La Reserve Bank of New Zealand (RBNZ) riduce il tasso ufficiale di sconto (OCR) di 25 punti al 2,75%

La Reserve Bank of New Zealand (RBNZ) riduce il tasso ufficiale di sconto (OCR) di 25 punti al 2,75%

Continua la discesa del tasso ufficiale di sconto (OCR), di altri 25 punti base. Il 10/9 scorso la Reserve Bank of New Zealand (RBNZ) ha deciso di abbassarlo al 2,75%, indebolendo ulteriormente il Dollaro Neozelandese (NZ$) per favorire l'export.

 

Notizia segnalata da: AMBASCIATA D'ITALIA IN NUOVA ZELANDA

CERIMONIA D'APERTURA  DEL NUOVO PARLAMENTO

CERIMONIA D'APERTURA DEL NUOVO PARLAMENTO

Nel suo discorso del 21/10/2014, durante la Cerimonia d'Apertura del Parlamento eletto a seguito delle elezioni generali celebratesi lo scorso settembre, il Primo Ministro John Key ha esposto la propria agenda di governo per i prossimi tre anni.

 

Notizia segnalata da: Ambasciata d'Italia - Wellington

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RAPPORTI ECONOMICO-COMMERCIALI TRA ITALIA E NUOVA ZELANDA

 

Le relazioni economico-commerciali fra l’Italia e la Nuova Zelanda mostrano da anni un andamento molto positivo, con un avanzo sempre consistente da parte italiana. Le nostre principali esportazioni in Nuova Zelanda nel 2014 riguardano automobili e trattori, apparati elettrici, pompe e valvole idrauliche, farmaceutici e macchinari, con l’apparizione anche di una significativa presenza del comparto calzature. Le principali esportazioni neozelandesi in Italia sono invece costituite da pellami, lana, frutta e carni, mentre i prodotti lattiero-caseari, che fino al 2011 erano tra le nostre maggiori importazioni, sono andate scemando fino ad uscire dall’elenco delle prime venti. 

Secondo quanto riportato dal locale Ministero degli Esteri e del Commercio (MFAT) nel 2014 il dato dell’interscambio bilaterale è stato pari a 1.345 mln. NZ$ (ca. 841 mln. €), in crescita (+5,8%) rispetto al 2013.

Nel 2014 l’Italia registra il 12° posto tra i paesi esportatori in Nuova Zelanda (in ascesa dal 14° dello scorso anno), confermandosi al 4° tra quelli appartenenti all’Unione Europea, dopo Germania, Regno Unito e Francia. Sul versante delle importazioni, l’Italia si conferma come 23° cliente della Nuova Zelanda, 5° tra i paesi UE, dopo Regno Unito, Germania, Paesi Bassi e Francia, nell’ordine.

Nel dettaglio, le esportazioni italiane sono state pari a 929,4 mln. NZ$ (ca. 581 mln. €), +5,7% rispetto al 2013, e le importazioni a 415,9 mln. NZ$ (ca. 260 mln. €), +6,2% rispetto al dato dello scorso anno, quindi con un saldo attivo a nostro favore di 514,5 mln. NZ$ (ca. 321 mln. €), il più elevato dal 2008.

Tra le principali esportazioni italiane in Nuova Zelanda nel 2014 si conferma il trend in crescita del comparto veicoli a motore, soprattutto le automobili (+44,6% rispetto al 2013), che rappresentano ora la voce più consistente del Made in Italy in Nuova Zelanda, con un export del comparto pari a 60,6 mln NZ$ (ca. 38 mln. €), e insieme ai trattori (+69,7%), seconda voce per importanza delle nostre esportazioni, ed alle parti di ricambio ammontano a ca. 75 mln. €, pari al 13% del nostro export totale (nel 2013 era il 9,0%). Segue il comparto idraulica (pompe, compressori, valvole, rubinetti, estintori), con ca. 43,1 mln. € (7,4% del totale), mentre perde terreno il settore dei prodotti elettrici, che nel 2013 formava la voce più consistente delle nostre esportazioni, sceso, con ca. 30,5 mln. €, al 5,3% del totale, di cui più della metà elettrodomestici. In contrazione rispetto al 2013 anche i macchinari con 27,4 mln. € (4,7% sull’export totale). In ascesa i nostri prodotti farmaceutici (+7,1%), con una quota di esportazioni pari a 23,6 mln. € (4,0% del totale). Da segnalare infine nel 2014 le buone performances dei comparti minori delle nostre esportazioni: alimentari, con olio d’oliva e salse di pomodoro, (+17%), e calzature (+7,3%), che insieme compongono il 4,2% del nostro export totale.

Dall’altro lato, la voce più consistente delle nostre importazioni dalla Nuova Zelanda riguarda i pellami, in particolare bovini, grezzi e lavorati, che, con 137,3 mln. € e 229,3 mln. € (+6,2% rispetto al 2013), rappresenta da sola il 52,8% delle importazioni. Segue la lana grezza, in ripresa, dopo la lieve contrazione del biennio precedente, con 42,9 mln. €, pari al 16,5% del nostro import. Da citare infine le carni, ovine e bovine, in trend negativo da cinque anni ormai (-18,6% solo nell’ultimo’anno), e i prodotti agricoli, soprattutto frutta, in decisa ripresa dopo quattro anni di cali (+35,6%). Un cenno a margine merita il ridimensionamento nell’ultimo biennio, almeno in Italia, del comparto dei prodotti caseari tra le venti principali esportazioni neozelandesi. Latte in polvere, burro e formaggi, nel 2014, costituiscono oltre il 20% dell’esport kiwi.

Sul piano degli IDE, occorre rilevare anche quest’anno l’inadeguatezza dei flussi provenienti dall’Italia rispetto ai valori fatti registrare dalle altre realtà mondiali. Il principale settore per la penetrazione degli investimenti italiani in Nuova Zelanda restano comunque quelli tradizionali del tessile e della produzione  agricola e casearia. Esistono tuttavia, spazi per investimenti nel campo enologico, nel settore minerario e degli idrocarburi (ricerca ed estrazione di petrolio e gas).


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