Politica economica (MESSICO)

All'inizio del suo mandato, il Presidente Peña Nieto ha stabilito 3 obiettivi di carattere economico-sociale: a) creare un Messico inclusivo e senza povertà; b) più educazione e di migliore qualità; c) crescere per generare un maggior numero di posti di lavoro più qualificati, tramite la stabilità macroeconomica, lo sviluppo, la competitività e la crescita del settore energetico. Per fare questo, il Governo ha approvato nel 2013-2014 una serie di riforme strutturali nei settori istruzione, telecomunicazioni, concorrenza, fiscale, finanziario ed energetico. 

La riforma energetica è considerata la riforma più importante, sia per le implicazioni dirette sulla produttività del settore in Messico sia per gli effetti più indiretti ma altrettanto rilevanti sui costi di produzione industriale e sui consumi. Secondo l’International Energy Agency (IEA), la riforma energetica sosterrà l’efficienza nella produzione petrolifera come di energie rinnovabili e contribuirà a ridurre i livelli di anidride carbonica. A questo proposito, il Governo messicano ha stabilito degli ambiziosi obiettivi in merito all’utilizzo di energie rinnovabili (35% del totale dell’energia utilizzata dal Paese entro il 2024).

Altra riforma particolarmente importante per stimolare il potenziale di crescita del Paese è quella finanziaria, diretta ad agevolare l’accesso al credito per le famiglie e le imprese, con particolare riferimento alle PMI. Il settore creditizio messicano infatti, ancorché presenti un tasso di capitalizzazione molto elevato, è ancora poco sviluppato, rappresentando solamente il 27,7% del PIL in termini di credito concesso al settore privato, tra i tassi più bassi dei paesi OCSE. A gennaio 2018, il livello di credito offerto dalle banche commerciali al settore privato (soprattutto credito al consumo) è aumentato dell’11,7% (fonte: BBVA).

La riforma fiscale è diretta ad aumentare il gettito fiscale messicano, tra i più bassi dell’America Latina, pari al 13,7%, contro il 18,4% registrato in media nel Subcontinente. A tal fine il Governo sta attuando misure di consolidamento fiscale per far fronte all’aumento del rapporto debito/PIL; ciò viene realizzato a partire dal 2013 tramite ingressi fiscali provenienti dall’aumento della base fiscale e la riduzione degli investimenti pubblici.

Positive sono anche le aspettative sulla riforma delle telecomunicazioni, preordinata a facilitare l’accesso a linee di telefonia fissa, mobile, internet e banda larga, che rappresentano - secondo fonti governative - il 3.5% del PIL, rispetto al 3.2% del 2014 e 2% del 2013, per un ammontare di investimenti di 2.482 milioni di dollari al 30 giugno 2017.

A livello di politica monetaria, per far fronte all’inflazione che si attesta a livelli superiori da quelli fissati dalla Banca Centrale (2-4%), la stessa ha imposto una politica restrittiva attraverso l’aumento del tasso di interesse che si attesta al 7,5% (aprile 2018).

Ultimo aggiornamento: 11/05/2018^Top^

 

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