2018 (c.d. ‘Miljonennota’), i cui contenuti sono stati parzialmente emendati a novembre a causa dell’entrata in funzione del nuovo Governo. Infatti la versione originale della Miljonennota aveva la particolarità di essere stata presentata da un esecutivo uscente, in cui il secondo partito non era rappresentato nella coalizione dell’esecutivo entrante. Anche quest’anno l’esecutivo dimostra la massima aderenza al tradizionale pensiero macroeconomico olandese, di cui Dijsselbloem è convinto alfiere, incentrato su consolidamento di bilancio, politica fiscale restrittiva e sostegno all’economia tramite manovre espansive sul lato dell’offerta aggregata. Il Ministro ha valorizzato i risultati economici dell’esecutivo, evidenziando come i Paesi Bassi, grazie all’azione dei due Governi Rutte dal 2010 in poi, siano brillantemente usciti dalle fasi più difficili della crisi economica del 2008-2009. In particolare, egli ha evidenziato il risultato di una durevole e sostenibile crescita economica a fronte di un consolidamento del bilancio che ha riportato il debito pubblico ai livelli pre-crisi. Fra le misure annunciate, le principali sono un aumento strutturale di 116 milioni di Euro alla sicurezza, tra cui fondi extra per rafforzare la sicurezza informatica e la lotta al terrorismo. 75 milioni verranno messi da parte per assicurare, se necessario, la continuita’ dell’amministrazione fiscale e doganale, nonche’ 25 milioni per migliorare le funzioni di controllo dell’Autorita’ olandese per la sicurezza dei prodotti alimentari e di consumo (NVWA). Infine il Governo stanzierà 425 milioni per compensare la perdita del potere d’acquisto dei gruppi piu’ vulnerabili, tra cui lavoratori ma anche pensionati e beneficiari di un sussidio sociale, 270 milioni per migliorare e creare nuovi accordi sulle condizioni di lavoro nell’educazione primaria, ed infine 435 milioni per il potenziamento delle case di cura per anziani.

Dopo il suo insediamento il 26 ottobre 2017, il nuovo Governo Rutte III ha adattato il bilancio 2018 agli orientamenti del nuovo esecutivo di coalizione VVD-CDA, D66-CU.

Ultimo aggiornamento: 25/06/2018^Top^

 

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