Politica economica (CINA)

A) Il 12° piano quinquennale per l’economia (2011-2015) è focalizzato sulla continua urbanizzazione finalizzata ad incentivare i consumi interni e sulla ristrutturazione dell’economia nazionale, prevedeva il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione cinese e lo sviluppo di settori industriali caratterizzati dall’utilizzo di tecnologie avanzate e dal rispetto per l’ambiente. L’obiettivo principale è quello di ridurre la dipendenza dalle esportazioni e dagli investimenti quali fonti di crescita, verso politiche che incoraggino maggiormente i consumi interni, a questo fine notevoli sforzi devono essere attuati per aumentare l’occupazione, innalzare i salari, migliorare gli incentivi e incrementare la spesa privata. Il Governo continuerà ad implementare misure finalizzate a ridurre l’inefficienza produttiva, soprattutto delle imprese a partecipazione statale.

B) Il passaggio al 13° piano quinquennale (2016-2020) l’obiettivo sarà la crescita del reddito pro capite fino a raggiungere quota 12.000 dollari Usa pro capite ovvero la cifra che la Banca Mondiale ha individuato per stabilire l’ingresso fra i Paesi sviluppati. Sarà necessario ridefinire un nuovo modello denominato “New normal” per ridurre le esternalità negative e rendere la crescita sostenibile. L’ambiente sarà un elemento chiave e inoltre saranno presi in considerazione i problemi derivanti dall’evoluzione demografica.

C)Le riforme annunciate al Terzo Plenum del XIII Congresso del Pcc: 1) Sistema amministrativo. Andrà verso il ribilanciamento del ruolo dello Stato e del mercato nell’economia e verrà lasciato maggiore spazio alla società civile. 2) Bilancio dello Stato e del sistema fiscale. Il fine è quello di garantire una maggiore copertura e migliorare la trasparenza. 3) Tassazione. Il cambiamento più rilevante sarà lo sviluppo di un sistema fiscale su base locale per finanziare la spesa locale con le singole amministrazioni che saranno dotate di margini di autonomia per definire il livello di imposizione fiscale sui consumi nella propria giurisdizione. 4) Terreni agricoli. Di grande importanza sociale ed economica risulta la riforma della terra mira a mettere a migliore uso i terreni nelle aree rurali che le famiglie non riescono ad utilizzare o non riescono a coltivare in maniera efficiente. 5) Finanza e valuta cinese. Si intende proseguire verso la liberalizzazione del tasso d’interesse, del tasso di cambio della valuta e del conto capitale. La novità sarà la possibilità di costituire (piccole) banche ed istituzioni finanziarie con capitale privato. 6) Imprese e asset di Stato. La riforma di questo settore riguarderà: una più chiara definizione del ruolo delle imprese di Stato, incoraggiamento di capitale misto pubblico e privato con il maggiore ingresso di capitali privati, una maggiore quota dei profitti delle imprese di Stato per sostenere le finanze pubbliche. E' stato deciso un maggiore trasferimento di profitti dalle imprese di Stato (SOE), nonché la creazione di un fondo di sicurezza sociale finanziato con attività statali. La liberalizzazione degli investimenti privati è considerata un importante driver di crescita e di creazione di posti di lavoro.

D) Al Quarto plenum dell’ottobre 2014 il tema principale di questa sessione plenaria del Comitato Centrale è l’implementazione e la promozione dello stato di diritto, seppur con dichiarate clausole di “eccezionalismo” cinese è volta al miglioramento dell’immagine internazionale del Paese per favorire gli investimenti esteri in Cina.

E) “One Belt and One Road” è senza dubbio una delle più interessanti iniziative politiche di Xi Jinping che si riferisce al rilancio della Via della Seta, terrestre e marittima. Questa campagna prevede la realizzazione di corridoi economici dalla Cina all’Europa. In questo piano, ribattezzato da alcuni il “Piano Marshall cinese”, sono previsti ingenti investimenti nei Paesi coinvolti per realizzare le infrastrutture necessarie e per favorire percorsi turistici dedicati. Ha l’obiettivo di accrescere l’integrazione economica regionale fra le Province cinesi e i Paesi confinanti, inoltre è un’opportunità per l’Europa di stabilire un rapporto privilegiato con la Cina.

Ultimo aggiornamento: 26/10/2015^Top^
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