Overview (CINA)

In base ai dati Eurostat, nel 2019 l’interscambio tra Italia e Cina è stato di 44,6 MLD di euro (+1,46%) di cui 13 MLD (-1,02%) dovuti all’export e 31,7MLD (2,5%) all’import italiano dalla Cina. Il saldo negativo è di 18,7 MLD con un incremento di circa 911 mln (+5,13%) rispetto all’anno precedente.

La composizione dell’export italiano verso la Cina nel 2019 mantiene sostanzialmente la stessa struttura degli scorsi anni. Si riducono complessivamente le esportazioni di macchinari (3,9 MLD; -1.06%), settore che rappresenta il 30.4% del totale export. La riduzione del settore è dovuta in particolare a pompe, macchine per la lavorazione del metallo, legno, tessili,  robot e macchine con uso specifico, mentre ii incrementano invece le esportazioni macchine per il lavaggio di stoviglie e bottiglie (304 MLN; +79.75%), valvole (393MLN: +32.17%)  e turbo jets (176 MLN: +165.66%).  

Minori rispetto all’anno precedente anche le esportazioni del settore auto (656 MLN; -11,76%), apparecchi e materiale elettrico (563 MLN; -8.75%) e  strumenti (552 MLN; -11.13%). In crescita altri importanti settori del export italiano  tra cui il farmaceutico (956 MLN; +18.52%), che diventa la seconda voce dell’export italiano superando l’automotive, l’abbigliamento (932 MLN; +8.53%) e  arredamento (522 MLN; +0.8%). Bene anche le calzature (314 MLN; +8,55%) e gli articoli in pelle, borse e valigie (467 MLN; +10,06%).

Per quanto riguarda l’import italiano dalla Cina, nel 2019 i principali settori sono stati materiale e apparecchiature elettriche (6,6 MLD; +2.08%) e i macchinari (5,6 MLD; +2,93%) che rappresentano il 38,9% del totale import. Crescono le importazioni di strumenti (1,3 MLD; +6.14%) e arredamento (1,1 MLD; +8,3%). Questi settori determinano l’incremento del valore delle importazioni rispetto al 2018 e sono evidentemente anche determinati dalla produzione italiana in Cina destinata al mercato globale. Diminuiscono invece le importazioni di abbigliamento (2,4 MLD; -0,23%) che rappresenta la terza voce import dalla Cina.

Nel 2019 l’Italia si conferma quarto paese cliente della Cina dopo Paesi Bassi (88,4 MLD; +3,38%), il cui dato è influenzato dai flussi in ingresso in EU attraverso il porto di Rotterdam, Germania (76,8 MLD; +1.68%), e Regno Unito (57,9MLD; +8.7%). Come negli scorsi anni le variazioni in questo settore hanno evidenziato una logistica particolarmente flessibile che ha determinato lo spostamento dell’importazioni cinesi destinate all’intero mercato EU su diversi porti di ingresso europeo.

Per quanto riguarda l’impatto del corona virus, i dati delle dogane cinesi del primo bimestre dell’anno 2020 rispetto al dato del 2019 indicano un calo a livello globale del 11% che è determinato da una riduzione del 17.2% all’export e del 4% all’import. Il dato a livello di singolo paese indica una riduzione del 18.5% dell’export cinese verso l’Italia ed una riduzione del 12,5% delle importazioni cinesi dall’Italia con una riduzione dell’interscambio del 16,2%.  Il dato cinese evidenzia un incremento delle importazioni (che corrisponde all’export dei paesi fornitori) di prodotti energetici (petrolio e carbone) ed alimentari (soprattutto carne e soya). Si riducono le importazioni di gas, aeromobili e pannelli a cristalli liquidi. L’export cinese risente invece di cali nel settore tessile, prodotti in acciaio, telefonini e computer.

Ultimo aggiornamento: 15/07/2020^Top^

 

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