Politica economica (ERITREA)

Lo Stato eritreo persegue una politica economica dirigista e protezionista. Se l'interventismo economico limita l'iniziativa privata causandone l'atrofizzazione, il protezionismo e' uno degli ostacoli allo sviluppo del Paese.

Questo rimane infatti sacrificato dalla scarsa disponibilita' e formazione della manodopera, dall'inadeguatezza infrastrutturale e dalla insufficienza dell'approvvigionamento energetico, nonche' dalla scarsa disponibilita' di materie prime e prodotti lavorati e semilavorati i cui costi sono resi esosi dagli elevati dazi doganali.

Lo stato di diritto offre scarse garanzie agli investitori stranieri ed alcuni settori rimangono ad essi preclusi.

I principali obiettivi di sviluppo del Governo sono il miglioramento della rete infrastruttirale, la sicurezza alimentare, l'energia alternativa e l'allargamento dell'accesso dei cittadini ai servizi sociali di base.

Nel 2016 sono state varate una serie di riforme in ambito economico che hanno ristretto in modo considerevole l'accesso al contante da parte di cittadini e imprese. In un paese dove la moneta elettronica non esiste, con tassi di connessione alla rete web più bassi del mondo e all'impossibilità di accedere, per molti eritrei, a forme alternative di pagamento, l'economia ha reagito a tali provvedimenti contraendosi.

La già depressa economia eritrea è stata ulteriormente danneggiata dal peggioramento delle ragioni di scambio delle valute pregiate al mercato nero, determinando una svalutazione delle rimesse economiche dall'estero sulle quali una larga fetta della popolazione fa affidamento per andare avanti.

 

L'Eritrea, pertanto, persegue politiche confuse e antieconomiche. Il mercato eritreo è fortemente penalizzato dalla chiusura da una chiusura de facto delle importazioni e dalla progressiva atrofizzazione del settore privato. Qualunque attività economica deve fare i conti con restrizioni all'accesso al credito, cronica mancanza di materie prime, la sopravvalutazione artificiale del nakfa, la continua mancanza di energia, una burocrazia incomprensibile e l'asfissiante controllo del Governo su ogni attività economica.

Ultimo aggiornamento: 31/03/2017^Top^

 

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