L'NSI segnala una crescita del 3,5% del PIL nel terzo quadrimestre del 2016

L'NSI segnala una crescita del 3,5% del PIL nel terzo quadrimestre del 2016

Nel terzo quadrimestre del 2016 il prodotto interno lordo (PIL) è aumentato del 3.5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, e dello 0.8% rispetto al terzo quadrimestre del 2016. Lo afferma l'NSI, stando agli ultimi dati rilasciati.

 

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AUTOMOTIVE BULGARIA: SVILUPPO DEL SETTORE

AUTOMOTIVE BULGARIA: SVILUPPO DEL SETTORE

100 grandi aziende di componentistica e oltre 33.000 addetti. Vantaggi della Bulgaria nel settore automotive.

 

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L'Italia è uno dei principali partner economici della Bulgaria e riveste un ruolo chiave nell'economia del Paese.

I rapporti commerciali tra Italia e Bulgaria sono ottimi, l’interscambio tra i due paesi è quasi raddoppiato negli ultimi cinque anni.Nel 2015 siamo diventati il secondo partner commerciale con un interscambio che ha raggiunto il livello record di oltre 4,2 miliardi di euro, in crescita dell’3,3% rispetto al 2014 (dati ISTAT),  con una quota del 8,3%.  La Germania resta il principale partner della Bulgaria, con una quota del 12,1%. Al terzo posto la Russia la cui quota si riduce drasticamente, passando da 9,3% a 7,2%, a causa del persistente calo delle importazioni di prodotti energetici.

Crescono sia le esportazioni italiane (+4,4%), che si attestano a 1,96 miliardi di euro, sia le importazioni (+1% ) per un valore di 2,2 miliardi di euro. Il saldo commerciale, negativo per l’Italia, si riduce passando dai 405 milioni di euro ai 331.L’Italia nel 2015 è il secondo paese destinatario dei prodotti bulgari dopo la Germania (2.893 milioni di euro, +9%), con 2.136 milioni di euro e una crescita del 7,8% rispetto al 2014, seguita dalla Turchia con 2.008 milioni di euro (-3,3%). Quanto alle importazioni, l’Italia è il terzo paese fornitore della Bulgaria con 1.997 milioni di euro (+8,5% rispetto al 2014), dopo la Germania (3.396 milioni di euro, +5,7%) e la Russia (3.158 milioni di euro, -20,3%). Gli storici rapporti commerciali con la Russia sono determinati dagli acquisti della Bulgaria di prodotti energetici, piuttosto che dalle vendite. Pertanto, tenendo conto della particolare situazione della Russia, i principali concorrenti dell’Italia sono, oltre la Germania, i paesi limitrofi, Turchia, Romania e Grecia.                     

Per quanto riguarda la distribuzione settoriale, l’Italia esporta principalmente prodotti della meccanica strumentale, tradizionalmente il primo settore all’export verso la Bulgaria, che rappresenta il 16,2% del totale. Nel 2015 le vendite italiane di meccanica strumentale ammontano a 317 milioni di euro, sebbene in lieve diminuzione, (-1,2%). Si tratta di prodotti che generano una buona domanda in Bulgaria, per l’esigenza di consolidare la propria base produttiva, puntando all’ammodernamento e al miglioramento degli standard qualitativi, con nuove ed avanzate tecnologie.

Altri settori significativi sono il tessile (267 milioni di euro, +0,4%), l’agroalimentare (139 milioni di euro, +22,1%), chimica (131 milioni di euro, +5,2%), prodotti in metallo (126 milioni di euro, +15,2%),  apparecchiature elettriche ed elettrodomestici (125 milioni di euro, -0,3%) e calzature e articoli in pelle (115 milioni di euro, +0,1%).

L’Italia importa dalla Bulgaria principalmente materie prime, i prodotti metallurgici rappresentano il 30,9% del nostro import (708 milioni di euro), con un aumento del 5,7%. Abbigliamento e calzature incidono per un altro 18,4% (421 milioni di euro, -3,6%), per accordi di lavorazione conto terzi, che danno luogo ad un traffico di perfezionamento passivo tra Italia e Bulgaria.

In Bulgaria operano oltre 1.000 aziende a partecipazione italiana (stime di Confindustria Bulgaria), che impiegano 25.000 addetti, per investimenti di oltre 2 miliardi di euro, che realizzano quasi il 5% del PIL nazionale, impegnate in diversi settori: dal tessile e calzaturiero alla produzione di energia, dall’agroalimentare alla lavorazione dei metalli, dai servizi finanziari ai trasporti.

Vi è da tempo una collaborazione produttiva e commerciale di aziende italiane che hanno costituito Joint Venture con partner bulgari in diversi campi delle lavorazioni meccaniche e componenti di precisione, fonderie, macchine per la lavorazione del legno, articoli in metallo ecc.

Nel settore automotive la stragrande maggioranza delle attrezzature per le autofficine è italiana. Nella categoria delle piccole centrali idroelettriche, è attiva la società Petrolvilla che ha stipulato un accordo con il Comune di Svoghe per la realizzazione di 9 centrali idroelettriche sul corso del fiume Iskar, di cui sono operative tre centrali. L’Italia è in prima fila nel settore della distribuzione di gas naturale con ben tre utilities attive: Società Gas Rimini, AMGA Udine e Acegas che operano con i partner bulgari.

 


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  • Energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata (anche da fonti rinnovabili)
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