Politica economica (REP. DEM. DEL CONGO)

Dopo un rallentamento a 2,8% nel 2009 a causa della crisi finanziaria internazionale, la RDC ha registrato una crescita economica ininterrotta, con un tasso medio del 7,7% all'anno tra il 2010 e il 2015, un livello ben sopra la media dell'Africa sub-sahariana. Tale andamento riflette la forza degli investimenti minerari e affini, nonostante il rallentamento dell'economia globale e dell’abbassamento della domanda e dei prezzi dei minerali che il Paese esporta. Gli investimenti pubblici hanno anche stimolato la crescita. L'inflazione, che aveva un tasso impressionante di 53% nel 2009, è scesa a 10% nel 2010 e a 3% nel 2012, prima di rimanere circa a 1% nel 2013-2015, grazie all’adozione di politiche fiscali e monetarie prudenti. L'economia della RDC è evoluta a un ritmo costante, con un tasso di crescita di circa 8%, grazie a un aumento degli investimenti e dell'attività nelle industrie estrattive e grazie al contributo di opere pubbliche e del settore terziario, ma conosce dalla fine 2015 un rallentamento. Nel complesso, la crescita del PIL reale formale è rallentato da un valore stimato del 2,2% nel 2016 a 4.2% nel 2018. Il deprezzamento della valuta e l'aumento dei prezzi degli alimenti e del carburante a livello mondiale hanno notevolmente aumentato l'inflazione annua media, da circa 5,7% nel 2016 a 18,3% nel 2017, che supera l'obiettivo del BCC di 4,2%. Fattori simili continuano a spingere i prezzi nel 2018 e si prevede un'inflazione di 10,68%. Le stime della Banca Mondiale confermano che la strategia per sostenere gli investimenti in progetti d’infrastrutture su larga scala, intrapresa dalle Autorità, potrebbe accompagnare n modo rilevante la crescita, a condizione che sia data priorità a progetti ad alto rendimento (trasporti, elettricità). In termini di riforme, il Governo si è impegnato dal 2017 a lavorare a stretto contatto con la Banca Mondiale per sviluppare un meccanismo di miglioramento sistematico della “governance” economica. Hanno anche istituito un meccanismo congiunto per monitorare i progressi nell'attuazione delle riforme. L'obiettivo di queste riforme è di rafforzare la governance e la trasparenza nelle industrie estrattive (settore petrolifero, forestale, minerario) e migliorare il clima aziendale. Nel corso degli ultimi due anni, sono stati compiuti progressi indicativi nell'attuazione di queste misure. Quasi tutti i contratti firmati dal Governo nei settori petrolifero, minerario e forestale sono stati resi pubblici. Il Paese soddisfa i requisiti di trasparenza attraverso la pubblicazione di relazioni periodiche. Tuttavia, nuovi sforzi dovrebbero essere fatti per generalizzare le gare per l'aggiudicazione di contratti per le miniere, il petrolio e le foreste. 

Ultimo aggiornamento: 23/01/2019^Top^

 

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