Overview (GIORDANIA)

La crescita economica della Giordania dovrebbe accelerare al 2,2% nel 2019, al 2,4% nel 2020 e al 2,6% nel 2021, secondo gli ultimi dati della Banca Mondiale (giugno 2019). Le previsioni dell'Istituto di Washington per il 2019 sono confermate dalle proiezioni del Ministero delle Finanze giordano, che stima che l'economia del Regno crescerà del 2,5% nel 2020 e del 2,7% nel 2021.

La presenza economica italiana in Giordania si caratterizza tradizionalmente più sul profilo commerciale che quello degli investimenti produttivi.

Secondo gli ultimi dati ISTAT, aggiornati a gennaio 2019, l’andamento delle importazioni italiane dalla Giordania ha visto una crescita del 15,47% nel periodo gen/set 2018-2017 e addirittura del 19,32 nel periodo gen/set 2018-2016, mentre le esportazioni hanno fatto registrare una lieve ma costante decrescita, passando da -30,84 nel  periodo gen/set 2018-2016  a -29,4 nello stesso periodo 2018-2017.

Nel periodo gen/set 2018 le esportazioni italiane hanno registrato un trend positivo nei seguenti settori, rispetto allo stesso periodo del 2017: arredamento +12,24%; farmaceutica +47,59%;  tabacchi e succedanei +23,33%; lana e filati +328,33%;  preparazioni alimentari +29,46%; cotone +465,13%; calzature +18,77; sale, zolfo, calce e cementi +297,8. In arretramento reattori nucleari, caldaie, apparecchi e congegni meccanici -3,71; pietre preziose e semipreziose -26,01%;  macchine e apparecchi elettrici -26,95%; combustibili minerali -85,84%; materie plastiche e lavori in plastica -26,78%; lavori di ghisa, ferro o acciaio -11,98%; vetture, automobili, trattori -7,31%; prodotti ceramici -15,44%; frutta -55,75%; prodotti per profumeria -15,61%; preparazioni a base di cereali -28,24%; abbigliamento e accessori -3,9%; carta e cartoni -36,36%; prodotti delle industrie chimiche -38,29%.

Le importazioni italiane, periodo gen/set 2018 rispetto allo stesso periodo 2017, registrano buoni risultati per concimi +96,49%; alluminio e lavori in alluminio +123,47%;  materie plastiche e lavori in plastica +2.436,49; piombo e lavori in piombo +41,64; rame e lavori in rame +10.239,84%. In calo il settore dei metalli preziosi e relativi semilavorati -33,69%, prodotti chimici inorganici e composti inorganici-24,42%,  pelli e cuoio -13,4%; abbigliamento e accessori -65,32%, navigazione aerea/spaziale -68,45%.

Per quanto riguarda la composizione merceologica dell’interscambio, in base ai dati ICE - ISTAT, l’Italia ha importato nell’ordine: concimi, pietre preziose e semipreziose, prodotti chimici inorganici e composti inorganici, alluminio e lavori in alluminio, materie plastiche, piombo e lavori in piombo, pelli e cuoio.

Le maggiori opportunità per il rafforzamento delle relazioni commerciali bilaterali derivano dai reali punti di forza del Made in Italy e dai settori con potenziali margini di crescita: macchinari industriali, apparecchiature e beni strumentali (in particolare per l’industria agroalimentare, l’imballaggio e la lavorazione del marmo), design, moda e arredamento.

Ultimo aggiornamento: 10/06/2019^Top^
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