Politica economica (TUNISIA)

Il Primo Ministro Chahed ha messo in cima alle priorità del suo Governo il rilancio dell’economia del Paese attraverso i fondamentali obiettivi di aumento dell’export e l’attrazione di nuovi investimenti diretti esteri. La nuova fase della transizione economica mira al recupero della fiducia degli operatori economici tunisini e stranieri, all’aumento degli investimenti pubblici e privati, e al miglioramento del clima d’affari. Ad aprile 2017, è entrata in vigore una nuova Legge sugli investimenti, con i relativi decreti attuativi dedicati agli incentivi, ai settori liberalizzati, ai tempi di concessione delle autorizzazioni, e all’istituzione dei nuovi organismi di supporto e accompagnamento dell’investitore. L'Esecutivo cerca di portare avanti, seppur in maniera non sempre lineare, le riforme del mercato del lavoro, dei cambi e della sicurezza sociale. Anche il riordino della funzione pubblica resta una delle riforme chiave da attuare per il Governo. Il Fondo Monetario Internazionale ha più volte ribadito la necessità di maggiore celerità nell'implementazione delle riforme strutturali essenziali al contenimento dell’aumento del debito pubblico ed al sostegno alla crescita sostenibile. L’UE ha potenziato l’aiuto finanziario, al fine di rispondere alla crisi economica che attraversa il Paese, da destinare allo sviluppo socio-economico, all'aiuto alle imprese, alla lotta alla disoccupazione, soprattutto giovanile, al contrasto alla corruzione e al contrabbando, conformemente alle priorità del Piano di Sviluppo 2016-2020.

In data 1 luglio 2018, è entrato in vigore l'atteso Decreto n. 417 - che integra la Legge sugli Investimenti dell'aprile 2017 - relativo alla promozione degli investimenti e alla semplificazione amministrativa. Il decreto affranca molte attività economiche dalla necessità di autorizzazione, fondando la nuova impalcatura normativa sul principio della libertà dell'investimento. Restano subordinate ad autorizzazione (cosiddetta "lista negativa") le attività condotte nei seguenti settori: risorse naturali, trasporti, banche e mercato finanziario, industrie inquinanti, sanità, insegnamento, telecomunicazioni e alcune attività commerciali. Il Decreto fissa inoltre i termini tassativi entro cui l'amministrazione è obbligata a rispondere a coloro che richiedono le autorizzazioni. Ancor più significativa è dunque l'introduzione del principio del silenzio-assenso in caso di mancata risposta dell'amministrazione (salvo alcune eccezioni che riguardano sicurezza, difesa nazionale, salute e risorse naturali). Infine, il decreto rafforza il ruolo dell'Autorità Tunisina per gli Investimenti nella gestione delle richieste e nell'accompagnamento degli investitori.

Ultimo aggiornamento: 09/05/2019^Top^
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