Nel settembre 2018 l’indice dei prezzi alla produzione e all’importazione scende dello 0,2%

Nel settembre 2018 l’indice dei prezzi alla produzione e all’importazione scende dello 0,2%

Nel settembre 2018 l’indice totale dei prezzi alla produzione e all’importazione è diminuito dello 0,2% rispetto al mese precedente, portandosi a 103,2 punti. Il calo è dovuto in primis alla riduzione dei prezzi dei rottami di ferro.

 

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La situazione sul mercato del lavoro nel mese di settembre 2018

La situazione sul mercato del lavoro nel mese di settembre 2018

Secondo i rilevamenti effettuati dalla Segreteria di Stato dell’economia (SECO), alla fine di settembre 2018 erano iscritti 106’586 disoccupati presso gli uffici regionali di collocamento (URC), ossia 1’307 in meno rispetto al mese precedente.

 

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In settembre i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,1%

In settembre i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,1%

L'indice dei prezzi al consumo (IPC) è aumentato dello 0,1% nel settembre 2018 rispetto al mese precedente, attestandosi a 101,9 punti (dicembre 2015 = 100). Rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, il rincaro è stato dell’1,0%.

 

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Rialzo delle cifre d’affari del commercio al dettaglio svizzero nell’agosto 2018

Rialzo delle cifre d’affari del commercio al dettaglio svizzero nell’agosto 2018

Nel mese di agosto 2018 le cifre d'affari del commercio al dettaglio sono aumentate in termini nominali dell'1,1% rispetto ad agosto 2017.

 

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Esportazioni superiori alla soglia di 18 miliardi di franchi anche nell’agosto 2018

Esportazioni superiori alla soglia di 18 miliardi di franchi anche nell’agosto 2018

Dopo una fase di crescita registrata fino a maggio 2018, il commercio estero svizzero ha subito un rallentamento. In Agosto, in termini destagionalizzati, le esportazioni sono rimaste stazionarie mentre le importazioni sono diminuite dell’1,1%.

 

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Nel complesso stabile l’indice dei prezzi alla produzione e all’importazione nel mese di agosto 2018

Nel complesso stabile l’indice dei prezzi alla produzione e all’importazione nel mese di agosto 2018

Nell’agosto 2018 l’indice totale dei prezzi alla produzione e all’importazione è rimasto invariato a 103,4 punti rispetto al mese precedente. Sono aumentati i prezzi dei prodotti farmaceutici e chimici, mentre sono scesi quelli dei rottami di ferro.

 

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Per quanto riguarda l'Italia, nel 2015, rispetto all'anno precedente, le nostre esportazioni in Svizzera, secondo i dati dell'Amministrazione Federale delle Dogane, hanno avuto una flessione del 9,4%, per un valore di 18,7 Miliardi di Franchi, mentre le importazioni svizzere in Italia si sono ridotte del 7,6%, per un valore di 14,9 Miliardi di Franchi. Il Saldo positivo è stato di 3,8 Miliardi di Franchi. La menzionata flessione delle esportazioni italiane in Svizzera nel 2015 lascerebbe intendere come le nostre imprese non abbiano saputo approfittare della svalutazione dell'Euro. La ragione deve trovarsi nel complessivo, oggi può aggiungersi momentaneo, rallentamento dell'economia elvetica nel 2015, secondo la BNS a sua volta legato anche a ragioni congiunturali (nel 2014 il PIL era al +2%, mentre nel 2015 si è registrato un +0,8%). Quanto al nostro posizionamento, nel 2015 l'Italia si conferma quarto partner della Svizzera per valore complessivo dell’interscambio (dopo Germania, Stati Uniti e Regno Unito e prima della Francia), con oltre 33 Miliardi di Franchi. Considerando le sole esportazioni, verso la Svizzera, l'Italia figura al secondo posto dopo la Germania. Nel 2016 (dati riferiti alla fine dell’anno solare) le esportazioni italiane in Svizzera sono aumentate del 4,1%, per un valore di 17,8 Miliardi di Franchi, mentre le importazioni di beni svizzeri in Italia si sono ridotte del 2,2%, per un valore di 13,5 Miliardi di Franchi. Anche nel periodo ora considerato si registra un saldo positivo di 4,3 Miliardi di Franchi. L'Italia continua quindi a confermare nel 2016 il proprio posizionamento come quarto partner commerciale per valore complessivo dell'interscambio, con un valore di oltre 31 Miliardi di Franchi, e di secondo Paese esportatore, dopo la Germania. Per quanto concerne, più nel dettaglio, i primi quattro settori italiani per esportazioni in Svizzera, l'Italia conferma nella prima metà del 2016, in relazione ai principali partner commerciali della Confederazione (Germania, Francia, Regno Unito, Stati Uniti) le medesime posizioni osservabili nel 2015. In particolare, secondo l'ordine decrescente del valore delle nostre esportazioni in Svizzera, il posizionamento relativo italiano si compone come segue: a) Prodotti dell'industria farmaceutica e chimica (circa 3,6 Miliardi di Franchi, + 17,6%, quota di mercato 9,2%). L'Italia è il terzo esportatore dopo la Germania (9,9 Miliardi di Franchi circa, +20,9%, quota di mercato 24,8%) e USA (4,7 Miliardi di Franchi, +10,2%, quota di mercato 11,9%) e prima di Francia (circa 2,4 Miliardi di Franchi, +12,9%, quota di mercato 5,7%) e Regno Unito (2,3 Miliardi di Franchi, + 27,4%, quota di mercato 5,7%) b) Metalli di base preziosi (1,3 Miliardi di Franchi, +1,1%, quota di mercato 3,1%). L'Italia è il quarto esportatore dopo USA (7,4 Miliardi di Franchi, -1,2%, quota di mercato 9,5%), Regno Unito (6,2 Miliardi di Franchi, -66,5%, quota di mercato 8%), Francia (2,4 Miliardi di Franchi, + 9,2%, quota di mercato 3,1%) e prima della Germania (2,1 Miliardi di Franchi, - 13,3%, quota di mercato 2,7%); c) Meccanica (1,8 Miliardi di Franchi, +3,3%, quota di mercato 7,2%). L'Italia è il secondo esportatore dopo la Germania (8,2 Miliardi di Franchi, +2,6%, quota di mercato 31,5%) e prima di USA (1,4 Miliardi di Franchi, +0,1%, 5,3% di quota di mercato), Francia (1,15 Miliardi di Franchi, +3,2, quota di mercato 4,4%) e Regno Unito (567 Milioni di Franchi 12,3%, quota di mercato 2,2%); d) Prodotti agricoli e forestali e della pesca (1,7 Miliardi di Franchi, +5,3%, quota di mercato 13,7%). L'Italia è il secondo esportatore dopo la Germania (2,6 Miliardi di Franchi, +4,6%, quota di mercato 20,9%) e prima di Francia (1,4 Miliardi di Franchi, +2,3%, quota di mercato 11,6%), USA (294 Milioni di Franchi, -0,7%, quota di mercato 2,3%) e Regno Unito (197 Milioni di Franchi, -5,6%, quota di mercato 1,6%).

 


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