Allo studio nuovo oleodotto verso la Turchia

Allo studio nuovo oleodotto verso la Turchia

Il governo di Baghdad sta valutando l’opportunità di costruire un nuovo oleodotto per esportare il petrolio greggio estratto dai giacimenti intorno a Kirkuk, nel nord del Paese, verso la Turchia.

 

Notizia segnalata da: Internationalia www.internationalia.org

Annunciata gara per esplorazione in nove giacimenti

Annunciata gara per esplorazione in nove giacimenti

Il ministro del Petrolio iracheno, Jabbar al Luaibi, ha invitato le imprese straniere a presentare offerte per l'esplorazione di nove giacimenti di petrolio e gas nel sud e nell’est del Paese, incluso un blocco offshore nelle acque territoriali.

 

Notizia segnalata da: Internationalia www.internationalia.org

Fincantieri SpA torna in Iraq dopo oltre 30 anni

Fincantieri SpA torna in Iraq dopo oltre 30 anni

L’Ambasciatore in Iraq Massimo Marotti annuncia un grande successo. Grazie al supporto fornito dall’Ambasciata, la Fincantieri SpA torna dopo oltre 30 anni in Iraq con importanti ordini, che favoriranno la creazione di posti di lavoro in Italia.

 

Notizia segnalata da: Ambasciata d'Italia Baghdad

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L’economia dell’Iraq, un’economia in transizione dalla fase dell’economia pianificata con preponderanza di imprese pubbliche ad un assetto di libero mercato, vive oggi una crisi a causa della lotta contro ISIS, dalla quale sta lentamente uscendo, con il termine degli ultimi combattimenti nelle roccaforti dello Stato islamico. Paese che ha sempre costituito un mercato interessante per le industrie italiane, l’Iraq ha subito un arresto di investimenti privati dall’estero quando forse ne avrebbe più bisogno, per via di uno stato d’emergenza sotto diversi profili: della sicurezza, caratterizzato dalla lotta dell’esercito e delle milizie popolari coordinate dal Governo contro ISIS; della mancata attuazione della riconciliazione interna; della crisi economica. Le spese di natura bellica contro Dae’sh hanno imposto tagli severissimi al budget e ai bilanci dei Ministeri federali, e ad incidere sul bilancio statale si e' aggiunto il calo del prezzo del petrolio, fonte prevalente di entrate per il Governo, in ripresa solo dalla fine del 2016.

È su questo sfondo che vanno valutate le opportunità per le imprese italiane nel Paese. L'Iraq ha degli indubbi punti di forza e ha da sempre rappresentato un mercato molto interessante per le industrie Italiane, per le seguenti caratteristiche: le sue dinamiche demografiche, con una alta percentuale di popolazione compresa nella fascia d'età lavorativa 15 - 64 anni; il forte settore agricolo e un'industria agro-alimentare - non abbastanza sviluppata - che necessita infatti di macchinari; il settore petrolchimico, il quale necessita di macchinari, componenti, prodotti semilavorati, prodotti chimici, che l’industria autoctona non è in grado di produrre in maniera efficiente e devono quindi essere importati; il settore delle costruzioni, con la recente presentazione di numerosi progetti nelle province dell’ovest (Anbar) o del sud (Dhi-Qar) a rappresentare altrettante opportunità per le imprese ed i consorzi italiani; per il fatto che occupa una posizione strategica a livello mondiale. Infine, avendo a disposizione considerevoli riserve petrolifere e di gas, l'Iraq è destinato a giocare un ruolo importante nello scacchiere geopolitico.

Dell’Iraq, tuttavia, non si possono sottacere alcuni fattori di debolezza: sono numerose le aziende italiane, da tempo presenti in Iraq, che oggi lamentano la difficoltà a riscuotere i crediti maturati nei confronti dei committenti pubblici, a livello federale e locale; per tale motivo, diventa sempre più difficile reperire accesso al credito ed export facilities per operazioni commerciali nel Paese; l’aumento delle spese di carattere bellico e il calo del prezzo del petrolio hanno portato il Governo a dismettere la gestione di alcuni progetti infrastrutturali (si pensi al Grande Porto di Al-Faw) affidati precipitosamente al settore privato, accelerando in modo disordinato quella transizione che proprio in un momento come quello attuale andrebbe monitorata delicatamente; la stessa Regione del Kurdistan iracheno, che lamenta la mancata corresponsione da parte di Baghdad delle quote di bilancio ad essa spettanti e che si trova anch’essa impegnata finanziarimente per le vicende belliche, vive i problemi che vive lo Stato federale. Sono sempre più frequenti i casi di illiquidità delle banche e di ritardi a onorare i pagamenti da parte delle Autorità regionali. La mancanza di un’Agenzia di Statistica e di dati ufficiali, precedente peraltro all’arrivo di ISIS (dal 2011), complica il compito di mettere a sistema perfomances e cifre aggregate relative ai diversi settori, rendendo più difficile il tentativo di farsi una precisa idea dei dati commerciali del Paese in questa fase delicata. Ci scusiamo pertanto per l’indisponibilità di alcuni dati.


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Partner privilegiato dell'Italia
Disponibilità di risorse naturali abbondanti e non ancora sfruttate
Ricostruzione del Paese
Incentivi fiscali
L'Iraq apprezza moltissimo la qualità della produzione italiana
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