Overview (GABON)

Esistono investimenti diretti italiani in Gabon considerevoli nei settori idrocarburi e del legno.

Nel settore degli idrocarburi e dell'energia, l’ENI (ENI GABON) ha una partecipazione dell’1% nell’impresa di raffinazione Sogara e ha siglato con il Governo gabonese un accordo che le assegna sei licenze esplorative, considerate di elevato potenziale, per una superficie complessiva di 7.315 Kmq. Le attivita’ di esplorazione sono in corso.

Nel settore della lavorazione del legno, proseguono le attività della Cora Wood di Vicenza(Cora Woods Gabon), che aveva acquisito nel 2001 la società pubblica “Compagnie Forestiere du Gabon”. Oggi l’impresa impiega nel Paese oltre 650 dipendenti, con una produzione annua di 3800 metri cubi di pannelli stratificati e 2000 metri cubi di prodotti da segheria.  Altre due società a capitale italiano sono sorte negli ultimi tempi: la MACVENEER,  che già esporta in numerosi Paesi europei i suoi prodotti, tra cui il tranciato di legno; la GBNS (Gabonese Best Natural Source), compartecipata dal gruppo Basso, che ha rilevato la struttura produttiva dell'ex società di Stato Société Nationale du Bois du Gabon.

Sono inoltre presenti una decina di imprese gabonesi di cittadini italiani ripartite nei seguenti settori: edilizia (ECCC), ristorazione (Dolce Vita, Roma, Foyer du Marin, Akuango Village), arredamento (MAB). 

Sul piano commerciale, si segnalano diverse forniture di mezzi per trasporto truppe e per la polizia da parte della società Iveco, del gruppo Fiat, nel 2012.  I contratti includono aspetti che riguardano la manutenzione e l'addestramento di personale locale al loro uso. Si segnala inoltre l'interesse della Piaggio ad omologare su questo mercato il suo veicolo "Ape", attraverso la società locale Avantis Automobiles.

Il Governo sta cercando di imprimere una svolta alla politica economica del Paese con il varo di un programma di opere infrastrutturali (vie di comunicazione, ammodernamento porti e aeroporti, centrali idroelettriche, edilizia, agricoltura) del valore stimato di 11,6 miliardi di euro spalmati sugli anni a venire fino al 2025. Per il mondo economico italiano partecipare a tale programma sarebbe  un'opportunita' importante, ma la crisi di liquidità in cui versa il Paese da oltre quattro anni non offre sufficienti garanzie in relazione ai pagamenti.

La presenza di risorse petrolifere e minerarie ha permesso ai gabonesi di mantenere uno dei livelli di prodotto pro capite più alti in Africa, anche se con un marcato disequilibrio nella distribuzione della ricchezza (detenuta dal 10% della popolazione) che periodicamente sfocia in una serie di scioperi ad oltranza nella P.A. 

Ultimo aggiornamento: 07/02/2020^Top^
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